Calderoli: “Il governo Gentiloni ha chiesto la fiducia sul decreto salva banche per nascondere i nomi dei grandi debitori”

L'ex ministro delle riforme istituzionali: “La maggioranza ha voluto evitare il voto segreto perché in tanti nel Partito Democratico avrebbero votato il mio emendamento"

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Il tema delle banche alimenta molti mal di pancia fra le file della maggioranza di governo. Che di fronte ad una richiesta di voto segreto al Senato della Lega ha reagito imponendo il voto di fiducia sul decreto banche, dove il governo Gentiloni non ha raggiunto il tetto della maggioranza assoluta di 161. Non necessaria per l'approvazione del decreto, “ma indicativa”, ha detto in buona sostanza il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli in una intervista (ascolta l’audio) rilasciata a Tiscali News, “dello stato di salute dell’attuale maggioranza”.

La trasparenza è un dovere. "Credo che a fronte dei 20 miliardi messi a disposizione dallo Stato per sanare il sistema bancario, in particolare i conti di Montepaschi e di alcune banche venete, i cittadini hanno il diritto di sapere chi ha determinato il crack”,  ha detto il senatore leghista. Per l’ex ministro, è necessario conoscere soprattutto i nomi di chi ha “aperto linee di credito e di chi le ha concesse sapendo che molto probabilmente non sarebbero rientrate”.

Molti giornali, stanno tentando di stilare gli elenchi degli insolventi. “I nomi pubblicati in maniera ‘clandestina’ non vanno bene, noi chiediamo un elenco ufficiale redatto da Palazzo Chigi: ci sono state da parte di alcuni segretari di partito iniziative finalizzate alla raccolta di fondi con inviti e con posti a tavola particolarmente onerosi, non vorrei che in quegli elenchi lì ci fossero dentro le stesse persone”. I cittadini vorrebbero conoscere la verità. “La verità non la farà trapelare questo governo, perché è evidente che alcuni istituti di credito sono stati molto vicini a una certa parte politica: Montepaschi per esempio”.