Cappato: “Sul biotestamento si faccia la diretta tv. Cicchitto apre all’eutanasia? Tempi sono maturi”

Il Radicale, indagato per la morte di Dj Fabo, in un'intervista a tiscali.it, assicura: "Sulla legge c'è il grande consenso dell'opinione pubblica"

Dopo la morte di Dj Fabo che, assistito dalla compagna e dall'associazione Luca Coscioni, si era recato in Svizzera per il suicidio assistito il mondo della politica, apparentemente commosso, aveva urlato alla "scandalosa" inadeguatezza del nostro ordinamento giuridico. "Subito una legge sul fine vita", si urlava da più parti. Se parlare di eutanasia sembra un azzardo, non così per il "testamento biologico". Detto fatto: lunedì in Aula alla Camera è arrivato un testo che stabilisce le norme sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). A Montecitorio però ad accogliere l'attesa norma c'erano solo 22 deputati. Le immagini girate da uno dei pochi parlamentari presenti in breve diventano virali. Aula vuota, a signifcare che la legge pur invocata da decenni continua a essere un argomento che appassiona ma non troppo? 

Cappato: c'è il grande consenso dell'opinione pubblica

L'iter è lungo e gli emendamenti che già gravano sul testo sono circa 700. Marco Cappato, esponente di spicco dell'associazione Luca Coscioni e indagato per la morte di Dj Fabo, è tutt'altro che spaventato dal vuoto a Montecitorio. "Finalmente un dibattito tra le ragioni a favore e quelle contro", ha spiegato il Radicale in una nostra intervista. "Sicuramente il tema raccoglie un grande consenso di opinione pubblica - afferma -. Su testamento biologico ed eutanasia, non è la prima volta che l’opinione pubblica si trova più avanti rispetto alla politica, è già successo con aborto e divorzio. Noi comunque ci adoperiamo perché questo ritardo sia recuperato”. 

Il dibattito ha visto le voci contrapposte di chi si aspetta un'assunzione di responsabilità da parte del Parlamento - come quella della grillina Silvia Giordano, figlia di una donna malata di Sla - e chi invece, come Paola Binetti, intravvede l' "eutanasia mascherata" dentro le pieghe della norma. Non c'è niente di tutto ciò", assicura Cappato. "Il testo rende operativo per legge ciò che è già riconosciuto in Costituzione, cioè il diritto a interrompere delle terapie e anche farlo senza soffrire, con le cure palliative". Perché, spiega, "il diritto a interrompere nutrizione e idratazione forzata sono elementi di libertà e responsabilità intellettuale che non piacciono a tanti clericali del nostro parlamento che però sono minoranza del paese".  

-Scheda: cosa prevede il testo sul biotestamento

"Manca solo il legislatore"

Eppure i casi di Eluana Englaro, la ragazza che dopo 17 anni di coma e battaglie legali da parte del padre per porre fine alla sua vita vegetativa, e di Piergiorgio Welby che, malato di distrofia muscolare amiotrofica, chiese per anni una legge che gli consentisse di interrompere le terapie che lo tenevano in vita a costo di atroci sofferenze, hanno creato molta sensibilità intorno al tema. "Da allora è cambiata l'opinione pubblica e anche la giurisprudenza - dice ancora Cappato - perché con Welby il dottor Mario Ricci era stato incriminato, poi prosciolto. Oggi invece nel caso Piludu in Sardegna, per esempio, il giudice ha ordinato alla Asl di staccare il respiratore sotto sedazione come aveva chiesto lui stesso". Passi avanti enormi. "Quello che manca è il legislatore", aggiunge.

Cicchitto e l'eutanasia

Lo stesso Fabrizio Cicchitto, esponente di Ncd, durante la discussione in Aula ha detto, forse spezzando un tabù, che "sarebbe aupicabile anche una legge sull'eutanasia". "Mi ha piacevolmente sorpreso il coraggio di una presa di posizione così esplicita nel dibattito e credo che abbia ascoltato la propria storia da ex socialista e le proprie riflessioni sul tema - dice l'esponente Radicale -. E’ stato molto importante perché altrimenti, ascoltando il dibattito, sembrava che il termine eutanasia potesse o dovesse terrorizzare tutti quanti". 

Strada spianata dunque? Non proprio, perché lo spettro della conta dei voti mette a rischio il testo. Sulla carta in numeri ci sono: 400 i sì dichiarati possibili. Il voto segreto rimette tutte le carte in tavola e già i distinguo affiorano. Il rischio di vedere ancora il diritto al fine vita negato è storia della doppia morale di questo Paese: quella dell'indignata ammirazione davanti ad atti di coraggio come quello di Dj Fabo (al quale la Chiesa ha aperto le porte per una commemorazione religiosa alternativa al funerale) e le dichiarazioni di esponenti cattolici che applicano al testo l'approccio ideologico. "Mi auguro che la maggioranza che esiste in parlamento a favore delle buone regole sul testamento biologico regga - chiosa Cappato -. La differenza la fa la volontà politica".