[Il punto] Non solo proposte demagogiche, ecco il manifesto della “ragione” del ministro e del sindacalista

Carlo Calenda e il leader dei metalmeccanici Cisl Marco Bentivogli hanno scritto a 4 mani un piano industriale per l'Italia

[Il punto] Non solo proposte demagogiche, ecco il manifesto della “ragione” del ministro e del sindacalista
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Il carosello di proclami populisti che sta caratterizzando l’inizio della campagna elettorale ha spinto non poche persone a porsi un inquietante interrogativo: la classe dirigente italiana è di colpo impazzita? Per fortuna no e una prova l’hanno fornita il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda e il leader sindacale Cisl dei metalmeccanici Marco Bentivogli che a 4 mani hanno scritto un piano industriale per l’Italia accolto e pubblicato dal Sole 24 Ore.  Il documento non contiene promesse mirabolanti ma un insieme di proposte che possono piacere o non piacere ma che almeno sono logico razionali.

La tecnologia sta cambiando il mondo

L’analisi di Calenda e Bentivogli parte da una considerazione oggettiva: “l’innovazione tecnologica sta mettendo in discussione in tutto il mondo i modelli produttivi e organizzativi del lavoro”. Se l’Italia non saprà essere all’altezza “andrà incontro ad uno shock sistemico come quello vissuto durante la prima fase della globalizzazione”.

Sviluppo delle competenze digitali

Cosa fare dunque per essere all’altezza? Le proposte del ministro e del sindacalista si fondano su tre pilastri: competenza, impresa e lavoro. Per quanto riguarda le competenze, fanno notare che “le dieci professioni oggi più richieste dal mercato non esistevano 10 anni fa e il 65% dei bambini che ha iniziato le scuole elementari nel 2016 affronterà un lavoro di cui oggi non si conoscono le caratteristiche”. “Nella grande riallocazione internazionale del lavoro – proseguono – l’occupazione crescerà nei paesi che hanno investito nelle competenze digitali e si ridurrà in quelli che non le hanno acquisite in maniera adeguata". Tra gli obiettivi concreti da raggiungere hanno indicato quello di far crescere ad almeno 100 mila gli studenti iscritti agli Istituti Tecnici Superiori. In Germania, giusto per fare un esempio, sono quasi 800 mila.  

Crescita degli investimenti industriali

Per quanto riguarda le imprese Calenda e Bentivogli partono da un dato positivo: “Dopo gli anni della grande crisi 2007-2014 gli investimenti industriali e l’export hanno ripreso a crescere”. Tuttavia questo non basta ancora perché “in termini assoluti i nostri investimenti industriali sono la metà di quelli tedeschi”. Bisogna perciò colmare questo divario “lavorando sulle debolezze tipiche del nostro tessuto produttivo che sono il numero limitato di imprese pienamente integrate nelle catene globali di valore, le differenze di performance territoriali e le condizioni di costo sfavorevoli rispetto ai competitor internazionali”. Altra misura fondamentale è poi “il proseguimento del sostegno a Industry 4.0” che nell’ultimo biennio  ha già attirato risorse pubbliche per 30 miliardi di euro.

Nuove forme di contrattazione

Infine sul terzo ambito di intervento, il lavoro, auspicano un nuovo “patto per la fabbrica” in grado di centrare la sfida della produttività e dell’innovazione fondato su "nuovi contenuti della contrattazione" in particolare su "welfare, formazione, orari e flessibilità” stabiliti non a livello centrale (contrattazione nazionale) ma a livello decentrato (contrattazione aziendale). Tra gli aspetti più innovativi da segnalare il riconoscimento "del diritto soggettivo del lavoratore alla formazione in tutti i rapporti di lavoro".

Sostegno alle vittime dell’innovazione distruttiva

Nel programma ampio spazio è dato anche al welfare con particolare enfasi alla cura degli “sconfitti” ovvero di “quei lavoratori e di quelle imprese che nel breve periodo sono vittime del cambiamento tecnologico”. Per Calenda e Bentivogli vanno potenziate alcune iniziative, come quelle del recovery settoriale, che hanno già dato prova di poter funzionare.

Una boccata di ossigeno nella sbornia populista

Nessuna promessa dunque di taglio delle tasse, nuovi bonus o abolizione di misure precedenti ma solo una serie di proposte costruttive per provare a ridisegnare il motore produttivo senza il quale l’Italia non ha futuro. Al di là della bontà o meno delle soluzioni presentate, una vera e propria boccata d’ossigeno nel pesante clima demagogico populista che sta caratterizzando le prime battute della campagna elettorale. Un manifesto della “ragione” che dovrebbe quantomeno ispirare quelli che, a differenza di Calenda e Bentivogli, sono scesi in campo per chiedere la fiducia degli italiani e guidare il Paese.