L’avvocato sorpreso a rubare: "Ho commesso il furto ma ho restituito tutto. Quello show tv mi ha destabilizzato"

Un impulso irresistibile, lo stato confusionale, poi la decisione di riportare al negozio la refurtiva. Inutilmente. Il racconto del legale denunciato

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di Cristiano Sanna   -   Facebook: Cr.S.   Twitter: @Crikkosan

Una borsa firmata da 1200 euro che sparisce, l'occhio elettronico delle telecamere di sicurezza che coglie il momento del furto, l'arrivo delle forze dell'ordine con perquisizione. Non serve a niente l'aver ammesso la colpa ed essersi offerto di ripagare tutto. Due studi legali, uno a Torino, l'altro a Milano, Simone Machieraldo accetta di raccontare la sua disavventura, frutto anche del disagio emotivo che lo insegue da tempo. 

Dunque lei ha preso la borsa dal negozio, si è reso conto di cosa aveva fatto, si è sentito in colpa e l'ha riportata. Ma la commessa nel frattempo aveva sporto denuncia.
"E' successo di sabato. La domenica erano chiusi. Il lunedì all'apertura, alle 15, io che sono anche un cliente di quel negozio sono andato lì per offrire il pagamento della borsa, raccontado che era stato un mio momento di difficoltà legato all'assunzione di ansiolitici. Non c'era intenzionalità, se no non sarei tornato indietro".

L'impulso a rubare lo aveva già sentito o è stata la prima volta che è successo?
"No, era proprio dovuto ai farmaci, avevo preso cinque pastiglie in più, ero in stato confusionale dopo un attacco di panico e ho fatto questa ca......ta".

Come hanno reagito le forze dell'ordine?
"Non hanno voluto sentire ragioni e mi hanno portato subito al comando, dove ho parlato col mio legale".

Quindi aspettate comunicazioni?
"Al negozio ho restituito la borsa compresa di tutti i cartellini, mai usata, offrendo un risarcimento del danno. Rispondono che non gliene importa nulla e vanno avanti con la denuncia. Non rimettono la querela, un incattivimento che non riusciamo a capire".

Questo stato ansioso con attacchi di panico che richiede anche uso di farmaci è in qualche modo legato alla sua esperienza come concorrente di talent show (era Hair, presentato da Costantino Della Gherardesca, ndr)?
"Un po' sì, quell'esperienza mi ha condizionato, è stata forte. Temevo ricadute sulla mia immagine di professionista".

Perché? Uno non può avere passioni, come quella per l'hairstyle?
"La gente parla, uno che fa l'avvocato e lo shampista fa strano".

E queste ricadute ci sono state?
"No, anzi, le persone mi si complimentavano per il mio modo di pormi, per l'educazione".

Insomma il talent show ha avuto un contraccolpo emotivo e psicologico.
"Mi ha destabilizzato nella gestione dell'ansia. Mi ero allontanato dal lavoro, tante cose da gestire, quello di avvocato è già di per sé un mestiere stressante".

Quindi esperienza televisiva da non ripetere.
"Questo direi che è esagerato. E' stata una esperienza nuova, stressante ma bella. Non potevo immaginare cosa significasse gestire il fatto che ti riconoscessero per strada, le richieste di selfie e tutto il resto".