[L'intervista] Da Priebke ai 5 Stelle, ecco chi è l'avvocato che sconfigge Grillo

Riabilita i grillini cacciati da Grillo. "Vinco perché hanno un vizio genetico" Pronti gli esposti sul funzionamento della piattaforma Rousseau

Lorenzo Borré
Lorenzo Borré

Da Priebke ai 5 Stelle. Ha poco più di cinquant’anni. Ma la professione lo ha già portato più volte sulle pagine dei giornali. Con tutto il rispetto per l’ordinaria attività dello studio, l’avvocato Lorenzo Borrè, sposato, due figli, romanissimo, è passato dalla difesa di Priebke a quella degli espulsi dai Cinque stelle. Se la prima è stata una scelta dettata soprattutto dal fatto che "l'effettività delle garanzie costituzionali si prova proprio in questi casi", cioè assistendo legalmente  un criminale nazista, diventare l’anti-Grillo è qualcosa che interroga la difesa di principi in cui aveva creduto. Come quello di “comunità come soggetto politico”. II risultato è che se Grillo caccia gli attivisti, lui li reintegra. Con la pronuncia di Palermo, come già a Genova con Marika Cassimatis, è arrivato addirittura a bloccare le regionarie siciliane e quindi a congelare la marcia, che molti dicono scontata, di Giancarlo Cancelleri. In questo momento i 5 Stelle non hanno un candidato ufficiale.    

 Avvocato, quante cause ha fatto ai 5 Stelle? E quante ne ha vinte?  
"Mi faccia fare due conti, la prima fu a Roma, un anno e mezzo fa circa… ecco, sono otto cause per un totale di 31 posizioni di altrettanti attivisti 5 Stelle espulsi per i più incredibili motivi. Abbiamo ottenuto il reintegro in via giudiziaria per 27 di loro, circa il 90 per cento. Ora siamo in attesa della prima vera sentenza che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Sarà importantissimo leggere la sentenza e le motivazioni del giudice. Qualunque esse siano”.

Si tratta di reintegri effettivi? Cioè i militanti che tornano riescono a fare attività politica o restano emarginati?
“Per quello che posso sapere, riescono a fare attività politica. Il collega Paolo Palleschi (avvocato penalista espulso dalla comunarie di Roma e poi reintegrato, ndr) ha organizzato un convegno con il giudice Imposimato e alcuni deputati M5s sul diritto di votare”.  

Quale, tra le otto ordinanze, considera “pilota” rispetto alle altre?
“Non mi faccia rispondere. Per diplomazia…non vorrei fare torto a nessuno. Nell’insieme sono tutte ugulmenteimportanti ”.

In questo anno e mezzo ha mai sentito Grillo o Casaleggio?
“Mai, la carica più alta con cui ho parlato è un consigliere municipale.  Ma è corretto così, interloquisco co ni colleghi avvocati. Se poi mi chiede se c’è mai stato un segnale distensivo, la voglia di capire, le confermo he non ci sono mai stati. Dieri che la situazione è muro contro muro.  E mi dispiace”.

Eppure lei è stato un militante 5 Stelle della prima ora, fn dal 2007. Poi lasciò nel 2012. Perchè?
“Io me reputo un comunitarista. Credo cioè nella comunità come soggetto politico e nel concetto di vita buona che nasce dalle buone pratiche dei rapporti di prossimità e dell’attaccamento al concetto di bene comune. Per questo entrai nei 5 stelle. Ho lasciato quando ho visto lo scollamento tra i principi e la prassi politica. Quando iniziarono, per l’appunto, le espulsioni”.

C’è un filo rosso che unisce tutti i suoi ricorsi?
“C’è un principio che li sottende tutti: i provvedimenti di espulsione sono adottati in forza di un regolamento che si ritiene non sia stato validamente approvato. Un regolamento che dà potere a collegi ristretti anziché, come prevede il codice civile, all’assemblea. Inoltre tutti questi procedimenti di espulsione arrivano in prossimità di appuntamenti elettorali”. 

