Manovra, Sì Camera a fiducia. Berlusconi: sacrifici necessari
di Apcom
Roma, 28 lug. (Apcom) - Con il sì della Camera alla fiducia sulla manovra, il decreto che corregge i conti italiani per circa 25 miliardi di euro si appresta a tagliare il traguardo. Domani Montecitorio voterà il via libera definitivo al provvedimento chiesto da Bruxelles per rispettare gli impegni sul deficit e mettere al riparo l'Italia da ulteriori turbolenze finanziarie. Una manovra pesante, riconosciuta da tutti come necessaria, ma contestatissima fin dalla sua approvazione in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso. La manovra, ammette il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, "comporta sacrifici" ma "era necessario approvarla". Secondo il premier è stato così evitato per l'Italia il rischio default come in Grecia.
"E' stata appena votata la fiducia al governo in Parlamento sulla manovra - afferma Berlusconi - domani concludiamo il voto finale sulla manovra da 50mila miliardi delle vecchie lire. La manovra che ci è stata imposta dall'Ue comporta sacrifici e tuttavia era necessario approvarla". Secondo Berlusconi con il sì del Parlamento l'Italia ha evitato i rischi della Grecia. "Se non avessimo approvato la manovra o fosse caduto il governo avremmo fatto la fine della Grecia" e l'Italia sarebbe stata investita "da una speculazione finanziaria" come quella accaduta ad Atene.
Quindi, il Capo del governo esprime soddisfazione per il fatto che nonostante i sacrifici pesanti la manovra "non ha messo le mani nelle tasche degli italiani e non ha fatto tagli. Ha imposto - dice - un congelamento degli stipendi per quanto riguarda i prossimi tre anni", ma nessuna riduzione. Ha chiesto poi "responsabilità" ai diplomatici assicuradogli che presto andrà incontro alle loro richieste. "Le promozioni ci saranno - garantisce il Cavaliere - c'è da fare un minimo di responsabilità generale accettando il congelamento. Penso che prossimamente possiamo ritornare su questa cosa e fare cambiamenti nella direzione da voi auspicata".
Intanto una pioggia di critiche è arrivata dall'opposizione che accusa il governo di non pensare alle famiglie e ai ceti deboli e aver adottato una manovra "profondamente ingiusta e depressiva". Secondo il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, infatti, la manovra non colpisce i cosiddetti 'papaveri', ma piuttosto categorie deboli come gli insegnanti, i poliziotti, gli infermieri, i vigili del fuoco e gli agricoltori.
28 luglio 2010
