[Il retroscena] Il giallo del contratto tra Lega e Cinque Stelle e i trattati Ue da cambiare. Ma il Quirinale ha già pronto un altro governo

L’intesa sempre più ad un passo dall’implosione. Gli attacchi dei commissari europei e il mistero della bozza di Contratto servono a fa ritrovare un’intesa. Ma quanto durerà? Consultazioni sul programma nei gazebo nel fine settimana. E il Quirinale è pronto con i suo governo

Salvini e Di Maio
Salvini e Di Maio

A un passo dall’abisso, il governo Lega-M5s si aggrappa a due “appigli” inaspettati: gli avvertimenti di Bruxelles circa il rispetto dei parametri economici; le anticipazioni, via Huffpost, di una bozza del Contratto per il governo del cambiamento con contenuti così sconvolgenti da risultare quasi provocatori e da costringere i contraenti a correre ai ripari per evitare una figuraccia intergalattica. Così, alle otto di sera se un deputato leghista notava che l’ennesimo incontro in corso tra Salvini e Di Maio sarebbe stato questa volta risolutivo, anzi, “dirimente” per capire se andare avanti o meno; dopo le 21 quando i due leader lasciano Montecitorio terminato il faccia a faccia, la lunga crisi del patto di governo Lega-5Stelle resta invece irrisolta anche se Lega e 5 Stelle firmano insieme un comunicato congiunto come non succedeva da venerdì della scorsa settimana.

La smentita che non smentisce

“Il contratto di governo pubblicato da Huffpost - si legge - è una versione vecchia già ampiamente modificata. La versione attuale non corrisponde dunque a quella pubblicata”. Per quello che riguarda l’euro, ad esempio, “le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica”. Il Comitato di riconciciliazione,  luogo dove verrebbero risolti i passaggi controversi della vita del  governo perché è chiaro che non tutto può essere previsto nel contratto,  ad esempio dovrebbe continuare ad esistere, “parallelo” al consiglio dei ministri, organo decisionale che decide con maggioranza a due terzi. Una potente alterazione della nostra struttura costituzionale e del nostro ordinamento. Nelle 39 pagine dedicate a 22 argomenti c’è anche molto altro. Allora è chiaro che chi ha fatto uscire la bozza del contratto, voleva provocare una reazione forte. Di certo poteva essere un’ottima occasione per fare saltare tutto. Per ora ci hanno messo sopra un comunicato a doppia firma. Costretti ad andare avanti per non rimetterci la faccia.

Il contratto

Non si sa di chi sia stata la brillante idea del Comitato di riconciliazione, se della Lega o del Movimento. Difficile, dopo la pubblicazione della bozza, trovare qualcuno disposto a parlarne. La bozza risale alla mattina di lunedì, dunque è il frutto del fine settimana trascorso al 18 piano del Pirellone a Milano dove le due delegazioni si sono riunite intorno al tavolo tecnico-politico. La “perla” quasi sovversiva si trova nel capitolo dedicato al “Funzionamento del governo e dei gruppi parlamentari” e affronta il tema concreto di cosa fare e chi decide qualora il governo debba affrontare qualcosa che non è previsto nel Contratto. Il Comitato, dunque, è una sorta di tavolo tecnico permanente aggiornato alla bisogna. 

Gli altri punti critici

Nel bozza del Contratto è previsto poco o nulla su respingimenti ed espulsioni che sono state invece il cuore della campagna elettorale leghista. La vendita del patrimonio immobiliare pubblico ai privati (la tanto criticata cartolarizzazione) varrebbe 10 punti di debito. Tornano i voucher e viene superata la legge Fornero. Sono ancora fresche nelle orecchie le invettive dei parlamentari leghisti contro i voucher e le assicurazioni circa l’abolizione della legge Fornero. La tassa piatta, come già da indiscrezioni, non è più flat ma avrà un paio di scaglioni. E’ previsto il conflitto di interessi esteso anche “oltre chi ha incarichi di governo” e qualora il vantaggio “non sia solo economico”. Più tribunali, più pene e più carceri. Si parla di uscita dall’euro, cioè di “specifiche procedure di natura tecnico-giuridica che consentano ai singoli Stati di recuperare la propria autonomia monetaria”. E la ricetta per abbattere il nostro debito pubblico - a marzo arrivato alla cifra record di 2.302 mila miliardi - consiste nel chiedere a Draghi di cancellare di 250 miliardi di nostri titoli che la Banca centrale avrà in pancia alla fine del QE (quantitative easing, l’acquisto massiccio di titoli sovrani in corso da due anni). La cancellazione di quei 250 miliardi vale circa 10 punti percentuali di debito.

