Da Zalone alla fiction sull'Hotel Rigopiano, il produttore Valsecchi: "Una valanga o una valanga di errori? Voglio capire la verità"

La tragedia dove morirono 29 persone sarà raccontata in tv. Abbiamo sentito il produttore: "Mi preme comprendere come sono andate davvero le cose - dice - Voglio parlare della gente comune che ogni giorno lotta per una vita migliore”

La tragedia dell’Hotel Rigopiano, con la morte di ventinove persone, ha scosso l’opinione pubblica italiana lasciando domande a cui serve ancora una risposta. La prima di queste è se la sciagura poteva essere evitata e quali responsabilità vi siano.

La tragica vicenda accaduta il 18 gennaio scorso sarà anche raccontata in una fiction per la tv che la Taodue - società di produzione televisiva e cinematografica del gruppo Mediaset, di Pietro Valsecchi, produttore dei film di Checco Zalone – ha deciso di mettere in cantiere.

"Sono un produttore militante"

Una idea maturata quasi a caldo da Valsecchi che, raggiunto da Tiscali.it telefonicamente, ne spiega i contenuti e gli intenti. “Tutto nasce dal fatto che io sono un produttore militante – afferma – e dunque sempre attento alla realtà che mi circonda, ed essendo anche molto curioso voglio sempre capire come sono andate realmente le cose”.

E in un caso come quello della struttura alberghiera di Farindola, in Abruzzo, gli elementi che inducono alla riflessione e all’approfondimento non mancano. “Bisogna mettere insieme tanti tasselli ma è uno di quei casi in cui ci troviamo di fronte a una grande storia, mi sto perciò preparando per questa nuova avventura molto importante, soprattutto per la memoria del Paese”.

"Solo una valanga o una valanga di errori?"

Un Paese che vuol sapere quale sia la verità. E' stata solo “una valanga, o anche una valanga di errori?”, si chiede Valsecchi, la cui impresa sembra quella di voler produrre più una sorta di docu-film che una fiction vera e propria. Di voler, in definitiva, fare una inchiesta sulla triste vicenda dell'albergo travolto da neve e sassi.

Hotel Rigopiano

(Hotel Rigopiano)

E “come in tutte le nostre storie, da quella del Papa (Chiamatemi Francesco, il film con la regia di Daniele Luchetti sulla vita di Jorge Mario Bergoglio) a quella di Borsellino (miniserie tv diretta dal regista Gianluca Maria Tavarelli), raccontiamo personaggi coraggiosi”, osserva Valsecchi. A volte famosi e conosciuti, a volte semplici ed umili, gli eroi anonimi di ogni giorno: rappresentanti della Guardia di finanza, della Croce Rossa, del  Soccorso alpino, dell’esercito, della Protezione civile o dei Vigili del fuoco. Volontari. Semplici cittadini. “La gente comune che ogni giorno lotta per una vita migliore”, puntualizza il produttore.

Valsecchi

(Valsecchi)

Questo uno degli intenti principali della serie. “Un impegno di carattere civile che ci caratterizza sempre – afferma Pietro Valsecchi – perché il produttore deve essere portatore di contenuti e di idee, raccontare i territori, la cultura, la gente. Diffondere emozioni ma, allo stesso tempo, far riflettere”.

La serie

La mini serie televisiva, in quattro puntate di 50 minuti ciascuna (due serate), avrà come titolo La valanga e sarà messa in onda con buona probabilità a gennaio 2018, a un anno dal tragico accadimento.

"Questo è un Paese dalla memoria corta"

Qualcuno ha storto il naso per un progetto avviato mentre la vicenda è ancora recente, ma Pietro Valsecchi non si scompone. “Hanno perfettamente ragione – sostiene  - perché in genere le storie vanno lasciate sedimentare nel tempo, come diceva il grande Francesco Rosi, e solo dopo prese in mano e riproposte. Ma bisogna considerare anche che i tempi sono cambiati, tutto viene bruciato e tutto viene dimenticato in questo Paese. Un Paese dalla memoria molto corta”.

Rigopiano

Ma ciò non vuol dire affrettare i tempi necessari, anzi. “Non significa fare una cosa domattina. Mi sono solo limitato ad annunciare che la mia produzione militante e la mia idea di cinema e di televisione mi inducono a pensare a questa storia in maniera insistente. Per questo ci sto lavorando con una equipe di giovani e professionisti bravissimi - scrittori, giornalisti e sceneggiatori – e voglio raccontare quanto è accaduto, coinvolgendo anche chi ha vissuto in prima persona la tragedia: superstiti, familiari delle vittime e  soccorritori. Capire se ci sono stati errori e cosa si poteva fare”.

L’oblio stavolta non dovrà cadere su una vicenda così toccante della storia dell’Italia recente. "Anche per questo - conclude Valsecchi - come in ogni storia che affrontiamo, ci metteremo un grandissimo impegno e una enorme fatica. Ma non importa, ho scartato altre produzioni perché mi voglio concentrare su questa. Soprattutto mi interessa mettere in risalto quella grande parte di persone che nel nostro Paese lavora in silenzio e ne rappresenta la vera forza”.