Zanzare infette, preoccupazione degli esperti: “Alto rischio epidemia di Chikungunya”. Emergenza sangue nel Lazio

Sono 64 i casi accertati nella regione Lazio, ma nuove segnalazioni arrivano anche da Emilia Romagna e Marche. La Lega: “A portare le malattie sono i migranti”. L’OMS ai turisti: “Usate un abbigliamento corretto e repellenti”

Zanzare infette, preoccupazione degli esperti: “Alto rischio epidemia di Chikungunya”. Emergenza sangue nel Lazio
Redazione Tiscali

Ancora nuovi casi e una maxiemergenza sangue in vista. Si estende di giorno in giorno l'allarme per la Chikungunya, il virus trasmesso dalla puntura della zanzara tigre che sta colpendo in particolare il Lazio, ma che ha fatto registrare un caso nel Modenese, in Emilia Romagna, uno nel Mantovano, in Lombardia e uno a Castelplanio, nelle Marche. In 24 ore nel Lazio i casi sono quasi raddoppiati, passando dai 27 giovedì ai 64 di oggi. Quasi tutti arrivano da Anzio, città del litorale laziale dove è stato individuato uno dei focolai. Sei quelli registrati a Roma ed uno, il primo, a Latina. In tutti i comuni sono state già avviate le disinfestazioni straordinarie, come chiesto anche dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. "Bisogna disinfestare con forza e con convinzione - ha detto - e anche la tempestività in questi casi, laddove si manifesta il primo caso di contagio".

Preoccupazione dell'Oms: "Non si escludono nuovi casi"

I focolai di Chikungunya in corso in Italia sono sotto osservazione anche da parte dell'Oms, che consiglia a chi si reca nelle zone colpite di proteggersi dalle zanzare e non esclude ulteriori casi nei prossimi giorni. L’avviso è stato pubblicato nella sezione “emergencies response” del sito dell'Organizzazione. "C'è il rischio di una ulteriore trasmissione - scrivono gli esperti dell'Oms - perché la zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta zanzara tigre) è ormai stanziale nel bacino del Mediterraneo. Il vettore ha dimostrato in passato la capacità di sostenere focolai di chikungunya nel passato. L'area dove si sono verificati i casi è densamente popolata e molto turistica, soprattutto nei mesi estivi". Per chi viaggia in Italia, sottolinea il documento, è bene evitare il contatto con le zanzare usando un abbigliamento corretto e i repellenti. "La malattia si verifica di solito in Africa, Asia e Americhe, oltre che nel subcontinente indiano - aggiunge l'Oms -. Nel 2007 la trasmissione è stata documentata per la prima volta in Europa, in Emilia Romagna, con 217 casi accertati, al momento c'è un altro focolaio autoctono nel dipartimento di Var, in Francia.

Emergenza sangue nella regione Lazio

Intanto negli ospedali si corre ai ripari per evitare quella che il Centro Nazionale Sangue definisce una "maxiemergenza" in seguito al blocco delle donazioni disposto nei Municipi della Capitale compresi nella Asl Roma 2. Un territorio "pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia". Ad aiutare il Lazio arrivano le raccolte straordinarie di sangue avviate in tutte le regioni d'Italia, che già hanno inviato 849 sacche.

I carabinieri in prima linea: donazioni dalla Toscana

Anche i carabinieri della Nuova Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze rispondono all'appello lanciato dal Centro Regionale Sangue della Toscana per far fronte all'emergenza sangue. I carabinieri di Firenze hanno subito dato la loro disponibilità in numero consistente e stamani 20 allievi carabinieri della Scuola Marescialli e Brigadieri sono andati a donare il sangue al Meyer, e altri 20 sono andati a Careggi. Questo aiuto è importante per permettere alla Regione Toscana di supportare il Lazio tenendo presenti le necessità e le criticità interne. "Ringrazio i carabinieri per la disponibilità e la sensibilità dimostrata - dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - e invito i toscani a raccogliere l'appello del CRS ad andare a donare il sangue, in maniera programmata e coordinata".

