Padellaro: "Se c'è dietro qualcosa di losco alla Raggi va l'oscar della stupidità. Difficile che Grillo continui a sostenerla"

"E' il M5S che deve decidere. Ma chi è davvero la Raggi? Quando lo capiremo tutto sarà più chiaro. Con lei hanno assunto dei ruoli nel comune dei signori che non avevano una idea di politica simile a quella di Lombardi, Taverna e altri"

di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

Il cosiddetto “polizzagate” piovuto sulla testa della Raggi, ad aggravarne la già dura situazione, potrebbe essere il colpo definitivo alla sua capacità di mantenersi salda sulla sedia del Campidoglio? “Non vedo come possa uscirne a questo punto – ammette Antonio Padellaro, giornalista, saggista ed ex direttore del Fatto Quotidiano – anche se lei ha subito dichiarato di essere sconvolta ma di voler andare avanti. Saranno i magistrati ad appurare la verità fino in fondo e mi auguro che lei la stia dicendo tutta. Certo la situazione è sconcertante, per la città, per il Paese e per lo stesso M5S”.

Una situazione sempre più complicata.
“Una situazione che non può stare in piedi e certamente non può decidere lei se andare avanti. Sta dentro un  movimento che ha grande sensibilità su certe questioni e non so se le consentiranno di restare. Non si tratta insomma di valutare cosa decideranno la sindaca di Roma o i suoi oppositori ma di vedere cosa deciderà il movimento di Grillo nel suo complesso”.

Cosa può fare Grillo in questo momento, chiederle le dimissioni?
“Intanto non invidio assolutamente la posizione di Grillo che si trova in una situazione che mai avrebbe immaginato. La famosa battuta della Taverna, ‘vogliono farci vincere a Roma per distruggerci’, sembrava una boutade invece si sta rivelando una cosa tristemente vera. La Raggi ha finito col portare continui problemi a Grillo fin dall’inizio. Intanto è stata eletta nelle comunarie in una situazione opaca, poi c’è stato il dossier contro De Vito, le polemiche contro di lei, i casi di Marra e della nomina del fratello, l’avviso di garanzia ed ora questa vicenda delle assicurazioni. Non so a questo punto fino a quando Grillo possa reggere a questo stillicidio, non solo da un punto di vista politico ma anche prettamente nervoso”.

Antonio Padellaro

(Antonio Padellaro)

Col senno del poi ha sbagliato Grillo a candidare la Raggi?
“Credo che a suo tempo Grillo abbia accettato quello che proponeva Casaleggio, o la Casaleggio associati. Quella candidatura – come scritto spesso dai giornali ed anche dal nostro Fatto Quotidiano – fu convalidata da chi, occupandosi più dell'immagine che del resto, vedeva in Virginia Raggi il candidato ideale: una giovane gradevole, senza scheletri nell’armadio, fresca, pulita. Penso che Beppe Grillo l’abbia accettata perché si fidava di tali valutazioni”.

La storia dell'assicurazione della Raggi ruota intorno a una polizza di 30mila euro. E’ possibile che la sindaca di Roma si sia fatta coinvolgere in una cosa del genere? Potrebbe esserci dietro qualcosa che ancora non conosciamo?
“In linea generale io sono sempre sbalordito dalla stupidità umana, un aspetto che a volte non viene contemplato. Quello cioè di fare cose insensate e che riguarda la politica ma anche la cronaca nera, i delitti in cui per esempio i protagonisti lasciano le impronte digitali. A volte non è necessario pensare a complotti. Comunque in questo caso, pur relativizzando, se dietro quanto è avvenuto c’è qualcosa di losco, allora credo che alla Raggi, a Romeo e a tutti quelli che hanno beneficiato delle polizze vada l’oscar della stupidità".

Virginia Raggi

(Virginia Raggi)

C’è chi parla di "affettuosi" regali.
“Questo Romeo è straordinario, invece di regalare un anello, un profumo, regala (benefici di) polizze, come ha affermato Enrica Bonaccorti. Può darsi sia un uomo generoso, magari con le donne e le fidanzate. E non parlo della Raggi perché non so nulla dei rapporti extra-professionali della sindaca di Roma”.

 Ingenuità?
“Siamo sempre nel campo dell’imponderabile. Ma ho l’impressione che ci sia qualcosa nella vicenda della candidatura Raggi, nella sua storia, nel fatto che si sia voluta circondare di alcuni personaggi, che noi non sappiamo. Del resto non sappiamo quasi niente dell’origine della Raggi. Non conosciamo per esempio il motivo per cui è stata costretta a fare le cose che ha fatto, a mettersi a fianco Marra. Uno apparentemente senza scheletri nell’armadio, che però si capiva benissimo non essere solo un semplice funzionario ma un signore con le mani in pasta in tante cose”.

Un personaggio particolare?
“Non dico fosse un topo nel formaggio, ma si poteva intuire che era uno a cui il formaggio piaceva. Ed allora tutte le domande per cui vorremmo risposte ne prevedono una d’origine: perché la Raggi? Chi è la Raggi? Quando lo capiremo veramente tutto sarà più chiaro”.

Potrebbe esserci qualcun altro dietro queste assicurazioni? Chi ha finanziato? Romeo con le sue risorse?
“Non lo so. Tuttavia solo il fatto che un semplice funzionario abbia fatto una polizza con beneficiario il sindaco della Capitale d'Italia sembra un gossip destinato a far parlare tutti. Se poi questo funzionario viene promosso e diviene un altro suo braccio destro, se ottiene il triplo della retribuzione originaria, una riflessione io credo vada fatta. C’è davvero qualcosa di sconcertante e mi chiedo come i 5 Stelle possano accettare di tenere in piedi un sindaco in queste condizioni. Dovranno prendere una decisione”.

La Lombardi - deputata ed ex presidente del gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati - ha detto ‘ci hanno infiltrati’. A suo avviso voleva dire un po’ quanto ci stiamo dicendo noi o anche qualcosa in più?
“La Lombardi, va detto, probabilmente sapeva chi erano quei personaggi fin dall’inizio e ha dato anche una spiegazione politica a quanto sta  succedendo. In pratica se ne ricava questo: abbiamo un ceppo originario del movimento che era formato da esponenti come lei, De Vito, la Taverna e altri. Gente che aveva creato il movimento a Roma, lavorato e fatto attività politica. Poi c’erano – da quanto si può intuire – quelli come la Raggi, con minor impegno nel movimento, scelti per certe loro caratteristiche. Quando la Lombardi parla di infiltrazione sembra voler dire dunque che la Raggi è stata un po’ il cavallo di Troia, quella che ha fatto in modo che nel Campidoglio assumessero un ruolo tutti questi signori che avevano un'idea della politica molto diversa da quegli altri”