Ichino, Pd: "Ho votato per Minzolini perché fu giudicato da un ex avversario politico". Il senatore Fi: "Io comunque mi dimetto"

Il giurista è tra i 19 esponenti Pd di Palazzo Madama che hanno detto no alla decadenza del parlamentare di FI. Nell'intervista le ragioni della sua decisione.

di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

"Ero pronto a bere la cicuta", e invece "sono stato salvato da un moto di coscienza. Ringrazio quelli che lo hanno avuto, senza pregiudizi e senza fanatismi ideologici", dichiara Augusto Minzolini al  Messaggero. Poi aggiunge: “Adesso, tuttavia, "scrivo la lettera di dimissioni dal Senato". Tra quelli che hanno avuto il sussulto di coscienza e che l'esponente di Forza Italia ringrazia ci sono anche 19 senatori del Partito Democratico. Tra questi nomi illustri come quello del professor Pietro Ichino, giurista, giornalista, politico e docente di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di Milano. A lui abbiamo chiesto ragione di quel voto che ha destato clamore negli ambienti politici e nell’opinione pubblica.

Senatore Ichino molti hanno osservato che la casta ha dimostrato di voler difendere se stessa ed hanno aggiunto di aver assistito alla scrittura di una pagina nera della nostra democrazia. Lei fa parte dell’elenco dei 19 senatori Pd che si sono espressi  contro la decadenza dell’esponente di FI. Cosa l’ha spinta?
“Il fatto che la Costituzione riservi un filtro di ultima istanza al Parlamento. Ciò significa che possono esserci alcuni casi limite in cui esistono buoni motivi per non dare corso alla decadenza del parlamentare. Ed in questo caso i motivi c'erano. In effetti non mi è mai stato chiaro perché la sentenza che ha condannato Augusto Minzolini per abuso della carta di credito RAI non gli abbia concesso almeno le attenuanti generiche, che si concedono a tutti gli imputati come lui incensurati e che, come lui, abbiano risarcito il danno: questo avrebbe consentito la sospensione condizionale della pena”.

Pietro Ichino, senatore del Pd

Quali erano gli altri motivi?
“Nel procedimento penale che ha coinvolto Minzolini si ravvisano delle anomalie straordinarie come quelle di un giudizio d’appello che rovescia la sentenza di assoluzione in primo grado pronunciata da un collegio di cui fa parte un giudice da 20 anni in aspettativa per carica elettiva e schierato in una forza politica opposta a quella dell’imputato (si riferisce al giudice Giannicola Sinisi che è stato senatore dell'Ulivo, ndr).  In casi simili la regola vuole che il giudice si astenga  e nella fattispecie invece non l’ha fatto. Per questo ritengo sia stata alterata la neutralità e terzietà che deve sempre caratterizzare l’organo giudicante. E come me lo ritiene, evidentemente, la maggioranza dei senatori. Cosa del resto ritenuta valida anche in altre sia pur rare occasioni, come nel caso di Antonio Azzolini (senatore FI, Pdl, Ncd e poi di nuovo Forza Italia, ndr), poi assolto da una sentenza della Cassazione e prosciolto completamente dalle imputazioni. Se non avessimo deciso secondo coscienza Azzolini sarebbe stato arrestato e la composizione del Senato sarebbe stata alterata da un errore giudiziario”.

Perché non si è semplicemente astenuto?
"Sono stato tentato di farlo, visto che il Pd aveva svincolato i propri senatori dalla disciplina di gruppo. Alla fine però mi sono convinto che sarebbe stata solo una scelta pilatesca".

Augusto Minzolini

Anche Minzolini resterà dunque a Palazzo Madama, almeno che non dia seguito alle annunciate dimissioni.
“La nostra decisione non altera minimamente gli effetti della sentenza e Minzolini sconterà la pena cui è stato condannato. Ma finché la legislatura avrà corso potrà far parte del senato. Io detesto il suo modo di intendere il giornalismo, ma questo non basta perché io decida la decadenza di un parlamentare della Repubblica se ritengo vi siano dei motivi per non disporla”.

Nessun patto tra FI e Pd, nessuno scambio “Lotti per Minzolini” insomma?
“Nessunissimo scambio, sia perché nella vicenda Lotti non c’era bisogno dei voti di Forza Italia, visto che la maggioranza c’era ampiamente, sia perché la decisione sul caso Minzolini è stata presa dai senatori Pd in una riunione dove si sono discusse a fondo le risultanze del caso e quelle emerse dal dibattito in aula e dai verbali e documenti a nostra disposizione. Da questo è scaturita la nostra posizione, non abbiamo avuto alcun condizionamento di carattere politico”.