[L'intervista] Paniz: "I vitalizi non si toccano, altrimenti ci rimetteranno anche i cittadini. Ecco perché"

Gli ex deputati si preparano alla "resistenza". Il parlamentare Pdl per tre legislature e avvocato penalista di fama, rivela di avere raccolto già più di 150 adesioni di ex parlamentari pronti a fare ricorso. "E' aberrante toccare le posizioni consolidate"

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di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. Dessì

Qualcuno l'ha definita giornata storica. A Montecitorio si decide il taglio dei vitalizi degli ex parlamentari e gli interessati preparano, in massa, la “resistenza” già nelle ore che mancano alla drastica determinazione. Alla fine del countdown molti vip della politica potrebbero trovarsi l’assegno decurtato, e la cosa proprio non va giù. Per i rappresentanti dei cinquestelle, che la svolta l'avevano promessa in campagna elettorale, si tratta tuttavia di intervenire su “un privilegio, non su un diritto”. Quello della Camera per altro è solo un primo passo, a detta di Di Maio e company: poi toccherà a “Senato e pensioni d’oro”. Arriva il lasciapassare alla delibera taglia-vitalizi dell’Ufficio di presidenza della Camera. Ma gli ex deputati toccati dal provvedimento attiveranno una reazione potente, come ci spiega al telefono Maurizio Paniz, per tre legislature tra i banchi Pdl e avvocato penalista di fama, rivelando di avere raccolto già più di 150 adesioni di ex parlamentari pronti a sottoscrivere un ricorso.

Onorevole, perché una simile levata di scudi davanti alla richiesta di rivedere il vitalizio in ragione di quanto si è realmente versato? Non è anche una questione di solidarietà?
“Guardi, si tratta di una decisione grave per cui ognuno si assumerà la responsabilità personale dell’approvazione. In ogni caso le cose non stanno proprio come dice lei, perché moltissimi parlamentari che avrebbero diritto a prendere molto di più in relazione a quanto versato si vedranno tagliare l’entità dell’assegno. Inoltre dal 2011 i deputati versano già un contributo di solidarietà abbastanza significativo: tra i 600 e gli 800 euro al mese. Da questo punto di vista nessuno si è mai sottratto a un dovere di solidarietà e collaborazione, si vuole semmai evitare l’introduzione di un grimaldello che consenta di intervenire poi sulle pensioni di 9 milioni di italiani, soprattutto quelle baby”.

Questa giustificazione è curiosa, ce la spieghi meglio
“Ci sono nove milioni di pensionati nel nostro Paese, tre milioni sono baby pensionati, e con l'applicazione dello stesso criterio previsto per  gli ex parlamentari potrebbero rimetterci parecchio. Ed io ho il timore possa accadere davvero, essendo il risparmio inerente molto significativo. Non possiamo allora accettare che si apra una porta a danno di 9 milioni di italiani. Eppure così potrebbe essere, perché un principio, una volta introdotto, vale per tutti. Se in uno stato di diritto consentiamo di intervenire su situazioni consolidate, legittimiamo interventi aberranti da un punto di vista giuridico”.

Maurizio Paniz

Perché sotto l’aspetto prettamente giuridico la delibera di Fico è illegittima?
“Perché interviene appunto su situazioni ormai consolidate, su diritti acquisiti. Faccio un esempio: in Italia ci sono 3 milioni di baby pensioni, tra questi pensionati ce ne sono 737mila che si giovano della Legge Rumor del 1970 che consentiva di accedere alla pensione con 34 anni, 6 mesi e un giorno di contributi, riscattando per altro il servizio militare, la gravidanza e il periodo di università. Parliamo di cosa aberrante certo, ben più di quella che stiamo discutendo. Questi 737mila pensionati prendono una media di 1200-1500 euro al mese, perché le categorie sono differenziate. Cosa succederebbe se lo Stato intervenisse con lo stesso criterio riservato agli ex parlamentari per eliminare tale situazione oggettivamente privilegiata? Non voglio dire lo sia in modo illecito, perché tali pensionati si giovano di una legge dello Stato, ma sicuramente privilegiata di fatto. Se legittimiamo un intervento come quello che il presidente Fico vorrebbe adottare tuttavia legittimiamo interventi di questo genere. Siccome il governo attuale non sa dove andare a trovare i soldi, perché ormai è chiarissimo che non ha capacità costruttiva significativa (in 4 mesi non è stato fatto praticamente nulla, se non annunci) e tutti sono in attesa di qualcosa di concreto, la cosa più semplice potrebbe essere dire ai pensionati italiani ‘da domani vi togliamo qualcosina come abbiamo fatto con gli ex parlamentari’”.

Agli altri cittadini normali però con l’introduzione della legge Fornero alcuni diritti che sembravano acquisiti sono stati di fatto limitati. Chi era pronto per andare in pensione si è visto spostare la prerogativa di anni. A volte i diritti acquisiti sembrano non esistere.
“Un conto è il diritto maturato, un conto l’aspettativa di un diritto. Giuridicamente sono due situazioni completamente diverse. E quando la legge Fornero ha sbagliato, intervenendo su situazioni di diritto consolidate, lo Stato ha dovuto fare marcia indietro e regolarizzare la situazione pagando gli interessi”.

Il presidente della Camera Roberto Fico

Ritorniamo un attimo sulle pensioni baby che, effettivamente, pesano sulla nostra storia previdenziale. Pensa giusto applicare a quanti sono andati in pensione a 30 anni, con 14 anni e poco più di contributi, una qualche forma di tassazione  speciale per favorire chi in pensione rischia di andarci invece a 70 anni?
“Io rispetto lo stato di diritto, e lo stato di diritto impedisce di pensare a interventi retroattivi su situazioni consolidate. Dunque non posso accettare una cosa del genere. Posso accettare casomai , qualora la situazione diventasse davvero drammatica, un intervento richiesto a tutti i cittadini italiani, con l’imposizione di un sacrificio dell’uno o del due per cento, e così via. Ma intervenire su singole categorie mi sembra cosa aberrante e costituzionalmente illegittima”.

Dunque molti ex parlamentari presenteranno ricorso: a chi va presentato?
“Al consiglio di giurisdizione della Camera dei deputati”

In definitiva è difficile che ve lo accolgano.
“Purtroppo il Consiglio è nominato dal Presidente della Camera e risente di un certo orientamento politico. E’ matematico che non lo accoglieranno”.

E allora che farete?
“Andremo in Cassazione, e la Cassazione rimane giudice terzo. Dopo di che si va in Europa, e l’Europa farà saltare l’autodichia  (prerogativa dei due rami del Parlamento di risolvere, attraverso un organismo giurisdizionale interno, le controversie insorte con i propri dipendenti, ndr). Inoltre ci sarà un’azione di risarcimento del danno e chi ha votato a favore si prenderà una denuncia per abuso d’ufficio. C’è insomma a disposizione un percorso abbastanza delineato e consistente”.