[Il punto] Il contratto Lega-M5s è vecchio come un disco in vinile degli anni ‘80

Nel programma di governo non c’è nessun accenno all'innovazione tecnologica come se intelligenza artificiale e robotica fossero argomenti ancora relegati ai libri di fantascienza. Tutto lo sviluppo passa dalla creazione di nuovo debito pubblico, esattamente come è avvenuto negli anni ’80 quando il Pentapartito, allora alla guida del Paese, ha ipotecato il futuro degli italiani

[Il punto] Il contratto di governo Lega-M5s è vecchio come un disco in vinile degli anni ‘80
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale della storia ma nel Contratto di governo Lega-M5s non si parla mai di innovazione tecnologica. Parole come intelligenza artificiale, big data, blockchain, smartcities o semplicemente startup sono completamente assenti. Un piano che trascura la rivoluzione digitale come se il mondo si fosse fermato agli anni ’80, ai dischi in vinile e alle cabine telefoniche a gettoni.

E che il richiamo al passato sia forte lo conferma anche l’idea di finanziare la crescita in deficit ovvero creando nuovo debito pubblico. Proprio come quei “maledetti” anni ’80 in cui il Pentapartito al governo in cambio del consenso e della conservazione del potere ipotecò il futuro degli italiani.

Ignorati i veri problemi dell'Italia 

Ci sarebbe da ridere se non fosse che i due problemi principali dell’Italia (da cui derivano tutti gli altri) sono proprio la scarsa produttività e l’elevato debito pubblico. L’Italia oggi avrebbe bisogno di risparmiare per abbattere l’indebitamento e di investire il più possibile in innovazione tecnologica. L’ascesa dei paesi orientali dimostra che questa è la strada giusta da seguire. La Cina nel giro di pochi anni è diventata un esportatore di prodotti hi-tech ed oggi sfida gli Stati Uniti nei settori tecnologici più avanzati come l’intelligenza artificiale e la robotica che nei prossimi decenni cambieranno il mondo per sempre.

Scomparse le politiche su Industry 4.0 

Nel contratto non si parla mai neanche di industry 4.0 e questo nonostante il nostro Paese abbia già fatto passi importanti su questo fronte grazie all’operato del governo uscente. Lo stesso presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ha ricordato pochi giorni fa che questa rimane la via maestra per aiutare le aziende manifatturiere italiane a rimanere competitive nei mercati internazionali.

Tradita la propria storia 

Amnesie gravi e ingiustificabili. Il Movimento 5 stelle avrebbe dovuto dedicare attenzione all’innovazione digitale perché paradossalmente è proprio questo il mondo che ha consentito la sua nascita. Quante volte è stato scritto che l’operazione di Grillo e Casaleggio sarebbe stata impossibile senza la rete. La Lega avrebbe dovuto dedicare attenzione alla produttività e a Industry 4.0 perché è proprio il profondo Nord imprenditoriale ad essere la parte del Paese più consapevole dell’importanza di questi temi.

Gioco cinico per ottenere consenso 

Invece ha prevalso la volontà di scrivere un contratto che continua a parlare alla pancia dei cittadini. La volontà di proseguire la campagna elettorale per continuare a guadagnare consenso. Illudere gli italiani che sia possibile riportare indietro le lancette della storia addirittura al Trattato di Maastricht di inizio anni ’90, quando l’euro era ancora solo un progetto. E’ un gioco cinico che però paga elettoralmente. L’unico problema è che per gli italiani non c’è più la possibilità di ipotecare il proprio futuro a causa della cattiva politica. Questa volta si va a sbattere per davvero, come capitato agli argentini e ai greci.