Nicoletti: "La cattiva comunicazione sui vaccini aumenta la paura e i sospetti della gente"

Il giornalista e conduttore radio, padre di un figlio autistico, analizza gli errori nel modo in cui si è parlato finora di Sanità e prevenzione

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

"Facciamocene una ragione: se abbiamo un figlio autistico, l’autismo glielo abbiamo passato noi, come il colore degli occhi, qualche tratto del volto e tutto quello che regala argomenti ai vari parenti". All'indomani della sentenza della Cassazione che ha negato il ricorso del padre di un bambino autistico che chiedeva un risarcimento mettendo in relazione la sindrome del figlio con la somministrazione del vaccino antipolio, il commento di Gianluca Nicoletti è netto. Giornalista, conduttore radio, molto attivo sui social, Nicoletti è padre di un figlio autistico e si batte da sempre per la giusta considerazione civile e istituzionale di chi vive quella condizione particolare. Ma il suo scritto apre un dibattito su temi che mai come in questo periodo dividono nel nostro Paese i No Vax da chi continua ad avere fiducia nella scienza e nella farmacologia.

Gianluca, il tuo commento tocca il rapporto fra ragione e dogma, soprattutto quando si parla di vaccini e autismo. 
"Basta essere sinceri con se stessi. Quando hai un figlio autistico, se cominci a fare un analisi di te stesso, dei tuoi comportamenti, delle difficoltà a socializzare, capisci che hai in embrione quello che su tuo figlio si è manifestato in maniera più grave e visibile. Non si può fare le verginelle pensando che eravamo tutti nel Mulino Bianco finché è arrivato il vaccino cattivo e ci ha sconvolto la vita. Ogni nostro aspetto caratteriale è il risultato di esplosioni genetiche. Anche l'autismo di nostro figlio. La scienza lascia aperte le circostanze aggravanti, come l'età avanzata dei genitori, o situazioni 'inquinanti'".  

Mentre parliamo, attorno a noi c'è uno scenario tesissimo. Il Senato ha approvato il decreto Lorenzin sui nuovi vaccini obbligatori, il percorso va completato entro il 6 agosto.
"Io parto da un'altra questione. La parte fondamentale è che se siamo civilizzati, se ora io e te parliamo al telefono e stai registrando la mia voce che tra poco ascolteranno tutti, è stato grazie al metodo scientifico. A quello abbiamo affidato la nostra evoluzione degli ultimi secoli, abbiamo vite diverse dai nostri progenitori. Metodo scientifico significa che un dato viene studiato, analizzato e confrontato da una comunità scientifica, in cui ci può essere chi sbaglia, ma c'è anche chi controlla. Non può esserci nell'evidenza scientifica un inquinamento tale per cui capiamo che la scienza ci ha presi in giro da Galileo in poi. La scienza non è un dogma, è un metodo, aperto alle varianti. Se neghiamo questo torniamo alla superstizione e allora va bene tutto. Prendiamo un cattolico. Se dice di essere tale riconosce l'autorità del Papa, ma se il Papa dice che Medjugorje è una ca....ta e che la Madonna non è una portavoce, e quello preferisce credere al miracolo, allora mina le basi della sua stessa fede. Stessa cosa avviene per molti quando il pensiero razionale, scientifico, va contro quello che pensano. Allora dagli al vaccino cattivo".

Per anni hanno permesso tutto: Stamina, Di Bella, l'omeopatia. Ora chiudono la porta in modo violento sui vaccini. Comunicano male

Tutto evolve, però: molti invocano un'operazione di maggiore informazione e confronto dello Stato verso i cittadini in vista di questi nuovi protocolli vaccinali. Si potrebbe fare di più e meglio.
"Assolutamente. L'intera questione è stata comunicata a piffero. Per anni le istituzioni hanno fatto orecchie da mercante, perdendo quel contatto di fiducia che conferma l'evidenza scientifica come principio della buona informazione. E' stato permesso Stamina di Vannoni, è stato permesso Di Bella,  la medicina omeopatica è stata messa in vendita in farmacia. Sono stati di manica larga, nessuno ha detto: questa è scienza, questa no. All'improvviso hanno chiuso la stalla in maniera molto violenta quando i buoi erano già scappati. La percezione è che siano misure molto coercitive, pesanti. Anche se giuste. Da anni viene sbagliata la comunicazione sulla Sanità. Con persone rese fragili dal senso di incertezza che gira, da un indubbio momento politico in cui il malcontento diventa facile arma di pressione sociale a tutti i livelli".  

Ed ecco il punto di ricaduta di tutto il discorso: quando molti dicono 'perché dieci vaccini obbligatori in Italia e molti meno o nessuno altrove?', viene loro risposto che tutto dipende dal livello culturale del Paese in cui vivono. E' così?
"Non entro in merito della questione tecnica e scientifica. Ma oggi c'è anche chi mette in dubbio la sentenza della Cassazione. Se uno mi parla di scie chimiche o di rettiliani, e io gli rispondo con fatti e prove, non c'è niente da fare. Preferirà credere alla sua visione delle cose".

E' questo il dogma contrario alla ragione di cui parliamo: io ho la mia visione del mondo, e dunque vado a leggere le cose che mi confermano quella visione.
"Sì, perché questo è un modo per confortarsi. Prova a dire alla gente che il sangue di San Gennaro è una truffa. Potresti, ma non glielo dici perché non vuoi turbare il benessere generale che provoca quella credenza". 

Gianluca Nicoletti