Amatrice, una scuola in dono di troppo: via quella del Trentino per far posto a quella di Marchionne. Intervista al sindaco Pirozzi

Il primo cittadino in esclusiva a Tiscali.it: "La prima, frutto della generosità trentina, era provvisoria. Questa è definitiva e ha ogni tipo di comfort"

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di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

Nel  comune di Amatrice devastato dal terremoto una struttura è stata costruita a tempo di record ad opera del volontariato trentino: la scuola. Un atto di generosità capace di risolvere i problemi di tanti studenti del territorio sconvolto dal sisma. Adesso fa discutere la notizia riportata dai media secondo cui quella scuola potrebbe essere abbattuta per far posto ad un’altra donata stavolta dalla Ferrari di Marchionne. Una decisione che ha fatto gridare allo spreco più d’uno e in particolare il Movimento Cinque Stelle.

Sull’argomento abbiamo chiesto spiegazioni direttamente al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

I moduli della scuola donata dal Trentino

E' vero che butterete giù la scuola donata dai volontari del Trentino per far posto ad una nuova scuola offerta stavolta dalla Ferrari di Marchionne? Non è uno spreco?
“Se lei fosse il sindaco di Amatrice ed avesse la possibilità di sostituire una scuola provvisoria, anche se stupenda, con una nuova scuola definitiva, provvista di tutti i confort come biblioteca, ludoteca, palestra e convitto per il Liceo, cosa farebbe?”

Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi

Capisco la sua posizione ma non è uno spreco, comunque?
“Guardi, questo è il Paese del provvisorio, il sindaco di Amatrice invece vorrebbe il definitivo. In ogni caso la scuola donataci dai volontari trentini verrà preservata, smontata e riconsegnata alla Protezione Civile. Io penso sia una gran cosa aver avuto la capacità di incidere così forte e di avere una struttura scolastica definitiva in un momento in cui in altre zone terremotate ancora devono servirsi di scuole provvisorie. Io ai miei figli e alla mia gente ci tengo. Fermo restando il grande atto di generosità fatto dai volontari del Trentino, senza sfasciare nulla,  io voglio una scuola definitiva per il mio comune. Del resto una parte della scuola di cui si parla era l’università provvisoria di Trento e potrebbe dunque tornare a Trento”.

Com’è la situazione per quanto riguarda le abitazioni?
“Va avanti tutto. A giugno partiranno i lavori per la nuova scuola, e ciò - ripeto - significa che vogliamo levare il provvisorio e tornare a una vita meno provvisoria. Occorre poi tener  presente che abbiamo più di 22 cantieri aperti rispetto alle 69 frazioni del nostro comune. Stiamo quindi facendo il massimo, anche le frazioni di prossimità. La cosa più semplice sarebbe stata creare un agglomerato unico per tutti, ma io non voglio questo perché nel mio territorio intendo preservare l’identità di ogni singola frazione, almeno finché possibile”.