Il professor Crainz: “Dietro la scissione del Pd il più grande responsabile dei disastri della sinistra: Massimo D’Alema"

“Sarà un grande regalo alla destra e al M5S senza dubbio. Cosa ha sbagliato Renzi? Non ha mantenuto il suo impegno fondamentale di rinnovare la politica e il Pd”

di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

C’è chi plaude alla scissione e chi preannuncia il disastro. Certamente il divorzio nel Pd tra la componente di sinistra e quella renziana è una decisione potenzialmente pregna di conseguenze. Per il professor Guido Crainz, politologo e docente di storia contemporanea nella Facoltà di Scienze della comunicazione dell’Università di Teramo, si può tradurre solo in “una involuzione, nella fine di un progetto riformatore nato con il partito democratico una decina di anni fa”. Rappresenta in qualche modo il fallimento di un processo che intendeva delineare in Italia uno scenario politico nuovo dopo la fine della prima repubblica.

Una brutta battuta d’arresto per un partito come il Pd?
“Certo, una battuta d’arresto forte per  una realtà dalle forti radici storiche, forse l’ultima forma/partito che si richiamava a quelle precedenti, anche se da tempo non aveva più le caratteristiche di partito di massa”.

Il professor Guido Crainz

(Il professor Guido Crainz)

A suo avviso perché si è giunti a questo punto? Non manca chi sostiene abbia giocato un ruolo importante la prospettiva del proporzionale, che renderebbe la scissione conveniente sia alla componente di sinistra che a quella renziana.
“In questo modo si comprano i biglietti delle lotterie, non si fondano o distruggono i partiti. Mi sembra emerga un vuoto di idee in ambedue le parti, che ci sia comunque molto di strumentale nelle ragioni che hanno condotto a questo, il segno di una resa dei conti personale. E dietro c’è il grande responsabile dei disastri della sinistra degli ultimi 20 anni: Massimo D’Alema”.

Non c’è dietro anche l’incompatibilità di due identità politiche difficilmente conciliabili come quelle della sinistra da una parte e quella dei renziani dall’altra?
“Vedo soprattutto una caricatura dell’idea di sinistra. Non riesco a riconoscere l’idea nobile di sinistra in Miguel Gotor o in Pierluigi Bersani”.

Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema

(Pierluigi Bersani e Massimo D'Alema)

Quali conseguenze potrà avere questa scelta?
“Sarà senza dubbio un grande regalo alla destra e al M5S, e accadrà per responsabilità di chi aveva già portato la sinistra al disastro. Bersani, per esempio, ha condotto il Pd alla sconfitta, o alla non vittoria come lui l’aveva chiamata con termine grottesco nel 2013. Un capolavoro di disastro da scrivere sui manuali di storia. Non era mai successo che il partito di maggioranza - quello di centro destra capeggiato da Berlusconi - perdesse 6 milioni di voti e l’opposizione non riuscisse a intercettarne nemmeno uno, anzi ne perdesse a sua volta 3 milioni. Ecco, di tale disastro fu responsabile Bersani, uno degli attuali protagonisti della scissione".

E invece Renzi cosa ha sbagliato?
“Renzi non ha mantenuto il suo impegno fondamentale di rinnovare la politica e il Pd. Questo il suo fallimento. Sulla promessa di quel rinnovamento aveva raggiunto il 40 per cento alle elezioni europee, e il mancato mantenimento di quell’impegno ha prodotto la sua caduta e il ridimensionamento del suo consenso. Anche se bisogna riconoscere che nella sua fase gli elettori sono stati sempre di più che in quella precedente. Bersani infatti aveva portato il partito al 25 per cento”.

Matteo Renzi

(Matteo Renzi)

Nell’ultima tornata elettorale si è delineata però una inversione di tendenza anche riguardo al gradimento elettorale di Renzi.
“Certo, e direi che le elezioni amministrative Renzi le ha perse ancor prima del loro svolgersi. Nel momento in cui si è andati alle amministrative sia del 2015 che del 2016, era già evidente che non era stato in grado di proporre una nuova classe dirigente, mancavano le candidature e mancava la direzione da prendere”.