Le commissioni d’inchiesta che sfidano il ridicolo ma creano poltrone in Parlamento. Ecco le più strane

Da quella istituita per i Cara e i Cie, senza una fine, a quella sul Patto del Nazareno e sulle strade mai realizzate tra la Sicilia e la Penisola

Le commissioni d’inchiesta che sfidano il ridicolo ma creano poltrone in Parlamento. Ecco le più strane
di Primo di Nicola

Eccolo là, come volevasi dimostrare. Quando si parla di commissioni parlamentari d'inchiesta. Che si sa quando cominciano i loro lavori, ma non si capisce mai quando possano portarli a compimento. Di più: “Quando non hai la forza di risolvere un problema o vuoi seppellirlo”, si scherza nelle aule e nei corridoi parlamentari, “chiedi l'istituzione di una bella commissione d'inchiesta. E' il modo giusto per lasciare le cose come stanno”.

Ecco perché non godono di buona fama questi organismi. Considerati dai critici più feroci spesso uno strumento per attribuire una gratificante presidenza, auto di servizio e un bel fondo cassa da investire per assumere segretarie, esperti e consulenti.

Naturalmente non è così. O non è sempre così. Ma gli onorevoli senatori e deputati sembrano mettercela tutta per alimentare i cattivi pensieri. Come sta capitando con l'ultimo caso che si sta consumando a Montecitorio. Riguarda la Commissione monocamerale di inchiesta sul sistema di accoglienza e di identificazione "nonché sulle condizioni di trattenimento dei migranti nei centri di accoglienza (Cda), nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e nei centri di identificazione ed espulsione (Cie)".

Ebbene, nel varare questa Commissione, la delibera istitutiva fissava in un anno la durata dei lavori, al termine dei quali "è prevista una relazione conclusiva sulle indagini svolte". E l'anno è passato. Varato il 17 novembre 2014, l'organismo ha esaurito il suo tempo a disposizione. O meglio, avrebbe. Perché, come troppo spesso capita, è arrivato il colpo di scena: la miracolosa richiesta di proroga (a firma Gelli, Binetti, Dambruoso, Fontana, eccetera), "fino alla fine della legislatura". Ovviamente per "approfondire maggiormente un fenomeno che negli ultimi mesi ha assunto dimensioni sempre più crescenti". E poi perché c'è, e ci mancherebbe altro, la necessità di esaminare le novità emerse "successivamente all'istituzione della Commissione".

Arriveranno le solite polemiche. Voleranno le abituali accuse. E si tornerà a ragione a parlare anche della voglia matta dei parlamentari di ogni partito di istituire nuove commissioni. Sempre, secondo i malevoli, per accaparrarsi le agognate poltrone. Volete un numero? Sono oltre 40 le richieste di istituzione di nuovi organi parlamentari di indagine depositate in Parlamento da inizio legislatura. A trovare buona accoglienza, tanto da riuscire a vedere la luce, se ne contano sulle dita di una mano: c'è per esempio la commissione “sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro”; l'altra “sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo”, e, infine la terza, quella appunto dedicata alle indagini sui migranti e i centri di accoglienza di cui adesso si chiede la proroga.

Per il resto si registra solo una lunga serie di richieste avanzate anche sugli argomenti e i fronti più strani e (fortunatamente?) affossate o finite nel dimenticatoio. Si va dalla commissione d'inchiesta sul morbo della lingua blu a quella sulle cause della mancata costruzione di strade e ferrovie fra la Sicilia e il resto d'Italia. Dall'altra concernente “l’espulsione e il rimpatrio della moglie e della figlia di un dissidente politico kazako”, il famoso Muxtar Äblyazov, a quella che si poneva l'obiettivo di conoscere la verità “sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero”. Per non parlare delle varie proposte riguardanti la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 a quella concernente il “fenomeno dell’utilizzazione indebita o illecita delle intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”.

Ed è solo un assaggio. Perché la lista sarebbe ancora lunga. Come dimenticare per esempio la commissione richiesta da Renato Brunetta e Mariastella Gelmini  per indagare anche a livello “internazionale” sulle manovre che avrebbero causato la caduta del governo Berlusconi e l'ascesa di Mario Monti? Oppure l'altra sollecitata dal Movimento 5 Stelle per appurare tutta la verità “sull’attività svolta dalle associazioni denominate Bilderberg, Commissione Trilateral e Gruppo dei Trenta in relazione alle scelte economiche e istituzionali dell’Italia e dell’Unione europea nel biennio 2010-2011”?

Indimenticata resta infine la commissione proposta dall’ex tesoriere del Pdl, Maurizio Bianconi, per svelare tutti i segreti del Patto del Nazareno tra Matteo Renzi e l'ex Cavaliere, Silvio Berlusconi. Una richiesta che fece ridere mezza Italia e che spinse lo stesso Bianconi a fare una clamorosa marcia indietro. “Era solo una provocazione”, provò a spiegare il parlamentare per trarsi dall'imbarazzo. Ma pochi ci credettero. Perché quando si tratta di creare poltrone in Parlamento pare sempre si faccia sul serio. Anche a costo di sfidare il ridicolo.