

A questo punto è difficile dire se sono peggio le agenzie di rating (in particolare in questo caso Standard & Poor’s) o i giornali. Venerdì sera c’è stata la raffica di downgrading dell’agenzia americana. E il giorno dopo sui giornali sembrava che fosse scoppiata una specie di terza guerra mondiale. L’agenzia, invece, si era limitata a prendere atto di quello che c’è qui in Europa e cioè di un certo disordine nei conti. E delle grandi difficoltà che si incontra nel tentativo di fare un po’ di pulizia nella spesa pubblica (basta vedere la vita del governo Monti, qui in Italia).
E qui è curioso vedere il comportamento dei politici, almeno di quelli italiani. Nonostante tutto quello che è successo, e nonostante le cose siano chiarissime, continuano a chiedere la luna invece di fare il proprio mestiere, e cioè di mettersi in regola. In particolare, in Italia continuano a chiedere cose come “federalizzare il debito”. Espressione molto brutta e che in realtà vuol dire solo che il debito dei singoli stati andrebbe trasferito a livello europeo e “pagato” a quel livello. Ovviamente, la Germania (che è quella a cui toccherebbe pagare) non ci pensa nemmeno. E quindi non se ne fa niente. La Germania, giustamente, pretende che prima i singoli Stati si riportino verso costi di funzionamento sopportabili. Poi si potrà discutere.
L’altra canzone che cantano i nostri politici è quella dell’occupazione: qui c’è un drammatico problema di occupazione e servono soldi per fare qualcosa. Ma i soldi non ci sono. E loro non dicono mai che non ci sono perché hanno già provveduto a spenderli (in scemenze). I più raffinati, infine, dicono che così non si può andare avanti: la Banca centrale europea dovrebbe fare come la Federal Reserve e dire che si fa carico lei dei debiti dei singoli Stati. Ma anche questa è una cosa che non avverrà (e lo sanno). E non avverrà per la stessa ragione per cui non si può “federalizzare” il debito: la Germania non ha nessuna voglia di mettersi sulle spalle i colossali debiti accumulati da classi politiche (come quella italiana) dissennate e prive di dignità.
Esempio? Sono anni e anni che si parla di ridurre il numero dei nostri parlamentari e i loro emolumenti, ma nei fatti non succede niente. I nostri politici, benché il paese stia vivendo un periodo abbastanza drammatico, non vogliono rinunciare a niente, nemmeno a un euro. E in quanto a ridurre il loro numero non ci pensano proprio. Ma i nostri politici sono anche dotati di una notevole faccia di bronzo. Hanno dovuto cedere il potere a Mario Monti (perché stavano portando il paese al collasso) e adesso premono su Monti perché faccia ragionare la Merkel (che non li avrebbe nemmeno ricevuti). Pretendono, insomma, che Monti convinca la Merkel a pagare i debiti che loro hanno fatto. In realtà, l’Italia ha moltissimi problemi, ma ne ha uno che è il più grosso di tutti: ha una classe politica mediamente indecente. Una classe politica che nemmeno in un momento difficile come questo sa avere uno scatto d’orgoglio, e sa auto-limitarsi. E che pretende che siano gli altri a pagare per i loro errori.

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