Altre 35 sacche di sangue sono state inviate dalla Valle d'Aosta

"Per noi è un grande sforzo, soprattutto se si considera che l'intera popolazione valdostana rappresenta un decimo di quella della sola Roma e che dalla Lombardia, che conta 10 milioni di abitanti, sono partite 160 sacche. Stiamo, comunque, facendo tutto quello che in nostro potere per rispondere all'emergenza", spiega Pierluigi Berti, direttore del Dipartimento dei servizi e della SC di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell'azienda Usl della Valle d'Aosta e responsabile della Struttura regionale di coordinamento per le attività trasfusionali. In merito a possibili ulteriori invii di sangue alla volta di Roma, il dottor Berti aggiunge che "ci siamo dichiarati disponibili a fare quello che è ragionevole che faccia una regione di 120 mila abitanti, anche intensificando le chiamate ai donatori". "Purtroppo si prevede una possibile estensione del fenomeno con nuovi casi di Chikungunya in altre regioni, anche se l'abbassamento delle temperature con l'arrivo dell'autunno giocherà a nostro favore".

Il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno

Nei principali ospedali romani non si registrano comunque ritardi o posticipi negli interventi, mentre il Bambino Gesù sta contattando le persone che hanno donato il sangue nel periodo di massima criticità, tra fine agosto e inizio settembre, per accertamenti su eventuali sintomi del virus. Una raccolta straordinaria è stata avviata anche dalla stessa Regione Lazio in tutte le altre Asl non colpite dal provvedimento del Centro Nazionale Sangue. Sul fronte si muove la Croce Rossa di Roma che ha messo a disposizione il numero della Sala Operativa 06-5510 per tutti i romani che abbiamo bisogno di informazioni sulla donazione del sangue. "E' importante che le raccolte straordinarie siano programmate - spiega il direttore del Centro nazionale sangue (Cns) Giancarlo Maria Liumbruno -, perché l'emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell'andamento dei focolai".

Emergenza rischia di aggravarsi nei prossimi giorni

L'emergenza, dunque, non accenna a rientrare, ma, anzi, rischia di aggravarsi nei prossimi giorni, complice anche il peggioramento delle condizioni meteo previsto sul Lazio. "Il fatto che il primo contagio potrebbe essere avvenuto a metà luglio, che i casi sono riportati in due aree separate e che diversi casi asintomatici sono sotto indagine suggerisce che la trasmissione locale è molto efficace - scrive il Centro Europeo di Controllo delle Malattie (Ecdc) -. Di conseguenza ci si aspetta di identificare nuovi casi in futuro". L'Italia, ricorda il Centro, è stato il primo paese fuori dai tropici ad avere un'epidemia di Chikungunya autoctona nel 2007, e da allora ci sono stati solo tre focolai, l'ultimo dei quali in Francia poche settimane fa. I viaggiatori europei che sono stati in Italia, raccomanda l'Ecdc, devono riferire alle autorità qualsiasi sintomo riconducibile alla malattia. Per i donatori di sangue va invece valutata la possibilità di stop o di rinvio alle donazioni per chi è stato in Italia.

Parole shock della Lega: “A portare le malattie sono i migranti”

Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda, torna all’attacco e punta il dito contro il Governo e contro gli immigrati. "La Chikungunya dal Lazio sta diffondendosi in tutte le altre Regioni. Si tratta dell'ennesimo virus, portato dalle zanzare lo sappiamo, che a casa nostra era sconosciuto o, come nei recenti casi di malaria, di tubercolosi e di lebbra, era debellato e inattive da decenni. È pura miopia, da parte del Governo, non ammettere che questi virus negli ultimi anni sono tornati a diffondersi in coincidenza con l'arrivo di oltre 600mila immigrati giunti dall'Africa, dov'è queste malattie sono attive e si diffondono. Va bene le disinfestazioni straordinarie di zanzare, ma è evidente la necessità di adeguati controlli sanitari sugli immigrati arrivati in Italia negli ultimi mesi, immigrati che invece vengono smistati in tutto il territorio nazionale senza nessun riguardo. E' impensabile che il Governo abbia fatto arrivare oltre 600 mila immigrati dall'Africa in tre anni senza assumersi la responsabilità di prevenire il diffondersi delle malattie che potevano portare con loro dall'Africa".