Giallo dei gioielli di The young Pope, Marazzita: “Anche la casa di produzione deve rispondere del danno all’orafo”

Il famoso avvocato ci spiega quale strada intende seguire per tutelare Maurizio Lauri, il creatore dei gioielli dei Papi, vittima – a suo dire – di una “truffa”

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di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

La vicenda dei gioielli utilizzati durante le riprese di The young Pope, la fortunata serie televisiva di Paolo Sorrentino, che vede protagonista il giovane e affascinante pontefice Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, interpretato da Jude Law, è a dir poco kafkiana. La storia (da noi ripresa), per come è stata riportata dai media (vedi Il Giornale) e per quanto si evince dalla denuncia è riassuntivamente questa: Maurizio Lauri, scultore-orafo tra i più accreditati nella produzione di oreficeria sacra (sue alcune opere indossate da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Papa Francesco) scopre attraverso il piccolo schermo che alcune sue creazioni vengono usate a sua insaputa dagli interpreti della serie tv. Quando chiede spiegazioni al sarto cui li ha affidati per una esposizione, questi tergiversa. Poi la casa di produzione del serial rivela che quei gioielli li ha avuti dal sarto e che uno dei monili, una preziosa croce d'argento, è stata addirittura venduta. A questo punto il signor Lauri si rivolge all’avvocato Nino Marazzita, principe del foro reso famoso anche dalla partecipazione a Forum, per avere giustizia. Tiscali Notizie l’ha raggiunto telefonicamente per porgli alcune domande.

Avvocato Marazzita, la questione dei gioielli dell’orafo Lauri utilizzati a sua insaputa per la fiction televisiva appare paradossale, pensa che al suo cliente varrà resa giustizia?
“Credo di sì, abbiamo denunciato una truffa con altri reati connessi e cercheremo di provarli. Disponiamo di tutta una documentazione che può provare quanto sosteniamo nella denuncia e ovviamente contiamo di arrivare a una condanna".

Jude Law in una scena di The young Pope

Che reati si configurano nella fattispecie?
“Il reato più grosso è quello della truffa aggravata dall’ingente valore della perdita che ha avuto il mio cliente e poi ci potrebbero essere collegati dei reati di falso e millantato credito ma questo lo vedrà la magistratura”.

Cosa chiedete in termini di risarcimento. Avete già un’idea in proposito?
“No, il risarcimento lo valuteremo quando arriveremo a processo e al momento in cui dovremo formalizzare la richiesta di parte civile”.

Avvocato, ma com’è possibile si sia verificato un caso del genere? La società di produzione che ha acquistato la preziosa croce di cui si parla poteva essere ingannata così facilmente?
“La domanda è acuta, il problema ce lo siamo posti anche noi. La società che ha ricevuto i gioielli per fare il film non si è posta il problema di dove venivano, e soprattutto se c’era una liberatoria. E non c'era. Questa infatti avrebbe potuto darla soltanto il mio cliente. A questo proposito vedremo comunque come agire. Intanto abbiamo denunciato e ci sarà un processo penale. Valuteremo poi l’allargamento inevitabile delle responsabilità”.

Quindi potrebbe rispondere anche la casa di produzione?
“Io credo che, sotto l'aspetto del risarcimento del danno, DOVREBBE rispondere (anche) la casa di produzione”.