Senato, tre vice presidenti verdiniani nelle commissioni. Scoppia la polemica: c'è una nuova maggioranza?

I senatori di Ala eletti nella Bilancio, Difesa e Finanze che discuterà di una commissione d'inchiesta sulle banche. Ma c'è una poltrona anche per Razzi

Senato, tre vice presidenti verdiniani nelle commissioni. Scoppia la polemica: c'è una nuova maggioranza?
di An.L.   -   Twitter: @an_loi

Alla fine la questione della presidenza delle commissioni del Senato si è sbloccata. Davanti ad un impotente Piero Grasso è andata in scena la nomina delle cariche attese da tempo. Non senza sorprese: tre "verdiniani" salgono alla vicepresidenza di altrettante commissioni parlamentari. Il dato politico che balza agli occhi è che giovedì 17 senatori di Ala hanno dato il loro voto a favore del ddl di riforma costituzionale - che ora passa alla Camera per l'approvazione definitiva -, letta dagli organi di stampa come la "ricompensa" di Renzi. Il passo successivo porta a levate di scudi dentoro e fuori il partito di maggioranza.

A ben vedere quanto accaduto non è roba da poco, perché le tre vicepresidenze arrivano in posti chiave: le Finanze, il Bilancio e la Difesa. La commissione Finanze è quella che si troverà a discutere del ddl che chiede una commissione d’inchiesta sulle banche. E qui torna in ballo la Banca Etruria, di cui il padre di Maria Elena Boschi è stato vicepresidente, ma anche lo stesso Verdini - imputato per corruzione nel processo sulla P3 - e i suoi legami con le banche dei crack. Secondo il Fatto quotidiano, il capogruppo Pd al Senato, Luigi Zanda, avrebbe siglato un patto con Verdini per un ingresso in maggioranza "dopo il voto costituzionale". E uno degli accordi riguarderebbe proprio l'ipotesi dell'istituzione della commissione d'inchiesta: ad Ala andrebbe la presidenza. Rimanendo in casa verdiniana, la Bilancio avrà come vicepresidente Pietro Langella, ex sindaco di Boscoreale, imparentato con un boss del clan dei "Paglietta", mentre il siciliano Giuseppe Compagnone (proveniente dal gruppo dell'ex governatore, Raffaele Lombardo) va alla Difesa. 

Le polemiche in seno al Pd - "Quindi Ala è passata alla maggioranza?", chiede Paolo Romani di Forza Italia alludendo ad una verifica. E la riposta di Renzi ("Verdini non è in maggioranza") non basta nemmeno a placare gli animi all'interno del Pd. "Forse è il caso che Renzi ci dica se esiste una nuova maggioranza politica che sostiene il governo e che comprende anche Verdini - dice piccato Roberto Speranza, deputato che guida la minoranza Dem -. Se è così si deve aprire un dibattito pubblico e in Parlamento", insiste.

Risponde Luigi Zanda: "Paolo Romani sa bene che in Parlamento chi vota la fiducia al governo è in maggioranza, chi non la vota è all'opposizione", ha precisato Zanda. "Romani sa anche bene che le vicepresidenze delle commissioni, per prassi, vanno in parti uguali a parlamentari di maggioranza e di opposizione. Non capisco quindi cosa Romani vada dicendo su fantomatiche nuove maggioranze in Senato", precisa il capogruppo Pd, smentendo quindi quanto scritto dal Fatto.  

Renzi: Verdini non è in maggioranza - Alle polemiche lo stesso Renzi risponde dallo studio di Porta a Porta. "Verdini non è entrato in maggioranza", ha affermato il presidente del Consiglio spiegando che "la maggioranza costituzionale è sempre più ampia di quella politica, tutte le volte che votiamo sulle riforme ci sono maggioranze un po' diverse. Non vedo la notizia". E se non vede la notizia, ancor meno condivide le polemiche e cita, piuttosto, la presidenza assegnata a Forza Italia. "Ma è un dibattito che non mi appassiona, che appassiona gli addetti ai lavori - ha detto il premier -. Io non so chi è stato eletto vicepresidente della commissione Attività produttive. Conosco le riforme che abbiamo fatto".