L’altolà di Bruxelles

E’ chiaro che tutta questa roba provoca una crisi di nervi in ogni ufficio della Commissione di Bruxelles, guardiano dei trattati e custode del rispetto della regole che gli stessi Stati hanno deciso. La crisi di nervi in effetti c’è stata. E senza neppure leggere la bozza del Contratto. C’è stata a prescindere, per il solo fatto che siano due forze considerate “populiste” ad avere in mano il destino dell’Italia. Ieri mattina, quando del Contratto ancora non si sapeva nulla, il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis è stato molto chiaro. “E’ chiaro - ha detto rispondendo ad alcune domande sul governo che verrà in Italia - che l’approccio alla formazione del nuovo governo e l’approccio verso la stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale”. Poco dopo si è aggiunto anche Dimitri Avramopoulos, il “ministro dell’Interno” della Commissione, che si è augurato che “con nuovo governo in Italia non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria”. 

L'Ue che salda i due contendenti tra loro

Due interventi a gamba testa che sortiscono l’effetto di rinsaldare il fronte Lega-5 Stelle.  Per Matteo Salvini è quasi una dichiarazione di guerra: “Dall’Europa arriva l’ennesima inaccettabile interferenza di non eletti”. Luigi Di Maio dichiara e fa chiaramente da sponda al partner  Salvini. “I vincoli europei vanno rivisti - dice il Capo politico dei 5 Stelle - con i dialogo ma vanno rivisti. E’ nella Ue che si gioca la partita più importante per finanziare tutte le misure economiche che daranno diritti sociali agli italiani”. Le parole di Di Maio sono lette in controluce. Con la lente di ingrandimento, sillaba dopo sillaba. Sono oppure no in linea con la posizioni della Lega? E’ un passaggio fondamentale. Che Salvini ha ripetuto più volte in questi giorni: “Non possiamo certo avere posizioni diverse sull’Europa”. “Le parole di Di Maio sono un’apertura verso le nostre posizioni” commenta verso le otto di sera un deputato dell’inter Circle di Salvini.

Il faccia a faccia

Insomma, da una parte la pubblicazione della bozza del  Contratto, dall’altra i consigli non richiesti della Commissione Ue, aggiungiamo anche l’articolo del Financial Times che parla di “nuovi barbari”alludendo ai due partiti che si stanno alleando; tutto questo mette nuovamente a tu per tu, in serata, Salvini e Di Maio. Durante il giorno il tavolo tecnico  è andato avanti a Roma nel palazzo dei gruppi parlamentari. Dura poco, meno di un’ora. E serve soprattutto per fare il comunicato di “smentita” della bozza di contratto e rispondere ai “burocrati” europei. La smentita, come visto, non è una smentita visto che tace, di ceto non corregge, la mostruosità del Comitato di riconciliazione e circa la moneta aggiunge: “L’impianto della governance europea  (patto di stabilità, fiscal compact etc etc) deve essere ripensato insieme ai partner europei, compresa la politica monetaria, con lo spirito di tornare all’impostazione pre Maastricht i cui gli stati europei erano mossi da un genuino intento di pace, fratellanza e cooperazione”. Dunque “cambiare insieme al resto dell’Europa”. E’ questa la sintesi sull’Europa che i due contraenti avrebbero trovato. “Siamo al tratto finale: se riusciremo a trovare un punto di equilibrio tra Lega e centrodestra e Cinque stelle, si parte. Altrimenti di torna al voto ” dice Salvini dopo l’incontro. Quello di Di Maio è quasi un appello: “Chi ha paura del cambiamento oggi è il nostro nemico, chi lo vuole invece lotti con noi. Chi ha coraggio ci dia una mano, se ci riusciamo sarà una bomba”.

Immersi nella nebbia

La verità è che l’accordo per far nascere il governo è ancora immerso nella nebbia.  Salvini ribadisce in ogni momento di non voler rompere con il centrodestra che cerca ogni giorno di tirarlo via dall’abbraccio con Di Maio. Se da una parte sono troppo avanti per tornare indietro, va detto che entrambe le forze hanno un piano B di tutto rispetto: tornare al voto presto le vede entrambe favorite. Ecco perché il Quirinale assiste con buona rassegnazione a questa tela di Penelope che viene lavorata di giorno e sfatta di notte e che è l’intesa Lega-5Stelle. Il governo del Presidente, annunciato dieci giorni fa (era il 7 maggio)  è pronto in freezer dove è stato messo appena Salvini e DI Maio dissero che avevano trovato un’intesa. Intanto si è chiusa la finestra del voto anticipato a giugno. E anche a luglio. Resta ancora quello che per Mattarella è un vero incubo: ottobre. Il passare del tempo favorisce la chiusura di tutte le finestre. Lunedì 21 maggio scade comunque l’ultimo rinvio. A quel punto Salvini e Di maio avranno anche i risultati delle rispettive consultazioni interne. La Lega organizza nel fine settimana gazebo per il programma. I 5 Stelle avevano già detto che si sarebbero rivolti alla loro base. Non è chiaro però cosa succederebbe se le rispettive basi elettorali dovessero bocciare il programma. Che poi è una elencazione di punti e principi. La realizzazione  è un’altra cosa. Non a caso Merkel e Schultz hanno impiegato sei mesi a scriverlo.