Avvocati e ingegneri: al via il "casting" di Berlusconi per le liste di Forza Italia

Il leader di Forza Italia è già al lavoro per selezionare i "volti nuovi" da inserire nelle liste elettorali. Nella task force anche governatori e primi cittadini

Silvio Berlusconi con gli occhiali da sole
Redazione Tiscali

E' una ri-discesa in campo "necessaria", dice l'interessato. Fatto sta che Silvio Berlusconi, galvanizzato dalla vittoria del Centrodestra in Sicilia, si lancia nella sua attività preelettorale preferita: il reclutamento di candidati da inserire in lista. La scena è simile a quella alla quale assistemmo l'anno che l'esperienza politica del Cavaliere cominciò: avvocati, ingegneri e manager tutti al cospetto di re Silvio. Con un focus sui primi, che possono sempre tornare utili. Da Dell'Utri a Ghedini, la storia del resto lo ha dimostrato.

Candidati a prova di talent

Scrive La Repubblica, che l'inquilino di Arcore avrebbe addirittura chiesto al Consiglio nazionale forense e all'Aiga (Associazione dei giovani avvocati) un elenco di possibili candidati. Le credenziali? Essere brillanti, di bella presenza, tra i 40 e i 50 anni e volersi candidare sotto le insegne del "partito vincente". Ne servirebbe uno per ogni regione. Come in un talent televisivo, pare che 21 avvocati - proprio oggi - stiano sfilando a Villa Gernetto, per i colloqui preliminari. Un vero e proprio "casting", in pieno stile berlusconiano. 

A fare le "preselezioni" il Cavaliere in persona, affiancato dal senatore Andrea Mandelli e dall'imprenditore Francesco Ferri. E non finirà qui perché l'ex presidente del Consiglio, si dice voglia ampliare la rosa delle professioni rappresentate nelle sue liste: ingegneri e medici saranno i prossimi "esaminandi". "Dobbiamo aprire alla società civile, far capire che ci rinnoviamo sul serio - avrebbe confidato ai suoi - la selezione servirà a pescare i migliori, ma anche ad avviare il dialogo con il mondo delle professioni". E i parlamentari già in squadra? Scrive il giornale romano che in molti già "tremano", perché davanti all'esigenza di rinnovamento non è chiaro chi resta e chi va. L'esigenza espressa dal capo è che siano "volti nuovi" ed esterni alla politica. 

Avvocati e sindaci: gli uomini chiave di Fi

Il fronte degli avvocati piacenti, non è l'unico aperto. Giocano su piani diversi ma sempre con lo stesso ardore patrio Massimo Mallegni e Marcello Fiori. Il primo, ex sindaco di Pietrasanta (Lucca), dimessosi a settembre per potersi candidare alle politiche, e il secondo, responsabile degli Enti locali di Forza Italia, sono gli uomini che guidano il fronte del reclutamento del cosiddetto "partito dei sindaci".

In realtà nella "task force" - di cui parla ampiamente un articolo del Corriere della sera - che dovrà trovare i volti giusti nei territori (a cominciare da quelli già considerati persi), sono inclusi una serie di cavalli considerati vincenti e tra questi spiccano in particolare i presidenti di Regione. A cominciare dal neoeletto Musumeci, passando per Maroni, Zaia e Toti. I sindaci che guideranno i lavori sono il veneziano Brugnaro, il perugino Romizi, il triestino Dipiazza. La partita è aperta nei collegi del Centrosud, soprattutto. Al Nord i giochi sembrano più semplici. Quel che appare chiaro è che nel maggioritario l'accordo sarà nazionale, mentre nel proporzionale ciascun partito inserirà chi vuole. E lì i nodi verranno al pettine, anche dentro Forza Italia.