La dignità violata: stipendi da 100 euro al mese per le pulizie Banca Carige

“Siamo di fronte a una schiavitù mascherata, ma almeno gli schiavi di una volta avevano vitto e alloggio”, l’amaro commento del sindacalista della Filcams Cgil di Genova, Venanzio Maurici.

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Si può vivere con 100 euro al mese? La domanda di per sé non merita una risposta. Una controproposta seria la meritano però i lavoratori delle imprese esterne impegnate sino all’altro ieri nella pulizia delle sedi della Banca Carige che molto presto percepiranno in busta paga quell’elemosina. Per offrire un quadro completo, gli stessi dirigenti dell’istituto di credito potrebbero essere richiamati al loro ruolo anche dai loro stessi dipendenti, quando, sembra inevitabile, saranno costretti a protestare per la mancanza di pulizia nelle loro postazioni di lavoro. In surplus, si metta in conto anche l’immancabile danno di immagine. La coperta è corta per tutti. “Tutta colpa degli appalti assegnati al massimo ribasso, una esclusiva del nostro Paese”, ha detto a tiscali.it Venanzio Maurici, sindacalista della Filcams Cgil di Genova.

Eclatante il caso del capoluogo ligure: “L’Operosa", la società che provvedeva alle pulizie della locale sede Carige, ha perso il nuovo appalto, vinto invece da “Ideal Service” con un ribasso del 40%. Da qui il drammatico effetto a cascata che ha stravolto la vita di quei lavoratori. “Fatti i conti, i dipendenti della nuova impresa di pulizia (gli stessi della precedente) saranno costretti a lavorare per 20 minuti al giorno”, spiega ancora il sindacalista. Un ragionamento che nella sua drammaticità è semplicissimo: meno ore di lavoro, meno stipendio. “Con L’Operosa, i dipendenti in part time lavoravano in media 2.45 ore e il loro stipendio di aggirava, su per giù, sulle 400/500 euro”, rileva Maurici. Certo, neppure allora i salariati potevano nuotare nell’oro, ma almeno erano in grado di provvedere a qualche incombenza. “Siamo di fronte a una schiavitù mascherata, perlomeno, mi dicevano le lavoratrici: gli schiavi di una volta avevano vito e alloggio”, l’amaro commento del sindacalista ligure.
Venti minuti di lavoro al giorno

Il dramma di queste donne e di questi uomini costretti a sopportare l’infame ricatto del lavoro, costringe a ricordare le parole utilizzate contro alle classi subalterne da liberisti, conservatori e reazionari d’antan, “o mangi questa minestra o salti dalla finestra. Negando in questo modo le legittime aspirazioni di chi ha perso o sta perdendo anche i pochi diritti conquistati faticosamente e a duro prezzo in un recente passato. I sindacati, questa volta uniti, per poter dare risposte serie, hanno chiesto di incontrare, in Liguria la controparte, “per verificare i modi e i tempi di lavoro, rispetto alle esigenze reali che la Carige ha”, dice. Perché per assurdo la Carige ha “prima fatto questa cosa qua, dopo di che, tutti i giorni chiede che la pulizia dei loro ambienti di lavoro sia perfetta. Ma che pulizia può fare una lavoratrice che lavora 20 minuti? Si cambia, svuota i cestino, si riveste e se ne va. Cosa deve fare?”.

Questi i fatti. “Siamo di fronte all’assurdo: la banca chiede una pulizia perfetta, ma la chiede in base a un capitolato d’appalto ridotto all’osso”. In sostanza, i dirigenti, forse complici i giorni di magra che stanno vivendo gli istituti di credito, hanno fatto male i conti. Brutto segno, per chi è chiamato al dovere di tenerli a posto.