M5s e Lega siglano il contratto: non cʼè lʼuscita dallʼeuro. Di Maio e Salvini trattano ancora per il premier

Ma restano sei nodi da sciogliere. Mattarella ammonisce: "Solo testi definiti, non bozze preparatorie"

M5s e Lega siglano il contratto: non cʼè lʼuscita dallʼeuro. Di Maio e Salvini trattano ancora per il premier
TiscaliNews

Via la richiesta di procedure europee per l'uscita dall'euro "per evitare strumentalizzazioni", dentro la richiesta di scorporo dal computo del rapporto debito-Pil dei titoli di stato di tutti i Paesi europei ricomprati dalla Bce. E poi il taglio delle pensioni d'oro, ma solo quelle derivanti da retributivo, revisione della Fornero, rimpatri più facili, reddito di cittadinanza e flat tax ma anche nuovi temi come i vaccini o la Tav. Il contratto di governo tra Lega e M5s è ultimato e le due forze politiche tirano, soddisfatte, un sospiro di sollievo: in pochi giorni è stato fatto un lavoro "titanico" smussando i punti di frizione, limando le asperità e valorizzando i punti di contatto comuni. Un lavoro che ha portato a moltiplicare le tematiche affrontate e ridotte ad un fitto capitolato ora all'attenzione dei due leader politici. Che dovranno dare l'ok a tutto l'impianto sciogliendo le riserve su una manciata di argomenti delicati demandati al loro definitivo lasciapassare: dall'immigrazione alla sicurezza, fino alle grandi opere, al fiscal compact e, non ultimo, al nodo del conflitto di interessi. E a quello dei rapporti con l'Europa che ha già scatenato l'allarme. Se otterrà il via libera di Salvini e Di Maio il contratto verrà sottoposto "nel fine settimana all'attenzione dei cittadini attraverso varie procedure, la Lega con i gazebo, noi con la nostra piattaforma per far giudicare i cittadini".

Trattativa "ad oltranza" sul nome del candidato premier

Insomma, definito il programma sul tavolo rimane il nodo centrale del futuro premier e la squadra di governo... Entro domenica si dovrà trovare una figura in grado di soddisfare entrambi le parti. Quello che sembra certo è che sarà un politico. Sia Matteo Salvini, sia Luigi Di Maio, fanno sapere in pubblico di essere disponibili a un "passo di lato" pur di far partire l'esecutivo. Anche se la partita sembra essere sempre più ristretta a loro due. Nel corso del pomeriggio, i rumors di Montecitorio rilanciano le chances anche dei pentastellati Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Restano alte anche le quotazioni del leghista Giancarlo Giorgetti. Per quanto riguarda le caselle ministeriali, Salvini, in diretta Facebook ribadisce la sua richiesta di avere per il suo partito la delega agli Interni e all'Agricoltura. "Nel contratto c'è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega possa fare da garante. Se parte un governo - annuncia - dimezzeremo i centri di accoglienza per mettere più soldi sulle espulsioni".

Trattativa "ad oltranza" sul nome del candidato premier

Insomma, definito il programma - che sarà approvato dai gazebo di Lega e M5s nel fine settimana - sul tavolo rimane il nodo centrale del futuro premier e la squadra di governo. Quello che sembra certo è che sarà un politico. Sia Matteo Salvini, sia Luigi Di Maio, fanno sapere in pubblico di essere disponibili a un "passo di lato" pur di far partire l'esecutivo. Anche se la partita sembra essere sempre più ristretta a loro due. Nel corso del pomeriggio, i rumors di Montecitorio rilanciano le chances anche dei pentastellati Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Restano alte anche le quotazioni del leghista Giancarlo Giorgetti. Per quanto riguarda le caselle ministeriali, Salvini, in diretta Facebook ribadisce la sua richiesta di avere per il suo partito la delega agli Interni e all'Agricoltura. "Nel contratto c'è la difesa dei confini e credo che un ministro della Lega possa fare da garante. Se parte un governo - annuncia - dimezzeremo i centri di accoglienza per mettere più soldi sulle espulsioni".