Ciliegina sulla torta. Tra le nuove nomine spunta anche una segreteria per Antonio Razzi, senatore di Forza Italia, già Idv e poi "responsabile" a sostegno di Berlusconi, che pochi giorni fa - in un video diffuso da Tiscali - ha espresso la sua "colorata" opinione sulle unioni civili. Ma ecco tutti i nuovi eletti nelle commissioni:

- Anna Finocchiaro (Pd) è stata confermata presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. La senatrice ha avuto 18 voti, mentre sei sono andati a Luigi Zanda, capogruppo del Pd a Palazzo Madama. Quattro le schede bianche. 

- I senatori del Pd Mauro Maria Marino e Giorgio Tonini sono stati confermati presidenti, rispettivamente, delle Commissioni Finanze e Bilancio del Senato. La conferma a quanto si apprende è giunta con 18 voti favorevoli in ciascuna Commissione.

- Antonio Razzi (Fi) è stato eletto segretario della Commissione Esteri del Senato, assieme al collega Francesco Amoruso (Ala).

- Pier Ferdinando Casini è stato rieletto presidente della Commissione Esteri del Senato. Per lui 21 preferenze, a cui si aggiungono 3 schede bianche. Come vicepresidenti sono stati confermati Paolo Corsini (Pd) e Peppe De Cristofaro (Sel).

- Nicola Latorre è stato rieletto presidente della commissione Difesa del Senato. Per lui 20 preferenze, alle quali si sono aggiunte tre schede bianche. Vicepresidenti della commissione sono stati eletti Giuseppe Compagnone (Ala) con 15 voti e Vincenzo Santangelo (M5S) con sette voti. Il senatore del Pd Felice Casson e il senatore del M5s Maurizio Buccarella sono stati eletti vicepresidenti della Commissione Giustizia del Senato rispettivamente in quota maggioranza e in quota opposizione. Casson è stato eletto con 11 voti mentre al pentastellato Buccarella sono andati 13 voti della Commissione.

- Il senatore di Ncd Nico D'Ascola è stato eletto con 14 voti presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. Il risultato è arrivato alla seconda votazione. Nella prima, infatti, il parlamentare era arrivato a quota 13. Ma, come assicura il capogruppo Renato Schifani, "D'Ascola alla prima votazione non si era votato". 5 voti sono andati a Felice Casson (Pd).

- Andrea Marcucci è stato rieletto presidente della Commissione Cultura del Senato, con 19 preferenze, a cui si aggiungono due schede bianche. Vicepresidenti sono stati eletti Marco Marini (Fi) e Franco Conte (Ap). 

- A sorpresa Altero Matteoli (Fi) è stato confermato presidente della commissione Trasporti del Senato, battendo il candidato della maggioranza Vittorio Fravezzi. Per il primo 12 voti, tra cui quelli di Sel, per il secondo nove.

- Il senatore di Area popolare Ncd-Udc, Roberto Formigoni è stato confermato con 18 voti presidente della Commissione Agricoltura del Senato, a cui si sono aggiunte 4 schede bianche. Come vicepresidenti sono stati eletti la senatrice del Pd Leana Pignedoli con 13 voti, e la senatrice di M5S Elena Fattori con 5 voti. Segretari sono risultati eletti Franco Panizza delle Autonomie con 13 voti e la senatrice di Gal Monica Casaletto con 5 voti.

- Emilia De Biasi (Pd), è stata rieletta presidente della Commissione Sanità del Senato, con 23 voti su 24. Vicepresidenti sono stati eletti Maurizio Romani (Idv) e Maria Rizzotti (Fi). Segretari Manuela Granaiola (Pd) e Paola Taverna (M5s).  

- Giuseppe Marinello, senatore di Ap, è stato confermato presidente della Commissione Ambiente del Senato, con 19 voti. Vicepresidenti sono stati eletti Massimo Caleo (Pd) e Vittorio Ziza (Cor). 

- Il senatore del Pd Vannino Chiti è confermato presidente della commissione per le Politiche Comunitarie con 24 si, 4 bianche e una scheda nulla. Come vicepresidenti sono risultati eletti Giovanni Mauro (Gal) e Lucio Romano (Aut).

- Massimo Mucchetti, esponente della minoranza del Pd, è stato rieletto con 19 voti presidente della commissione Industria del Senato. Come vicepresidenti sono stati eletti la senatrice Paola Pelino di Fi (11 voti) e Aldo Di Biagio di Ap (nove voti).

- Maurizio Sacconi (Ap) è stato rieletto presidente della commissione Lavoro del Senato. Per lui 19 preferenze su 22.