"Quello a mio figlio fu un agguato, altro che bravata"

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di Ansa

Un viaggio per le vie di Scampia nei luoghi dedicati a Ciro Esposito, il tifoso del Napoli ucciso a Tor di Quinto il 3 maggio 2014, prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Secondo i giudici della Corte d'Appello di Roma Daniele De Santis, detto Gastone, che sparo' a Ciro Esposito con una pistola dalla matricola abrasa fu una "bravata". Le immagini di youtube dell'agguato ripreso da un bus di tifosi partenopei parlano chiaro ma i giudici sostengono che quella fu una "scomposta azione dimostrativa". "Questa volta Ciro e' stato ucciso dalla giustizia". Cosi' Antonella Leardi, la madre del tifoso napoletano, sfoga la sua rabbia. Anche Rosalba Rotondo, preside dell'istituto "Ilaria Alpi" di Scampia che ha dedicato la palestra della scuola alla memoria di Ciro, dice: "Una bravata e' una scaramuccia compiuta da un allievo, quello e' stato un delitto, un omicidio".