[L'intervista] "Mattarella ha altri modi di impedire l'uscita dall'euro e il disastro italiano. Vi spiego quali"

Intervista ad Elisabetta Catelani, tra i costituzionalisti più in vista in Italia e tra i primia difendere l'operato del capo dello Stato dalla rabbia di M5S e Lega. Ecco gli scenari possibili

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Che le urla perché si mettesse sotto impeachment il presidente della Repubblica, Mattarella, fossero solo degli slogan impraticabili era subito chiaro a chi davvero conosce la Costituzione. Elisabetta Catelani (già consulente del governo Letta per le proposte di modifica della Carta e docente di diritto costituzionale all'Unversità di Pisa) è fra gli esperti che hanno firmato il documento in cui si confermava il buon agire del capo dello Stato. Ma che succede se, come pare, si va verso nuove elezioni che vedranno un successo ancora maggiore di M5S e Lega, con Salvini che vuole ripoporre Paolo Savona a titolare del Tesoro? Cioè l'economista fortemente critico verso l'euro che ha spaventato i mercati e portato al muro contro muro di Carroccio, M5S e Colle. Torniamo ad un nuovo scontro, con gli spread che impazziscono, o il capo dello Stato ha altri modi per garantire la costituzionalità di un eventuale governo giallo-verde? Lo abbiamo chiesto alla professoressa Catelani. 

Lei è stata tra i firmatari del documento che confermava quanto fosse assurdo chiedere l'incriminazion del capo dello Stato. In queste ore convulse c'è la concreta possibilità che Mattarella si ritrovi di fronte gli stessi interlocutori: Di Maio e Salvini, o chi per loro, e l'economista Paolo Savona che con le sue critiche all'euro si è rivelato insormontabile per il Colle. A quel punto, Mattarella può continuare a bocciare quel nome?
"Sì, perché la Costituzione lo dice in modo esplicito. La nomina del presidente del Consiglio e dei ministri è fatta dal presidente della Repubblica. Nessuno può obbligarlo a firmare ciò che non vuole. Ma nell'ambito costituzionale non si pu dire che cosa è bianco e cosa è nero. Molto è lasciato alla prassi. Ma questa crisi di governo è diversa dalle altre. Abbiamo visto molte cose andate oltre le prassi costituzionali. Non è mai successo che il presidente della Repubblica abbia dovuto aspettare il contratto di governo, e poi abbia ricevuto la lista chiusa dei ministri. Quando c'è un'anomalia di carattere generale, le prassi costituzionali servono". 

La perplessità che si è creata da questo "no" di Mattarella è legata ai precedenti citati: Scalfaro disse no a Previti ministro perché era l'avvocato del premier Berlusconi, Ciampi disse no a Maroni che aveva grane giudiziarie e Napolitano "bocciò" Gratteri che era già impegnato come alto funzionario dello Stato. Nel caso di Mattarella e Savona, sembra siano state processate le intenzioni.
"Non vado a sindacare le intenzioni, in realtà il presidente della Repubblica non doveva motivare il suo "no". Io sono della scuola di Barile che è stato il primo sostenitore dell'indirizzo politico-costituzionale. Il presidente della Repubblica non è solo un garante, un notaio, ma valuta gli obiettivi che possono essere perseguiti in una determinata fase storica, tenendo conto delle norme costituzionali. Qua ci sono posizioni di forte contrasto e di imposizione. E' un'anomalia".

Nelle ultime ore però ci sono stati: il no all'impeachment di Di Maio, il tornare sui suoi passi di Salvini che ha detto che non c'è l'intenzione di andare fuori dall'eurozona e le parole di Savona, che pur ribadendo le sue critiche ha specificato di non voler spaccare l'euro. Con queste carte ci si può ripresentare da Mattarella e ottenere un sì?
"Tutto si può fare. Ma quella è una valutazione politica, non costituzionale. Molti dicono: ma il controllo non poteva essere fatto sulle singole proposte di legge?".

Ecco, questo è il punto centrale del ragionamento.
"Attenti però. Se sui decreti legge c'è un potere di emanazione e quel che è successo nella fase della loro formazione è lasciato ai rapporti tra premier e capo dello Stato, nella fase di promulgazione delle leggi la Costituzione può esercitare la sua funzione di garante e rinviare alle Camere il disegno di legge con un messaggio motivato, però se viene approvato così com'è sappiamo che il presidente della Repubblica deve firmare".

Immaginiamo la cosa che più è temuta e rende nervosi i partner europei.
"Che ci si metta a stampare moneta fuori dall'euro durante la notte?"

Un po' di fantapolitica: scenario più semplice. Il ministro Savona presenta provvedimenti di legge sulla materia economica che violano il pareggio di bilancio, che l'Italia ha scritto in Costituzione. A quel punto Mattarella può bloccare tutto. Dunque un potere di controllo reale c'è.
"Sì, può bloccare disegni di legge che configurino alto tradimento o attentato alla Costituzione. Questo sarebbe un caso di quel genere".

E allora: dato che se impedisci ad un populista di governare, avendone i numeri, rischi di aumentare la sua forza e il consenso elettorale, non sarebbe stato meglio...
"...mandare M5S-Lega e Salvini a governare e vederli tornare con le pive nel sacco? Potrebbe essere (ride). Ripeto che sono valutazioni di ordine politico, ecco perché dico che i tecnici al governo hanno un valore, ma l'ambito politico va sempre tenuto presente".