Cucina Mancina, la startup che aiuta chi mangia in modo diverso. Su Eppela la sua campagna di crowdfunding

Cucina Mancina, la startup che aiuta chi mangia in modo diverso. Su Eppela la sua campagna di crowdfunding
di Michael Pontrelli (@mich_pontrelli)

In Italia 35 milioni di persone sono “diversamente onnivori” ovvero persone che per scelta o necessità mangiano diversamente dagli altri. Nel mondo sono oltre 800 milioni. Nonostante questi numeri impressionanti di loro si parla ancora poco. L’industria alimentare e quella della ristorazione continuano infatti a rivolgersi prevalentemente alle persone che hanno un tipo di alimentazione standard. Chi prova invece ad occuparsi del fenomeno è una startup italiana, Cucina Mancina, fondata da due giovani imprenditrici Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano. Abbiamo sentito Lorenza per farci spiegare la natura dell’iniziativa.

Avete coniato il termine “mancini alimentari” per indicare i “diversamente onnivori”. Chi sono esattamente queste persone?
“E’ un mondo variegato composto da chi mangia diversamente per scelta come i vegetariani o i vegani o da chi è costretto a farlo perché è celiaco, intollerante al lattosio, allergico, diabetico, iperteso o colesterolemico. In tutti questi casi l’alimentazione deve seguire regole particolari diverse da quelle standard”.

Quali sono le attività che fate per aiutare i “mancini alimentari”?
“Sul nostro sito (www.cucinamancina.com) abbiamo un ricettario multifiltro che mette insieme ricette di chef, blogger o semplicemente brave casalinghe validate dalla nostra redazione all’interno della quale c’è anche una nutrizionista. Grazie al filtro è possibile scegliere le singole ricette in funzione della propria mancinità alimentare. Abbiamo poi un motore di ricerca che aiuta i nostri utenti a trovare produttori e ristoratori compatibili con la proprie esigenze nelle varie città italiane. Per i diversamente onnivori andare a mangiare fuori molto spesso diventa un problema e noi cerchiamo di aiutarli indicando i posti dove è possibile trovare una risposta alle proprie specificità”.

Come avete costruito il database?
“In due modi. Da una parte abbiamo messo assieme le segnalazioni dei nostri utenti che poi abbiamo verificato. Dall’altra la nostra redazione ha svolto una attività di scouting. Attualmente abbiamo 2000 strutture in lavorazione di cui 400 già online. Ovviamente il nostro obiettivo non è fermarci qui ma arricchire e migliorare ulteriormente il database”.

Quali sono le regioni italiane più attente ai "mancini alimentari"?
“Per quanto riguarda gli utenti abbiamo un forte flusso di traffico dalla Puglia perché la nostra startup è pugliese ma anche dalle grandi città come Milano e Roma. Altre regioni in cui stiamo avendo un buon riscontro sono la Toscana e la Sicilia. Per quanto riguarda invece le strutture, sono molto attente in Piemonte e Lombardia mentre ci sono delle resistenze maggiori in regioni particolarmente legate alla carne come l’Emilia Romagna o certe parti della Toscana”.

Quante persone fanno già parte della vostra community?
“Abbiamo circa 26 mila di utenti unici al mese”.

Avete lanciato una campagna di crowdfunding su Eppela per il lancio del "mercato mancino". Di cosa si tratta?
“Si tratta di una raccolta fondi finalizzata alla creazione di una piattaforma che ospiterà delle vetrine dedicate allo storytelling dei prodotti e delle aziende attente alle diverse mancinità. Lo storytelling verrà fatto dagli autori della nostra community. Gli utenti potranno trovare, per esempio, ricette in cui verranno indicati gli specifici prodotti di un dato produttore. La vetrina potrà eventualmente essere collegata alla piattaforma ecommerce dell’azienda nel caso in cui questa ce l’abbia. In una seconda fase proporremo poi l’acquisto del cestino dei prodotti necessari per preparare le singole ricette. In questo caso gestiremo direttamente noi l’attività in collaborazione con un partner che si occuperà della logistica”.

Cosa deve fare un mancino alimentare che eventualmente vuole aderire alla campagna?
“Deve semplicemente andare sulla piattaforma di Eppela e farci una donazione compresa tra i 2 e i 500 euro. In cambio riceverà un premio come una spilla, una calamita, una maglietta di Cucina Mancina e ricettari o cestini . La natura del premio è ovviamente legata all’importo della donazione”.

Quando si chiuderà la campagna di raccolta fondi?
“Il prossimo 18 aprile”.

Quale è l’aspetto più importante affinché il vostro progetto possa avere successo?
“La raccolta di risorse per finanziarie ulteriori sviluppi della piattaforma e una buona capacità commerciale sono aspetti fondamentali. Ma con riferimento alla specificità di Cucina Mancina la criticità maggiore sarà riuscire a combinare la qualità dei contenuti con un buon modo di raccontarli. Su quest’ultimo aspetto stiamo concentrando i nostri sforzi”.