Il presidente Commissione Industria (Pd): “Per le nomine nelle aziende statali Renzi ha tramato nell’ombra”

Massimo Mucchetti: “I politici possono dire la loro ma devono farlo alla luce del sole. I capi azienda designati? Persone di grande qualità. Profumo per Leonardo è un’ottima scelta anche se Moretti ha agito bene sui costi”

di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

Il ministero dell’Economia ha presentato le liste che il dipartimento del Tesoro trasmetterà a sua volta alle assemblee delle società quotate in borsa i cui consigli di amministrazione sono in scadenza. Lo scenario delineato con l’ufficializzazione delle nomine previste dal governo ha scatenato approvazioni e polemiche, come sempre quando le scelte attengono a questo settore. In linea generale restano al loro posto i vertici di Eni ed Enel, cambia invece la guida di Leonardo-Finmeccanica  e Poste. Ci sono insomma conferme e novità, in uno scenario da spoils system dove il governo Gentiloni afferma le sue priorità ma si intravede  anche la longa manus di Renzi, come notano i media. La politica fa il suo corso insomma, com’è inevitabile. Con le solite notazioni. Secondo il presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti (Pd), “le liste per i consigli di amministrazione sono più o meno simili a quelle della volta precedente, contengono persone legate mani e piedi alla politica, e senza la politica alcune  di esse in quei cda non ci sarebbero, perché non avrebbero la statura professionale per farne parte”.

E i top manager?
“Il discorso per i capi azienda è un po’ diverso, nel senso che sono - l’uno per l’altro - persone di grande qualità. Detto questo la procedura seguita per le nomine presenta un punto opaco”.

Massimo Mucchetti, presidente Commissione Industria Senato

Quale?
“Il ruolo avuto nelle scelte dal segretario dimissionario del Pd ed ex premier Matteo Renzi, il quale non aveva titoli per intervenire ma l’ha evidentemente fatto. In particolare riguardo al passaggio cruciale che riguardava Poste. Ora è vero che i partiti e i politici hanno il diritto di dire la loro, ma questo andrebbe fatto alla luce del sole, perché in tal modo ci si sottopone alla critica della critica. Invero si può criticare sulle scelte di Poste, piuttosto che di Leonardo o Enel ma una cosa è farlo pubblicamente, un’altra manovrare nell’ombra”.

A proposito di Leonardo-Finmeccanica, la nomina di Alessandro Profumo le sembra una buona scelta? Moretti a quanto dicono stava facendo abbastanza bene.
“Moretti stava facendo bene sotto l’aspetto del taglio dei costi, ma non solo di tagli vivono le aziende. Onestamente noi abbiamo studiato i bilanci e ascoltato a lungo l’amministratore delegato uscente sul piano delle strategie per il futuro, dei progetti avviati e dello sviluppo. Non abbiamo avuto grandi numeri sulle strategie e questo può essere stato un problema, anche se vanno riconosciuti a Moretti dei meriti. Se si tratta comunque di intrecciare relazioni internazionali di grande profilo la nomina di Profumo può essere molto utile”.

Alessandro Profumo

Le scelte di confermare Descalzi all’Eni e Starace all’Enel invece che sapore hanno?
“Hanno un sapore buono, nel senso che Claudio Descalzi ha fatto molto bene nella gestione industriale dell’Eni in un momento nel quale la situazione era difficilissima a causa del tracollo dei prezzi del barile. E quando il barile scende non ci sono santi che tengano, l’unica cosa che si può fare è quella di ridurre i propri costi, non solo amministrativi e organizzativi ma anche gestionali-industriali. Questo con particolare riferimento al rimpiazzo delle riserve attraverso nuove scoperte e  giacimenti che vengono messi in funzione nel modo più efficiente possibile. Sotto questo aspetto Descalzi ha raggiunto risultati assolutamente eccellenti sia nel ridurre i costi che nell'aumentare la produzione”.

E quanto ad Enel?
“Starace con Enel ha avuto risultati di bilancio interessanti, con due incognite, per altro risolvibili, nei ritorni degli investimenti sulla banda larga per le telecomunicazioni e in attività regolata: o i primi sono troppo bassi o i secondi troppo alti. A questo proposito il servizio di maggior tutela consentirà all’Enel di recuperare moltissimi margini a spese dei consumatori, ma questo non è un problema di Enel quanto della classe politica che si accinge a varare tali norme a possibile grande vantaggio della società”.

Matteo Del Fante da Terna andrà in Poste, mentre Luigi Ferraris da Poste andrà in Terna. Che logica c’è in scelte di questo tipo?
“Non ce n’è molta, la logica è data dal fatto che – a quanto si legge sui giornali – c’è stato probabilmente un intervento di Renzi. L’ex premier voleva un manager di qualità al posto di Francesco Caio, persona che starebbe dimostrando grande dipendenza da Palazzo Chigi”.

Matteo Renzi

In commissione Industria avete preparato una scheda con vostri criteri di valutazione per la scelta dei top manager?
“Abbiamo fatto una risoluzione che impegna il governo ad osservare una certa disciplina nelle nomine e il governo l’ha fatta propria, l’ha accolta, ma l’ha applicata a metà. Una cosa tipico della politica”.