Padellaro contro Casaleggio Jr: “Quando si parla di reddito di cittadinanza bisogna essere molto informati e precisi”

A Otto e mezzo, da Lilli Gruber, il figlio del co-fondatore del M5S risponde che su tali domande è meglio chiamare in causa i tecnici. Poi però parla di pensioni d’oro e vitalizi e l’ex direttore del Fatto Quotidiano si dichiara “sconcertato”. “Ci vuole ben altro”, afferma.

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di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. Dessì

La trasmissione Otto e mezzo del 6 aprile che ha visto l’esordio televisivo di Davide Casaleggio, rampollo del fondatore del M5S,  consente all’ospite tanto atteso di mettere in chiaro alcune cose. Prima di tutto che lui non è il capo politico del Movimento perché quello “è Grillo”. “Il mio obiettivo non è sostituire mio padre – spiega davanti alla Gruber - così come la Casaleggio Associati non è il Movimento, casomai lo strumento che ha consentito la nascita del sogno M5s e che gli ha fornito lo strumento per la sua espressione in base ai principi della democrazia partecipata”. Ma quando la conduttrice gli domanda come verrà finanziato il reddito di cittadinanza, pilastro delle proposte pentastellate, lui glissa dicendo che di certe questioni devono occuparsi i tecnici del movimento. Poi però aggiunge: “Si potrebbe cominciare con l’eliminare le pensioni d’oro e i vitalizi”. E a questo proposito Antonio Padellaro, ex direttore del Fatto Quotidiano, insorge.

Lilli Gruber e Davide Casaleggio

“L’intervista – esordisce Padellaro al telefono di Tiscali - era molto attesa. Per la prima volta un personaggio ritenuto molto importante nella vita del M5S si sottopone alle domande dei giornalisti in un talk show molto seguito. Quando la Gruber chiede a Davide Casaleggio come si può finanziare il reddito di cittadinanza lui risponde una cosa corretta, ovvero che è meglio rivolgerla ai tecnici pentastellati, poi però fa seguire una dichiarazione che lascia 'sconcertati'. Sostiene che si potrebbe iniziare con l’abolire pensioni d’oro e vitalizi”.

In verità stiamo parlando di una pietra dello scandalo, perché “richiama i privilegi della casta parlamentare”, tuttavia "Casaleggio sa benissimo – sottolinea il giornalista - che il risparmio derivante assommerebbe a non più di una decina di milioni di euro, mentre il costo del finanziamento del reddito di cittadinanza è valutato in 16 o 17 miliardi".

Una sproporzione notevole. Parlare allora con cognizione di causa del reddito di cittadinanza, pilastro della proposta di governo dei pentastellati, diventa importante. E “chi si presenta davanti ai microfoni deve essere molto preparato e spiegare bene come si possono trovare questi soldi”, fa notare l’ex direttore del Fatto.

Antonio Padellaro

Sarebbe necessario anche specificare, per dirne una, se tale reddito deve essere attribuito a tutti indistintamente oppure no. “Mi son chiesto, per esempio, se va attribuito a Berlusconi come all’ultimo dei clochard, oppure se andrà fatta una selezione e quale sarà. Tutte domande rimaste inevase”.

In ogni caso in Italia esiste la possibilità concreta di dare un reddito di cittadinanza o qualcosa di assimilabile, osserva l’ex direttore del quotidiano attualmente diretto da Travaglio. “Del resto anche Matteo Renzi ha proposto il lavoro di cittadinanza, ovvero una cosa simile – aggiunge -  La differenza potrebbe essere che il reddito viene attribuito dietro svolgimento di una attività, ma anche qui bisogna stare attenti perché si rischia di tornare ai famosi lavori a regia del dopoguerra, quando i disoccupati venivano messi a scavare buche che poi altri disoccupati provvedevano a riempire. In quel modo lo stato distribuiva qualche centinaio di lire per la sopravvivenza a chi ne aveva bisogno”.

In definitiva quella del reddito di cittadinanza è una “riforma sociale importantissima, e molti Paesi hanno già applicato forme di aiuto e di solidarietà di questo genere”. Tali interventi vanno studiati però molto bene. “Bisogna decidere in primo luogo chi può averne diritto perché non possono tramutarsi in  assegni da distribuire a tutti indistintamente”. Gli effetti sarebbero deleteri.

E' vero infine che “dare 500 euro al mese, soprattutto ai più giovani, può indurre a non cercare più lavoro, tanto c’è tale sostentamento”, tuttavia “si tratta di un tema importantissimo”, e proprio per questo “chi va in tv a nome del M5S deve essere molto, ma molto, puntuale e spiegare il come, il dove e il perché di un simile strumento”.