Censire ed espellere i rom, i Casamonica: "Siamo italiani". Salvini: "Non mi spaventate, voglio ordine in Italia"

Monta la polemica dopo l'annuncio del ministro leghista. Il Pd: "Come Mussolini con gli ebrei". Le associazioni: "Non può farlo, è illegale"

Matteo Salvini. A destra, una manifestazione di rom e sinti
Matteo Salvini. A destra, una manifestazione di rom e sinti
TiscaliNews

Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno, nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza". Di fronte al montare delle polemiche sull'idea di censire i campi rom in Italia, il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini prova da un lato a stemperare i toni ma dal'altro rilancia: "Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei". E arriva immediata la replica dei diretti interessati.

Parlano i Casamonica

"Salvini può dire quello che vuole, ma noi Casamonica siamo italiani da 7 generazioni. Con due parole non può cambiare la vita delle persone". Commenta così Luciano Casamonica, componente dell'omonima famiglia rom della Capitale, la proposta del ministro dell'Interno Matteo Salvini di censire i nomadi in Italia e poi espellere gli irregolari. "Io sono nato a Roma e mi sento romano - sottolinea Luciano Casamonica - Lavoro e ho fatto cinema. I miei figli sono nati qui e il mio papà era abruzzese". Secca la risposta del ministro Salvini, affidata a Twitter: "Qualcuno dei Casamonica mi minaccia e mi invita a 'rigare dritto'? Non mi spaventa, anzi mi dà ancora più forza per riportare ordine, legalità e giustizia in Italia".

I precedenti che vennero annullati e multati

Un censimento su base etnica non è consentito dalla legge, perché discriminatorio": contro Salvini insorgono le associazioni di difesa dei diritti di rom e sinti. L'associazione 21 Luglio, in particolare, ha citato diversi precedenti degli ultimi anni: il primo risale al 2009, quando con una sentenza il Tar del Lazio annullò il provvedimento adottato su disposizione dell'allora ministro Maroni, durante la cosiddetta 'emergenza nomadi'. Nel 2011, a confermare la sentenza fu il Consiglio di Stato, che decretò l'insussistenza dell'emergenza nomadi. Il censimento viola i principi generali in materia di libertà personale ed è discriminatorio, secondo l'articolo 43 del testo unico sull'immigrazione e l'articolo 2 comma 1 del decreto legislativo del 2003. Quest'ultimo è la trasposizione in Italia della direttiva Ue del 2000, che sancisce il divieto di discriminazione tra persone, indipendentemente dalla razza e dall'appartenenza etnica. E nel 2013 lo Stato fu condannato per la fotosegnalazione di un cittadino italiano di etnia rom con una sentenza del tribunale civile di Roma, che ha dato ragione a Elviz Salkanovic, censito tre anni prima nell'ambito della 'emergenza nomadi'".

Governo fuorilegge

"Il ministro dell'Interno sembra non sapere che in Italia un censimento su base etnica non è consentito dalla legge", spiega Carlo Stasolla, presidente dell'Associazione 21 luglio, secondo il quale "i pochi rom irregolari sono apolidi di fatto, quindi inespellibili". Gli ultimi dati - secondo l'Associazione - parlano di 180 mila rom e sinti presenti in tutta Italia, di cui oltre 150mila italiani: una delle più basse percentuali nei paesi europei. Sono 26 mila quelli che vivono nei campi, dei quali 10 mila nei campi non autorizzati. Gli apolidi, inespellibili, sono 3mila. Secondo l'Istat i campi nomadi, in Italia, si concentrano soprattutto nelle regioni del nord-ovest e del centro. Per oltre il 72%, in Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte e Toscana, dove vivono 29.435 persone. In particolare negli insediamenti di Roma si registrano 6.559 presenze. Mentre a Napoli 2.590 e a Torino 2.279.

Le parole di Di Maio

"Mi fa piacere che Salvini abbia smentito qualsiasi ipotesi di censimento registrazione o schedatura, se una cosa non è costituzionale non la si può fare". Così Luigi Di Maio sulle dichiarazioni di Matteo Salvini sui rom . "Lavoro da due settimane per problemi degli italiani che sono enormi e di cui ci dobbiamo occupare. Gli italiani sono la priorità, bene occuparsi di immigrazione ma prima occupiamoci dei tanti italiani che non possono mangiare", ha concluso.

"Come Mussolini con gli ebrei"

"L'idea del censimento dei rom proposta da Matteo Salvini assomiglia paurosamente al censimento degli ebrei, avviato da Benito Mussolini a partire dal 22 agosto del 1938, che rappresentò un passaggio fondamentale nella politica antisemita dal fascismo, una sorta di punto di non ritorno fra le prime concrete misure persecutorie, la montante campagna propagandistica razzista e l'emanazione di un più organico apparato legislativo. Che Salvini fosse un razzista c'erano pochi dubbi. Tuttavia che l'attuale Ministro degli Interni volesse trascinare il nostro Paese verso l'incubo del censimento etnico, peraltro vietato dalla legge, dimostra come Salvini sia ancora in campagna elettorale, perché evidentemente vede le elezioni vicine e il governo di cui fa parte completamente immobile". Lo dichiarano in una nota Riccardo Corbucci e Carla Fermariello, coordinatore della segreteria e responsabile sociale del Partito Democratico di
Roma.