[L'intervista] Bonsanti: "Ciò che è esclusione è pericoloso. Da figlia di mamma ebrea vi spiego cosa ci deve far paura"

La presidente emerita di Libertà e Giustizia spiega che Salvini si appella "al popolo", ma questo ha bisogno di "un pensiero da seguire". "Che non ha neanche il M5S: ecco perché è destinato a fallire"

[L'intervista] Bonsanti: 'Ciò che è esclusione è pericoloso. Da figlia di mamma ebrea vi spiego cosa ci deve far paura'

Sandra Bonsanti è una profonda conoscitrice della storia e delle dinamiche politiche del nostro Paese, per averle analizzate a fondo nei tanti anni di professione giornalistica e culminata nella direzione del Tirreno e per aver sostenuto e promosso la cultura civile e la cultura democratica attraverso il lungo lavoro nell'associazione Libertà e Giustizia, fondata da apprezzati giuristi e intellettuali e di cui è presidente emerita. Mai, "nonostante l'età", Bonsanti ha smesso di cercare la miglior lettura dei fatti. "Dai quali non nego però, ogni tanto, di sentire il bisogno di estraniarmi", confessa a TiscaliNews

Trova motivi validi anche oggi?
"Purtroppo ne intravvedo diversi".

In questi giorni abbiamo capito una cosa, presidente: il governo M5S-Lega sembra ormai dominato dalla figura di Salvini. I sondaggi dicono che c'è stato il sorpasso tra i due. La stupisce?
"E' inevitabile e probabilmente sarà ancora peggio per via dell'immenso disagio generale che gli italiani stanno vivendo. La mancanza di lavoro, le condizioni di povertà crescente e gridare che la colpa è tutta degli stranieri che ci invadono è facile. Ovviamente non può non portare verso quella che era la destra, anche se oggi queste divisioni non sono più nette e indicative come lo erano un tempo. E' la storia che torna".

Quali similitudini possiamo vedere con il passato?
"Io che sono vecchia e ho vissuto nell'altro secolo, ricordo bene cosa è stato con le leggi razziali e le sue conseguenze. Non possono non venirmi i brividi a sentire tutte queste cose che Salvini urla, ciò che è esclusione è pericoloso. La Lega dice 'compra italiano', un giorno diranno 'leggi italiano' come si imponeva durante il fascismo. Molte di queste persone, senza saperlo - perché spero che nessuno voglia riportare in Italia un Mussolini - stanno cavalcando e stanno ricalcando le orme già calcate in un'epoca tragica della nostra storia. Cioè l'autarchia di senso di popolo e l'autarchia culturale, parla italiano, leggi italiano, mangia italiano, tutto ciò che esclude la convivenza con altri porta in quella direzione, è inutile".

Non credo che si voglia il fascismo...
"Vorrei poterlo negare ma avendo vissuto in quegli anni e avendo vissuto anche le leggi razziali, non andavo a scuola perché figlia di mamma ebrea, vedo che si comincerà presto a escludere certi bambini dalle classi. Mi auguro che questo non debba avvenire, anche se purtroppo la previsione che potesse accadere ancora in questo mondo era giusta e mi dispiace doverla vedere di nuovo nella mia vita. Bisogna conoscere la storia bene per evitare di fare degli errori o calcare delle orme che hanno portato in una direzione da cui non puoi più tornare indietro. Ti svegli un giorno e non c'è più la democrazia. E' fatta". 

In  tutto questo il M5Stelle che ruolo ha secondo lei?
"Senta io ho votato Leu, lo dico tranquillamente. Mi dispiace che sia stata un'occasione persa perché riconosco tutti gli errori che sono stati fatti, innanzitutto dal Pd renziano, ma non avevo altra strada. Non ho mai creduto molto nel M5S perché non credo che il popolo senza una guida senza una ispirazione precisa e senza una rappresentatività - e io credo molto nella democrazia rappresentativa - possa dare il meglio di sé. Tutti crediamo nel popolo tutto, compresi gli intellettuali, una categoria che Renzi ama citare con quel disprezzo che lui ha e molti hanno... ma credo che da solo il popolo, compresi i più colti, professori e non professori, non fa le scelte migliori. Ma fa le scelte che convengono in questo momento senza lungimiranza. E invece noi abbiamo bisogno di un pensiero e di una politica lungimirante, soprattutto in questa fase".

Questa strategia del M5S di non stare né a destra né a sinistra quindi è destinata a fallire?
"Se queste sono le leggi che regolano la storia e il mondo così va, mi pare molto difficile che possa costruire qualche cosa che resti. E non dico un partito ma tenere insieme delle spinte senza un collante è impossibile. Spinte tra l'altro per molti versi apprezzabili, come la lotta contro la corruzione... Tenerle tutte insieme senza un pensiero che guardi oltre l'oggi, mi pare molto difficile. Non può rappresentare una spinta crescente. I rischi sono tanti e in questa fase in cui il popolo è impaurito chi può sfruttare questa debolezza della nostra situazione è chiaramente Salvini, non il M5S". 

Una parte di chi ha votato il M5S viene da sinistra.
"Io veramente non ho trovato tante persone di sinistra che hanno votato il M5S, magari l'hanno fatto ma non lo dicono. Una fuga dal Partito democratico c'è stata ed è incontestabile. Chi non ha fatto una scelta come quella che ho fatto io è sicuramente confluito nel M5S. Ed è comprensibile perché per certi aspetti sembravano ricalcare certe cose che la sinistra ha sempre predicato e magari non ha attuato. Pensiamo al conflitto di interessi: quando la sinistra ha risolto o provato a risolvere quel probelma? Mai, dal 1994 in poi. Quindi se questi ci riuscissero sarebbe un bene. Se riuscissero poi come hanno detto a sottrarre la Rai al dominio del governo, bravi davvero. Abbiamo sempre auspicato la sottrazione della tv pubblica dal potere politico, ma dubito che ci riescano". 

Anche perché qua si fanno compromessi con l'alleato imponente e scomodo, a tratti imbarazzante. In questo contesto è forse urgente recuperare un un po' di idee socialiste, come si fa?
"Devo dire che l'esempio della Spagna ci dà forse speranza, una scelta molto socialista e molto d'avanguardia. Per recuperare bisognerebbe non riproporre vecchi schemi.

Per esempio?
"Per esempio non sentirsi più dire dal Pd 'questa è una roba nostra, siamo gli unici che lo possono fare, noi salveremo la democrazia...' perché nessuno ci crederebbe. No, serve altro. Servirebbe un movimento che non avesse come prima preoccupazione di fare i conti con il passato perché la sinistra ha sempre litigato rispetto alle responsabilità, bisognerebbe che avessero la forza di dire che questa è una fase con i suoi rischi, non bisogna litigare cercando di aver ragione su quello che è stato. Ognuno si prenda un po' di responsabilità, compresa la società civile, compresi noi di Libertà e giustizia. Decidiamo che possiamo fare un grande movimento democratico senza rivendicare primati. Forse è un po' un'utopia ma fermiamoci a pensare e facciamolo in fretta se non vogliamo essere travolti da questa ondata di cose un po' preoccupanti".

La battaglia è da combattere in Europa, non solo in Italia.
"Sì però è una battaglia che devi combattere bene, non sfidando tutti e dicendo io sono io e tu non sei nessuno. Biosogna cercare delle alleanze. E qui torna il motivo del pensiero, per cercare idee e alleati per costruire anche un'Europa diversa".