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Domani elezioni in Grecia, conservatori favoriti su socialisti

LaPresse
Atene (Grecia), 5 mag. (LaPresse/AP) - La Grecia si prepara alle elezioni più critiche per il Paese in decenni. Domani gli elettori sono chiamati alle urne per scegliere il nuovo governo, dove secondo le previsioni il favorito è Antonis Samaras, leader del partito conservatore Nuova democrazia, seguito dai socialisti di Evangelos Venizelos e probabilmente da numerosi partiti minori. Le urne si apriranno alle 6 italiane di domani mattina e chiuderanno alle 18, subito dopo sono attesi i primi exit poll.
Secondo l'ultimo sondaggio di opinione, pubblicato due settimane fa, Pasok e Nuova democrazia hanno perso consensi in modo drammatico dal 2009. L'appoggio degli elettori ha raggiunto i minimi storici nei loro confronti, scendendo a percentuali viste solo dopo la caduta della dittatura militare nel 1974. Tanto che nessuno dei due partiti si aspetta di ottenere voti sufficienti a formare un governo. La Grecia, dipendente da miliardi di euro di prestiti internazionali provenienti da Europa e Fmi, dovrà imporre ulteriori misure di austerità il prossimo mese per evitare il default e una possibile disastrosa uscita dall'euro.
Secondo i sondaggi di opinione Antonis Samaras, leader di Nuova democrazia, dovrebbe arrivare primo con non più del 25,5%. Otterrebbe così un premio di 50 seggi nel Parlamento, costituito da 300, che non gli sarebbero però sufficienti a raggiungerebbe i 151 necessari a formare il governo. Anche il Pasok, che nelle ultime elezioni parlamentari del 2009 con la guida di George Papandreou ha ottenuto oltre il 43%, ha visto crollare i consensi negli ultimi due anni. Guidato ora dall'ex ministro alle Finanze Evangelos Venizelos, sta affrontando la sfida dei partiti contrari al salvataggio, con i sondaggi che lo danno tra il 14,5% e il 19%. Se la previsione si avverasse, sarebbe il dato più basso da novembre 1974, quando ottenne il 13,5% appena due mesi dopo la fondazione. Venizelos ha messo in guardia sul fatto che la Grecia rischia default e povertà dilagante se i votanti sosterranno i partito contrari al salvataggio: "Domenica si deciderà se resteremo in Europa e nell'euro, rimaniamo su un percorso che è difficile ma sicuro, dopo aver percorso la gran parte della distanza per uscire finalmente dalla crisi", ha detto durante la manifestazione finale della sua campagna elettorale, ieri notte ad Atene. Samaras ha insistito invece che non entrerà in una coalizione con i socialisti: "Non è nell'interesse del popolo greco avere un governo che si divida il potere in questo modo", ha detto giovedì ai sostenitori. Secondo molti, però, si tratta di dichiarazioni mirate solo a ottenere voti.
Un numero senza precedenti di 10 partiti, secondo le proiezioni, otterrà oltre il 3% dei voti necessari a entrare in Parlamento. Tra questi l'estrema destra del partito Alba d'oro, guidato da Nikolaos Michaloliakos, che si è concentrato sui temi della lotta all'immigrazione illegale, tra l'altro proponendo di minare le frontiere. "La gente non sceglie i piccoli partiti perché crede nei loro programmi, si tratta piuttosto di voti di protesta contro alcune decisioni", ha commentato l'esperto di comunicazione politica Spiros Rizopoulos.
05 maggio 2012
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