Il leader dell'antiracket: "Prendiamo milioni di euro per i nostri progetti, ma è tutto rendicontato"

Tano Grasso difende l'operato di Ugo Forello, l'ex leader dell'Addiopizzo, accusato di aver gestito maniera anomala le spese processuali e i fondi Pos

Codice da incorporare:

“L’accusa di Andrea Cottone a Ugo Forello non sta in piedi”, ha detto a tiscali.it Tano Grasso, il leader dell’antiracket in Sicilia: “la legge dice che quando c’è stata la costituzione di parte civile di una associazione (o di una vittima) il ministero dell’Interno risarcisce le spese processuali agli avvocati con un fondo ad hoc”.  Grasso, insomma, difende il candidato sindaco del M5s di Palermo da Andrea Cottone, uno dei responsabili della comunicazione alla Camera del movimento, che lo ha accusato di aver gestito in modo anomalo le spese processuali e i fondi Pos incassati da Addiopizzo, l’associazione anti mafia da lui presieduta sino allo scorso anno. L’importo delle spese, ha difatti spiegato Grasso, “è stabilito nelle sentenze (i rimborsi sono modesti, si va da 1000 sino a 7mila euro) e i fondi sono rendicontati al centesimo".

Gli indennizzi antiracket

Grasso ha precisato che a volte nelle sentenze si parla indennizzi milionari alle associazioni antiracket: "Sono somme solo virtuali, perché una legge del 2009 - voluta dal governo Berlusconi – dice che il fondo di rotazione non deve essere più risarcito. Si pagano solo le spese processuali. Le associazioni, dunque, non vedono neppure un euro”. Nell’audio, Cottone ha spiegato ai suoi amici quali, secondo lui, sono le dinamiche interne ad Addiopizzo, nella gestione di un Pon Sicurezza da un milione di euro. Le sue affermazioni sono state riprese con molta enfasi da alcuni quotidiani“… Non è vero che non c’è rendicontazione fiscale. Evidentemente chi ha scritto non ha ben chiaro come funziona il Pon”, commenta Grasso: “Per la prima volta nella utilizzazione di queste risorse vengono coinvolte (giustamente) le associazioni antiracket, in precedenza venivano sentite solo le associazioni di categoria, come Confesercenti e Confcommercio”. A livello nazionale esistono solo due associazioni, la Fai e l’Addiopizzo, “il commissario può scegliere un partner fra queste due”.

 Il rendiconto è obbligatorio

Inoltre, il danaro incassato con i Pon non è a fondo perduto: le associazioni devono prima presentare i loro progetti, poi devono rendicontare. I controlli, rigidissimi, sono effettuati dal ministero dell’Interno. Se i soldi non sono stati interamente spesi, le somme restanti “purtroppo” tornano indietro all’Ue. Quindi è falso scrivere che non c’è rendicontazione fiscale, perché senza quell’atto burocratico Bruxelles non scucirebbe un euro”. In definitiva, “le accuse di Cottone a Forello sono destituite di fondamento”, conclude Grasso.