La contestata ministra Fedeli chiude il mandato con un progetto che cambia il volto della scuola italiana

Smartphone e tablet saranno sdoganati e potranno essere utilizzati dagli studenti per fini didattici. Resta il divieto per uso personale

La contestata ministra Fedeli chiude il mandato con un progetto che può cambiare il volto della scuola italiana
Valeria Fedeli
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Continua a camminare spedito il progetto della ministra per l’Istruzione Valeria Fedeli che punta ad introdurre nelle scuole italiane l’uso degli smartphone e dei tablet. Gli esperti hanno completato il lavoro sulle linee guida da seguire che a breve saranno rese note in una circolare ministeriale.

Resta divieto per uso personale  

La misura non sarà risparmiata dalle polemiche anche perché altri paesi si stanno muovendo nella direzione opposta. Il presidente francese Macron ha appena vietato l’uso dei dispositivi di comunicazione digitale in tutte le scuole transalpine. Ma la ministra Fedeli preventivamente difende l'iniziativa. “E’ il primo segnale che la scuola italiana è al centro del futuro” ha dichiarato ai giornalisti prima di precisare che “la proibizione all’uso personale dei cellulari a scuola rimane” come previsto dalla circolare del 2007 del ministro Fioroni.

Un atto di coraggio per svecchiare la scuola 

“Stiamo regolando il loro uso didattico – ha proseguito Fedeli – sotto il controllo dei docenti. La natura del digitale cambia i comportamenti di una società e i modelli educativi. Da qui la necessità di assumerci la responsabilità di dare contenuti certificati alla didattica digitale e di governare fenomeni che comunque coinvolgono i nostri ragazzi fuori dalla scuola”. Un atto di coraggio dunque di una delle ministre dell’Istruzione più contestate degli ultimi anni. Un progetto che giustamente prova a svecchiare la scuola italiana che da più parti è stata accusata di non fornire più ai giovani i mezzi necessari per affrontare le nuove sfide che la società pone.

Rivoluzione tecnologica impone cambiamenti nella scuola 

A detta dei massimi esperti mondiali di storia ed economia il mondo sta attraversando una delle più importanti rivoluzioni tecnologiche della storia. Paragonabile per gli effetti che avrà a quella industriale di fine 1700. Tenere fuori le tecnologie digitali dai banchi di scuola sarebbe una follia.

Agli singoli istituti il compito di redigere i regolamenti 

Obiettivo principale del progetto sono le scuole medie e superiori ma anche alle primarie i bambini potrebbero essere coinvolti in progetti educativi che prevedono l’uso del tablet. La riforma è delicata ed occorre ovviamente un uso responsabile delle nuove tecnologie finalizzato alla didattica, come sottolineato dalla stessa Fedeli. Un ruolo fondamentale sarà affidato agli istituti e ai docenti che sulla base delle linee guida fissate dal ministero dovranno redigere regolamenti condivisi, spiegando le motivazioni agli alunni e alle famiglie.