[L’intervista] Cacciari: "Sbagliato scegliere tra Berlusconi e Di Maio e sul Movimento 5 stelle vi spiego una cosa”

Per il noto filosofo il vero problema è che nessuno vincerà le prossime elezioni

Berlusconi o Di Maio? Cacciari smonta il dilemma: “Le cose su cui ragionare sono altre e sul M5s vi spiego una cosa”
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Lo sdoganamento di Silvio Berlusconi da parte di uno dei suoi più grandi nemici storici, il fondatore di la Repubblica Eugenio Scalfari, ha acceso il dibattito nel Paese: dovendo scegliere tra il Cavaliere e Di Maio davvero è preferibile votare il primo?

Calabresi e Serra prendono le distanze 

Il nuovo direttore del quotidiano romano, Mario Calabresi, ha preso le distanze dal padre fondatore affermando che “per fortuna non abbiamo una pistola puntata alla tempia che ci obbliga a fare la scelta”. Michele Serra, altro giornalista di punta di la Repubblica, sulla sua nota rubrica l’Amaca, è stato ancora più netto: “Tra l’antico e risaputo orrore del demagogo miliardario e il nuovo, inedito spavento di essere governati dal Partito dei Mediocri sceglierei la seconda opzione”.

Travaglio e De Bortoli ironici 

Il dibattito ha coinvolto anche autorevoli giornalisti di altre testate. Marco Travaglio gli ha dedicato l’apertura de il Fatto Quotidiano e in un editoriale corrosivo ha ricordato a “Eugenio Scalfari alias Barbapapà” che tra le domande a cui il Cavaliere non ha mai risposto c’è anche quella “sui rapporti con le minorenni denunciati dalla moglie Veronica Lario al momento del divorzio”. Ferruccio De Bortoli ha detto la sua su Twitter. “Il ritorno di Berlusconi, ora manca solo l’endorsement della procura della Repubblica di Milano” ha scritto ironicamente l’ex direttore del Corriere della Sera.

Il fotomontaggio di apertura de il Fatto Quotidiano cartaceo del 23 novembre 2017

Cacciari: il problema vero è un altro

Tiscali.it ha deciso di sentire il parere di uno dei più grandi intellettuali italiani, il filosofo Massimo Cacciari che ha ridimensionato la vicenda. “Scalfari non può sdoganare nessuno e mi sfugge completamente l’importanza della cosa. Il problema vero è che alle prossime elezioni non ci saranno vincitori e su questo dovremmo riflettere. Cosa accadrà quando non sarà possibile formare il governo perché non esiste una maggioranza? Cosa farà Mattarella? Si tornerà a votare come in Germania? Questo è il vero tema su cui ragionare” ha affermato. 

Solo un profeta può darci una risposta sul M5s 

Il noto filosofo ha anche “smontato” la tesi utilizzata da chi preferisce Berlusconi ai Cinquestelle perché non sarebbero adeguati per guidare l’Italia. “Se dobbiamo guardare a quello che è successo in tante città – ci ha spiegato – si potrebbe dire che non sono idonei ma governare un Paese è una cosa diversa. Oggi amministrare una città è quasi impossibile perché gli enti locali sono stati ridotti a pezzi, senza soldi, strutture e potere. E’ difficile criticare una forza politica perché non si esprime al meglio a Roma o Torino. Non avendo mai governato prima solo un profeta potrebbe dirci se il M5s è in grado di farlo oppure no”.