I giudici finora le hanno dato ragione nel 90 per cento dei casi. Significa che quello da lei individuato è comunque un punto debole dell’organizzazione politica che si chiama Movimento 5 Stelle. Se è così chiaro, perché la Casaleggio, o Grillo, non correggono?
“Il vero punto debole sono le espulsioni, non le possono fare nelle modalità utilizzate finora seppur corrette in cosa lo scorso anno di questi tempi . Vede, nei 5 Stelle c’è un vizio genetico che ho individuato nello Statuto, che loro chiamano non-Statuto, dell’ottobre 2009. Per correggerlo sono necessarie le modalità dell’articolo 21 del codice civile per cui le modifiche statutarie devono essere adottate con delibera dell’assemblea a cui partecipano il 75% degli iscritti e ottenere il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti. Queste condizioni non sono mai state rispettate in quasi nessuna delle decisioni assunte”.

Per forza, votano on line
“E infatti la votazione on line non è conforme al codice civile perché non consente la discussione preventiva connaturata al concetto stesso di assemblea. Il fatto è che i 5 Stelle disconoscono la loro natura di associazione con finalità politica nonostante tutte le sentenze dicano il contrario. Ecco perché parlo di vizio genetico”.    

Perché Mauro Giulivi, l’ingegnere informatico che ha trovato il modo per monitorare mese dopo mese le spese dei grillini, non fu ammesso alle regionarie siciliane di luglio?
“La motivazione ufficiale è che nei suoi confronti pende un procedimento disciplinare perché avrebbe rifiutato di firmare il codice di comportamento. In realtà lui aveva solo detto che lo voleva prima leggere e che sarebbe andato più tardi per la firma. Invece gli hanno dato solo due ore”. 

Quindi ipotizza una ragione diversa? Per caso ha a che fare con il fatto che Giulivi è molto vicino a Francesco Nuti, il deputato M5S sospeso perchè rinviato a giudizio per la storia delle firme false alle comunarie del 2012?
“Dico solo che è suggestivo che tutto ciò avvenga in uncontesto di grande divisione all’interno della complessa scena politica palermitana”. 

Come sta la compagna di Giulivi, la deputata Chiara Di Benedetto?
“Non sono informato nello specifico. So però che stanno arrivando minacce pesanti al mio assistito. E questo è gravissimo”.

Come si esce da questa storia?
“C’è un solo modo: usare il bon senso e osservare le disposizioni del giudice. Quindi devono rifare le regionarie, far partecipare Giulivi e accettare il verdetto”.

L’ordinanza di ieri dispone anche la pubblicazione sul blog della sentenza. Ancora non se ne ha traccia. Che succede se non lo pubblicano?
“Il giudice lo terrà in considerazione in attesa della pronuncia definitiva del 18 settembre”. 

Parliamo un attimo degli attacchi hacker. E’ la prova che il database della piattaforma Rousseau è violabile e anche manipolabile?
"So che se ne sta occupando il garante della privacy”.

Ci sono gli estremi per una denuncia per abuso della privacy?
“No comment. Posso dire che è grave se dati così sensibili non sono protetti a dovere”.

Se un hacker riesce a rubare le identità digitali contenute in una piattaforma come Rousseau, è possibile ipotizzare che le votazioni sin qui avvenute siano farlocche?  
“A questo proposito posso solo dire che sto curando l’esposto di una decina di persone”.

Come si definisce l’avvocato che ha difeso Priebke e poi gli attivisti 5 Stelle espulsi?
“Sono un avvocato, sposato, due figli, interessato alla destra e appassionato di alpinismo: in Bolivia ho fatto una cima di oltre seimila metri. Amo il cinema e i libri, ne leggo uno o due a settimana”.

In Bolivia…. Le è mai capitato di incontrare da quelle parti Di Battista?
“Mai, ma come le ho detto io salivo fino a seimila metri”.

Due libri a settimana. L’ultimo?
“Il rovescio della libertà” di Massimo De Carolis. Parla del tramonto del neoliberismo e del disagio della società , tema di grande attualità. I miei cult sono Alain de Benosit e Carl Schmitt, il filosofo della morale Alasdair MacIntyre. Posso aggiungere che odio il calcio”.