Di Maio: "No al governo di tutti, gli italiani hanno scelto noi. Padoan irresponsabile"

Il capo politico del M5S non arretra: "Gli italiani hanno scelto noi". Poi attacca duramente il ministro dell'Economia per come ha presentato la situazione dell'Italia a Bruxelles

L'arrivo di Luigi Di Maio tra i giornalisti internazionali (Ansa)
L'arrivo di Luigi Di Maio tra i giornalisti internazionali (Ansa)
TiscaliNews

"C'è stata una grande investitura popolare". Il voto del 4 marzo ha espresso la fiducia in un colore politico, in un premier e in un programma. Quelli del MoVimento 5 Stelle. Perciò Luigi Di Maio è tranchant nel parlare alla stampa estera. E ribadisce: "Noi non contempliamo nessuna ipotesi di governo istituzionale e di governo di tutti, gli italiani hanno votato un candidato premier, un programma e una squadra. Le presidenze delle Camere non riguardano la questione del governo, non devono essere legate a dinamiche di governo, ma sono figure di garanzia che riguardano il Parlamento". Prima resa dei conti a partire dal 23 marzo quindi, quando si faranno le prove di insediamento parlamentari con la nomina dei presidenti di Camera e Senato. Specie quest'ultima carica è sotto lo sguardo attento del Quirinale. Preso in mezzo al rebuso di un governo per cui nessuno ha i numeri di per sé, mentre tutti si arroccano nelle loro posizioni e sono indisponibili a trattare con le altre parti politiche.

"Undici milioni di italiani ci hanno scelto"

Nessuna alleanza, dunque? Il Pd si dice all'opposizione, la Lega non scopre le carte e rilancia i propri programmi e slogan. Il capo politico dei Cinque Stelle non arretra: "Undici milioni di italiani si sono espressi sul nostro programma. Siamo aperti al dialogo sui temi che interessano l'Italia, nessuno al momento si è fatto avanti". Ed è durissimo con il ministro dell'Economia del governo Renzi: "Le nostre misure economiche saranno sempre ispirate alla stabilità del Paese: non vogliamo trascinare le dinamiche economiche nelle diatribe politiche. Credo che oggi Padoan sia stato irresponsabile a trascinare le questioni tra Italia e Bruxelles rispondendo 'non so' a proposito del futuro dell'Italia. E' stata quasi una provocazione, come a dire che 'ora che me vado all'opposizione avveleno i pozzi. Tutti siamo chiamati alle responsabilità".

Superare i vincoli europei

"Mi pare che ormai tutti concordino che vada rivisitato o superato il tetto del rapporto deficit/Pil al 3%, ora vediamo come. Se andassimo al governo sarei contento di discutere a quei tavoli su come rivedere i parametri sugli investimenti: noi abbiamo a cuore l'idea di ridurre il debito pubblico ma con misure espansive". Nel rispondere alle domande della stampa estera, Luigi Di Maio ha parlato del rapporto che un probabile esecutivo targato M5S avvierebbe con l'Ue: "Non penso sia semplicemente una visione di Macron e della Merkel: tutta l'Europa riflette su come cambiare e io non ho pregiudizi, noi non vogliamo avere niente a che fare con gli estremisti". Sulle difficoltà nel formare il nuovo governo italiano: "Io penso ad avviare questa legislatura, non alla legge elettorale". E ancora: "Ci stiamo candidando alla guida del Paese perchè siamo una forza nazionale, le altre sono forze territoriali. Sento la responsabilità di imporre, tra virgolette, un nuovo metodo nel dialogo tra le forze politiche, sui temi, non sulle cariche. Non abbiamo solo la rovina della sinistra, ma dei partiti tradizionali". Sulle modalità di controllo via Web dei meccanismi della democrazia, tipica del M5S, il leader Di Maio specifica: "Il tema dell'eventuale referendum online sull'accordo per il governo verrà dopo. Si tratta di passaggi successivi all'interlocuzione. Ora siamo a quello, dopo troveremo i modi per la consultazione". Sulla sua durata nel ruolo istituzionale: "Il tema del limite doppio mandato è fondamentale per noi e si basa su un concetto importante: non esistono politici di professione".