Pierluigi Battista: "Caro senatore Razzi non si sghignazza con i massacratori dei popoli"

Il vicedirettore del Corriere della Sera critica il selfie del senatore di FI con Assad: “Si può fare ironia su qualsiasi cosa, ma non va bene che un politico occidentale strizzi l’occhio a un dittatore”.

Codice da incorporare:
di Ignazio Dessì   -   Facebook: I. D.

In un articolo comparso sul Corriere della Sera il vice direttore Pierluigi Battista stigmatizza il comportamento del senatore di Forza Italia Antonio Razzi,  che si è fatto un selfie "ridanciano" con il presidente siriano Bashar al-Assad. “Non mi piace indignarmi perché lascio ai professionisti dell’indignazione il farlo, ma dico solo che non si sghignazza con i massacratori dei popoli”, premette il giornalista, scrittore e conduttore televisivo al telefono.

Antonio Razzi con Assad

Il suo intervento sul Corsera era molto duro e risentito. Perché è così grave il comportamento del nostro senatore?
“Se uno avesse fatto un selfie sorridente con Hitler oppure nelle vicinanze della Siberia l’avesse fatto in un Gulag con Stalin, come avremmo considerato la cosa? Come un gioco o una delle tante imprese mediatiche di un politico che ha qualche problema con la lingua italiana e con la cultura in generale o l’avremmo preso sul serio? In ogni caso stiamo parlando di un senatore della Repubblica, anche se stavolta Crozza, che lo imita perfettamente, si potrà sbizzarrire. Non dico allora di dare spazio all’indignazione ma a qualche forma di aspra critica sì”.

Pierluigi Battista, vice direttore del Corriere della Sera

Sostanzialmente si è fatto un selfie col personaggio sbagliato?
“Non si scherza con i dittatori e con i tiranni. Abbiamo ancora negli occhi le immagini di Aleppo, una città completamente distrutta e dove si son fatti pagare dei prezzi altissimi alla popolazione civile non all’Isis. Questa è la verità. Assad sta facendo prima di tutto una guerra contro il suo popolo. E dopo che ha massacrato più di 200mila persone questa operazione ridanciana mi sembra un po’ oscena”.

Il senatore Antonio Razzi

Un cattivo servizio all’opinione pubblica il ridurre tutto al riso, mentre si tratta a volte di argomenti molto seri su cui sarebbe il caso di far riflettere la gente?
“Non è una questione di sorridere o meno, uno può fare ironia su qualsiasi cosa, ma non va bene l’esibizione servile e adulatoria di un politico occidentale che sta in una delegazione e strizza l’occhio al dittatore. Non è che io voglia fare l’arcigno censore, ma non si può buttare tutto in burla, perché in questo caso non lo è, anzi siamo di fronte a una tragedia. Questo è il punto. Noi siamo abituati a considerare ormai come un mattacchione simpatico questo bizzarro individuo ma non può essere così".

A volte ci sono dei limiti?
“Certe volte esistono dei limiti, o meglio dei significati. Non parlo cioè di limitazioni da stabilire ma del fatto che tutto ciò che facciamo ha un significato e stavolta non mi piace. Non si ridacchia e non si sghignazza con i tiranni e i massacratori dei popoli, tutto qua”.