Una candidatura per la Boschi a Reggio Calabria: è polemica nel Pd. Ma candidati "fuori sede" ce ne sono altri: eccoli

Ci sarebbero “ministri da piazzare nell'uninominale e nel proporzionale (in lista sicura)”. Ma anche big da piazzare 'al caldo' e alleati da salvaguardare in forza del patto di coalizione. Ma i locali non sempre sono d'accordo

Maria Elena Boschi
Maria Elena Boschi
TiscaliNews

Sollevano sempre polemiche i “paracadutamenti” nelle liste elettorali. La questione è – come riporta Il Dispaccio, quotidiano on line della Calabria – “che i territori fanno scudo sui nomi scelti da Roma da candidare nelle varie regioni. Sì perché ci sono, per esempio, dei “ministri magari da piazzare nell'uninominale e nel proporzionale (in lista sicura)”. Ma anche big da "piazzare 'al caldo' e gli alleati da salvaguardare in forza del patto di coalizione". Una polemica particolare – sotto questo aspetto – riguarderebbe proprio la Calabria, “dove da qualche giorno circolerebbe l'ipotesi di riservare un posto a Maria Elena Boschi (a Reggio Calabria). Così la polemica è nata spontanea.

Ferdinando Aiello, deputato cosentino, ha però bollato come "inacettabili" le parole del consigliere regionale dem Giuseppe Neri, che in  Tv avrebbe affermato: "Non c'è spazio per Maria Elena Boschi nelle liste del Pd calabrese". Risposta tonante di Aiello: "Liste di proscrizione e anatemi non possono appartenere a una grande comunità come quella del Pd".

A Bologna

Pare però che la vicenda sulla ex sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio non sia l’unica. A Bologna - continua Il Dispaccio - il Pd locale "ha accettato ma senza esultare la candidatura in città di Pier Ferdinando Casini". Il segretario Francesco Critelli non aveva nascosto la sua contrarietà, stoppato però dal capogruppo Claudio Mazzanti: "Dal momento che si è scelta, l'alleanza va portata avanti". Logica ferrea della Realpolitik.

Pier Ferdinando Casini

Toscana

In Toscana invece i malumori sono emersi di fronte all'ipotesi di tenere libere tre caselle per Riccardo Nencini (Mugello) di Insieme, Benedetto Della Vedova di +Europa e Gabriele Toccafondi (Firenze) di Civica e popolare.

Sicilia

Anche in Sicilia gli argomenti per discutere non mancano. Il Pd di Caltanissetta avrebbe rumoreggiato contro la ricandidatura di Daniela Cardinale, figlia dell'ex ministro Totò: "Chiediamo di poter scegliere", hanno scritto i segretari dei circoli cittadini al Nazareno.

Fassino

Discussioni anche su Fassino. Per lui pareva che un posto a Torino fosse sicuro. Ma certe prese di posizione del partito locale avrebbe consigliato di attendere per cercare di schierarlo altrove.

Trentino e Campania

In Trentino - fa presente ancora Il Dispaccio - avrebbero "sollevato gli scudi su certe voci di candidature nazionali: si parla di Angelo Rughetti e Luca Lotti. L’Assemblea provinciale - che ha già accettato la candidatura di Graziano Delrio nel proporzionale - non l'avrebbe presa bene.

Graziano Delrio

Anche in Campania acque agitate. Matteo Renzi avrebbe incontrato il governatore Vincenzo De Luca: suo figlio Piero sarà di certo in lista, ma potrebbe essere dirottato dall'uninominale al proporzionale. E Franco Alfieri (l'uomo delle fritture) che il governatore vorrebbe in campo? Ancora non si sa.

La Direzione Pd, comunque, affronterà certamente due temi: quello del programma e quello delle deroghe. Per chi? A leggere le fonti di informazione la proposta del Nazareno sarà con tutta probabilità pro deroga "per il premier, i ministri, per chi ricopre cariche istituzionali (come Roberto Giachetti), per i big (come Fassino) e anche per i consiglieri regionali, ma nei collegi uninominali".