"Vogliono uccidermi perché mi batto contro la fabbrica dei veleni a pochi metri dalle case"

Una lunga serie di intimidazioni e minacce sempre più gravi, contro Angelo Cremone. Il suo grido d'allarme contro i fanghi tossici di Eurallumina nel Sulcis

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di Cristiano Sanna   -   Twitter: Cr.S. su Fb   Twitter: @Crikkosan

Appeso per il collo. Quella volta era solo un manichino ma in cima a quel corpo finto c'era proprio la sua faccia. Poi l'uccisione del cane, il vandalismo contro la macchina, ora la scritta sulla finestra di casa. Cremone, sei morto. Qualcuno l'ha giurata all'ex consigliere provinciale del Sulcis Iglesiente, oggi attivista ambientalista con Sardegna Pulita. Cremone non ha niente contro il riavvio di Eurallumina, ma si batte contro il modo in cui l'impianto dovrà essere ampliato. Con ricadute gravi sulla salute dei cittadini. Frattanto la fabbrica di Portoscuso alimentata da capitali russi incassa il no all'ampliamento del bacino dei fanghi rossi del Ministero dei Beni Culturali. E lo ritiene "non vincolante", mostrando di voler andare oltre per riattivare gli impianti. Nel mentre, sulle minacce rivolte a Cremone indagano i Carabinieri.

Sospetti su chi possa essere l'autore di queste minacce?
"Quei quattro cretini che su Facebook si divertono da un anno a questa parte a scrivere intimidazioni e calunnie, a diffamare. Pensano che il nostro modo di operare contro l'impianto di Portoscuso gli levi il pane di bocca, quando invece ci sono alternative".

Riassumiamo: si parla di un riavvio di Eurallumina con un ampliamento del bacino dei fanghi tossici e l'innalzamento del muro perimetrale di altri venti metri, e per alimentare l'impianto bisognerebbe fare una centrale a carbone. Con un impatto ambientale drammatico.
"La nostra è una battaglia contro tutto questo. Chiediamo che l'azienda utilizzi energie alternative, nemmeno la Cina e l'Europa fanno più centrali a carbone, le stanno dismettendo. Qua la vogliono fare a 400 metri dalle case. Che direste se fosse casa vostra? L'altra questione è il bacino dei fanghi rossi, quella grande discarica incriminata, su cui pende un processo con imputazione di disastro ambientale. Si vuole ottenere l'autorizzazione per alzare i muri di quel bacino da 20 a 46 metri, fronte mare. Cose assurde. I posti di lavoro li possiamo salvare. Come?  Dei duecento ettari di quel bacino se ne possono "tombare" 50, costruendo sopra una centrale solare per alimentare quella fabbrica e tante altre. E poi si può utilizzare la parte di bacino non sotto sequestro con la tecnica della deumidificazione che può dare 20 anni di lavoro. Se passa la costruzione di una nuova centrale a carbone, ne arriveranno altre".

Vi siete confrontati con i vertici dell'azienda per far presente le vostre alternative?
"Hanno paura di quel che dico, non vogliono ascoltare perché sanno che diciamo verità incontestabili. Sa cosa mi è costato entrare e partecipare alla conferenza di presentazione al pubblico di Eurallumina? Gridavano cornuto, bastardo, e mentre parlavo delle criticità ai funzionari della Regione interrompevano, insultavano, sbattevano i caschi. Poi non c'è stata più possibilità di farlo. Quando ho cercato di organizzare un'assemblea pubblica sul tema a Portoscuso ci siamo ritrovati di fronte alle forze dell'ordine in assetto antisommossa, avvisati che qualcuno ci avrebbe fatto del male. Quando in Provincia ho votato contro l'ampliamento di quella discarica maledette, hanno fatto un manichino con sopra la mia faccia, impiccandolo e facendolo a pezzi. Vi rendete conto di che clima si è creato nel Sulcis?".