[L’intervista] “Che disastro Venezia, è diventata come Disneyland. E i residenti scappano”

Sui tornelli e l’invasione dei turisti in una delle città simbolo del Paese interviene l’intellettuale e urbanista Salvatore Settis. “Oggi il diluvio dei bed & breakfast e delle seconde case ha ridotto Venezia a una specie di guscio vuoto. Venezia perde 2 abitanti al giorno, mille abitanti all’anno. Coi tornelli non si risolvono queste problematiche”

[L’intervista] “Che disastro Venezia, è diventata come Disneyland. E i residenti scappano”

Non sono state necessarie deviazioni del traffico, né l'attivazione dei varchi anti ressa posizionati nei punti nevralgici di accesso al centro storico: a Venezia  il primo maggio doveva essere il banco di prova per i contestatissimi tornelli installati dal Sindaco Luigi Brugnaro, che però pare non abbiano avuto necessità di entrare in funzione grazie all’effetto “deterrente” sortito sui turisti che pur di evitare il rischio delle file hanno scelto gli accessi alternativi al centro storico, lungo i dedali delle calli veneziane. Soddisfatti gli amministratori della città lagunare, ma le polemiche non si placano. E’ in gioco l’idea stessa di città, dicono i contrari,  fra cui intellettuali,  urbanisti e storici dell’arte.
Fra di loro anche Salvatore Settis, che sostiene come non si possa prescindere anzitutto dal riconoscimento del diritto a vivere la città da parte di chi la abita. “Io sono contrarissimo  a qualsiasi tornello, perché una città così concepita non è più una città, diventa Disneyland”, sostiene il professore. “Credo che si debba ragionare sul futuro di Venezia non limitando il numero dei turisti ma attraendo stabilmente più persone nel centro lagunare, che negli ultimi quarant’anni ha subito un’emorragia di 120 mila abitanti, cioè i due terzi della popolazione. Il vero problema di Venezia è lo spopolamento, non i turisti”

In che modo è possibile ripensare la funzione della città? 
“Bisogna capire che Venezia non è fatta solo di monumenti da visitare ma di cittadini che ci abitano e che ci trovano lavoro. Oggi il diluvio dei bed & breakfast e delle seconde case ha ridotto Venezia a una specie di guscio vuoto. Venezia perde 2 abitanti al giorno, mille abitanti all’anno. I giovani scappano in terraferma per i costi proibitivi delle abitazioni, così pure i meno abbienti.  Coi tornelli non si risolvono queste problematiche, che sono le vere priorità per Venezia. Certo, l’afflusso dei turisti va gestito ma è un tema minore rispetto alla priorità assoluta di non disperdere il tessuto sociale della città”.   

Gli afflussi massicci di turisti in certi periodi dell’anno non possono essere essi stessi controproducenti per la stessa tutela dei centri storici? 
“Ripeto: si tratta di stabilire delle priorità. Oggi la priorità di Venezia è arrestare l’emorragia costante di cittadini, che vanno incoraggiati invece a restare. Penso soprattutto agli anziani e agli studenti,  per i quali andrebbero pensate delle soluzioni abitative a costi accessibili”