Antonio Razzi: "Me lo ha chiesto Assad ed un selfie non si nega a nessuno"

Mi son detto "se lo facciamo che problema c'è? Mica mi ha ammazzato o devo ammazzarlo". Del resto "su Twitter adesso sono apparse le foto con Napolitano, con D’Alema, con Casini"

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di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. Dessì

Il famoso selfie con Assad ha riportato il senatore Antonio Razzi sotto la luce dei riflettori, scatenando le critiche di tanti, persone comuni, politici e giornalisti come Pierluigi Battista che ai nostri microfoni ha ricordato al parlamentare una cosa: "Non si  sghignazza con un massacratore di popoli”. Ma cosa ha da dire a sua giustificazione il diretto interessato? Noi di Tiscali glielo abbiamo chiesto e lui non si è sottratto alla risposta: un botto a sorpresa, com’è sua abitudine. “Quel selfie – sostiene – me lo ha chiesto Assad, e un selfie non si nega a nessuno”.

Il tutto si è svolto nell’ambito di un incontro internazionale, vero senatore?
“C’era un parlamentare Europeo, Cirio Alberto, due parlamentari spagnoli, belgi, cechi, serbi, della Russia. Sì, una delegazione internazionale”.

Ma lei perché si è voluto fare quel  selfie? Il vice direttore del Corriere della Sera Pierluigi Battista per esempio sostiene che lei quella foto con un tiranno non se la doveva proprio fare. Perché l’ha fatta?
“Era così sorridente, ha fatto fotografie. Lui stesso dice: facciamo un selfie. E io ho detto: perché no. Mica mi ha ammazzato o dovevo ammazzarlo. Un selfie non si nega a nessuno”.

Il senatore Antonio Razzi

Quindi è stato Assad a chiedere a lei di fare il selfie?
“Sì, me lo ha chiesto. E se lo facciamo (mi son detto, ndr) che problema c’è? Poi io scherzosamente l’ho messo su Twitter ed è chiaro, c’è chi ti apprezza e chi ti odia o cosa… Alla fine non è che è stato qualcosa di grave. Del resto su Twitter adesso hanno ritirato su le foto con Napolitano, con D’Alema e con Casini. Anche allora doveva suscitare scandalo, invece nessuno ha detto niente. Cos’è, lo faccio io e sta finendo il mondo? Alla fine siamo andati lì in missione di pace, mica siamo andati lì come ha detto la Rai, la televisione di stato dove io pago. Ha detto cose non giuste, perché uno serio, una televisione seria, come la televisione di stato, come minimo doveva dire: vieni qui ti invito e vieni a dirci come mai è successo. Invece hanno fatto tutto come vogliono loro, una cosa vergognosa”.

Se lo aspettava che il selfie sollevasse tutto quel putiferio?
“No, no, non me lo aspettavo perché pensavo fosse una cosa normale come tutti i selfie. Perché, Renzi non si faceva i selfie con tutti? Io qui a Roma mi faccio centinaia e centinaia di selfie senza pensare se uno è un criminale o cosa… chi lo conosce? Sono cose normali che si fanno tra persone civili. Molti fanno i selfie, ormai sono tutti moderni”.