[L'intervista] Pasquino: "Mattarella giustamente preoccupato. Conte? Come lui decine, Palazzo Chigi non è l'università"

Il politologo stronca la scelta di M5S e Lega per il nuovo governo. "Troppi punti dubbi, l'Europa ha ragione ma non sarà peggio che in Austria e Ungheria"

Il professore Gianfranco Pasquino

"Spero che mi voglia fare domande su Buffon". Prova a buttarla sull'ironia calcistica, Gianfranco Pasquino, politologo e professore emerito all'Università di Bologna. Fare un'analisi di quello che sta succedendo tra il Quirinale e il Parlamento è chiaramente attività non semplice. A partire dalla sensazione che, dopo le audizioni di Luigi di Maio e Matteo Salvini, il presidente della Repubblica Mattarella stia prendendo tempo per capire cosa fare. Indice di grande preoccupazione, forse, per un programma-contratto troppo forte e un presidente del Consiglio designato (Giuseppe Conte) troppo debole. "Mattarella ha buoni motivi per essere in apprensione", afferma Pasquino.

Quali sono?
"Nell'Università italiana di persone come Conte ce ne sarà un centinaio. Non si capisce bene perché lo abbiano scelto. Forse Mattarella avrebbe dovuto parlare con Conte o, viceversa, Conte avrebbe dovuto chiamare Mattarella. E' preoccupato perché il professore non ha nessuna esperienza politica, può mettere nel suo curriculum tutte le università che vuole ma Montecitorio e Palazzo Chigi sono luoghi più complicati di qualsiasi università". 

Sembra però che abbia partecipato attivamente alla stesura del contratto tra Lega e M5S, quindi sarà padrone della materia oggetto del compromesso. Viste le competenze accademiche forse è l'uomo più adatto per l'applicazione del programma.
"Lei l'ha visto partecipare alla stesura del contratto? Lei l'ha visto immortalato in qualche foto, qualcuno ha detto che c'era? Su questo ho molti dubbi perché non l'ho visto come partecipante. Poi aggiungo: un professore di diritto, di quel tipo di diritto (Conte è docente di Diritto privato all'Università di Firenze e alla Luiss ndr), commerciale e finanziario, ci sono moltissime materie che gli sfuggono. E quindi come può aver controllato quello che veniva detto ad esempio in materia di economia, di rapporti con l'Europa o di disuguaglianze e povertà. Di tutto questo ho motivo di credere che Conte non sappia quasi nulla".

Prima di affidare l'incarico di governo Mattarella ha convocato ancora una volta il presidente della Camera e la presidente del Senato. Ha paura di un gioco al ribasso sulle prerogative del Parlamento derivanti in qualche modo dal contratto?
"Forse la preoccupazione sulle prerogative del Parlamento Mattarella ce l'ha e fa bene a esporla ai due presidenti e a chiedere anche se loro due siano disposti a svolgere un'attività di controllo e di promozione delle prerogative del Parlamento. Ma io credo che stia anche verificando se sia alla Camera che al Senato le maggioranze siano stabili. Se ci sarà cioè un governo capace di entrare in carica oppure no". 

L'Europa sembra un po' preoccupata, ma del resto non è una grande novità perché grande attenzione arriva da Bruxelles quando nei Paesi membri c'è un cambio di governo "non istituzionale". La domanda è se l'euroscetticismo manifestato nei saliscendi politici dalle due forze di governo sia una preoccupazione reale o l'Europa stia semplicemente mettendo le mani avanti. 
"L'Europa fa benissimo a essere preoccupata. Ha espresso preoccupazione anche in altre occasioni poi ha accettato gli eccessi che io avrei preferito non vedere. Lo abbiamo visto con il governo austriaco, con il governo ungherese e anche con il governo polacco. L'esecutivo Cinquestelle-Lega non sarà sicuramente peggio di quei governi. Il punto è che ci sono delle procedure e delle costrizioni che renderanno molto difficile per Salvini e Di Maio cambiare le regole europee".

Promettono che ci proveranno.
"Si troveranno in un consesso nel quale avranno al tavolo altri 26 capi di governo. Piuttosto sarà utile vedere chi metteranno all'economia e dall'altra ai rapporti con l'Europa. L'Ue deve dire alto e forte che ci sono delle preoccupazioni e che sono preoccupazioni reali".

Si è parlato del professor Paolo Savona al ministero del Tesoro. Può agitare gli animi?
"Altissima preoccupazione. Fra l'altro se questo deve essere il governo del rinnovamento scegliere un 81enne non mi sembra la mossa migliore. Le posizioni di Savona su euro e Europa sono davvero preoccupanti".

Però Savona ha lavorato per governi precedenti ed è stato collaboratore di Ciampi. 
"Sì e questo è un titolo di merito, ma la sua azione non mi sembra che abbia lasciato tracce, niente di memorabile insomma". 

Insomma, lei come analista politico vede più motivi di inquietudine o qualche elemento di fiducia possiamo individuarlo?
"Da politologo e analista, come dice lei, esprimo la mia grande soddisfazione: questa è una situazione con nuovi inconvenienti e molti rischi ma forse anche delle opportunità. Tutto questo mi consentirà di concedere ancora tante interviste a Tiscali News e di scrivere molti articoli credo interessanti. Come cittadino sono invece preoccupato, si sono messe insieme due forze che hanno due concezioni della democrazia che non condivido. E soprattutto una delle due forze, il M5S, è convinto di essere la punta avanzata di non so quale democrazia futura, mentre tutte le loro pratiche sono dubbie. Sotto questo punto di vista sono sufficientemente preoccupato".