Summit Singapore: chi è Pottinger, l'esperto d'Asia di Trump

Summit Singapore: chi è Pottinger, l'esperto d'Asia di Trump
di Askanews

Roma, 13 giu. (askanews) - Era probabilmente il volto meno conosciuto nella delegazione statunitense che ieri s'è seduta ai lati del suo presidente, Donald J. Trump, al tavolo di fronte al leader nordcoreano Kim Jong Un e ai suoi assistenti nello storico summit di Singapore. Ma era probabilmente anche l'uomo più importante, quello che tiene i fili della politica asiatica dell'amministrazione americana e che dovrà operare perché i suoi esiti non rimangano solo sulla carta. Si tratta di un ex giornalista dell'agenzia di stampa Reuters e del Wall Street Journal, oltre che di un soldato decorato, diventato uno dei collaboratori di Trump che da più tempo riesce a sopravvivere indenne sulla sua poltrona: il membro del Consiglio di sicurezza nazionale con delega agli affari asiatici Matthew Pottinger.Pottinger ha 45 anni ed è l'uomo che forma la posizione di Trump sulla Corea del Nord praticamente dall'arrivo alla Casa bianca dell'attuale presidente. Politico, che ne ha scritto ne giorni scorsi un informato ritratto, riferisce che secondo l'ex stratega di Trump, il sulfureo Steve Bannon, Pottinger è "una delle persone più significative in tutto il governo Usa". E per l'esperto di sicurezza nazionale della Harvard University Graham Allison, è un uomo "leale alla squadra, che ascolta", un uomo "intelligente, penetrante, curioso e non dogmatico".Figlio di un banchiere di Wall Street, ha studiato in Cina e parla in maniera fluente il cinese. Questo gli ha permesso di lavorare come corrispondente da Pechino dell'agenzia Reuters prima e del Wall Street Journal poi. Un'esperienza, quest'ultima, che lo portò in rotta di collisione con il potere cinese. "Sono stato preso a pugni in faccia in uno Starbucks di Pechino da un pagliaccio che tentava di impedirmi d'investigare sulla vendita da parte di una compagnia cinese di combustibile nucleare ad altri paesi", ha raccontato nel 2005 al WSJ. Fino a quando, nel 2004, dopo aver visto le immagini di una decapitazione effettuata da al Qaida - racconta Politico - decise a 32 di arruolarsi nei Marines.In Afghanistan Pottinger si fece onore come ufficiale dell'intelligence, guadagnando anche una Stella di Bronzo e diventando maggiore. Suo mentore fu il generale Michael J. Flynn, che lo portà al Consiglio di sicurezza nazionale dove era stato nominato da Trump. Pottinger rimarrà anche dopo la caduta di Flynn nelle more del Russiagate, su richiesta del nuovo Consigliere di sicurezza nazionale generale H.R. McMaster. E, in quel ruolo, la sua conoscenza della Cina gli darà automaticamente il ruolo di consigliere per i rapporti con la seconda economia del mondo. Infine, dopo l'arrivo di John Bolton sulla sedia che fu di Flynn e McMaster, il fatto che il nuovo capo non avesse una particolare esperienza con le questioni dell'Asia orientale ha contribuito a mantenerlo ancora su quel ruolo."E' un player burocratico estremamente efficace, che vuol dire qualcosa visto che non ha mai avuto incarichi politici prima", ha commentato al New York Times Michael J. Green, che ha sostanzialmente ricoperto lo stesso ruolo di Pottinger sotto l'amministrazione di George W. Bush.E' considerato abbastanza mainstream, ma nello stesso tempo anche un "falco" nelle questioni cinesi. Considera un errore aver accolto la Cina nel contesto dell'economia globale ed è stato uno dei principali fautori della linea politica aggressiva di Washington rispetto alla Cina. Secondo Politico è stato lui, in particolare, a orientare il documento di strategia nazionale di Trump a considerare la Cina una "potenza revisionista" che intende modificare i rapporti in Asia a suo favore. E ad avvertire Trump che l'Iniziativa Belt and Road voluta dal presidente Xi Jinping per connettere l'Eurasia lungo le antiche Vie della Seta può essere pericolosa. Questo gli ha fatto guadagnare un articolo sul Global Times, il giornale del Partito comunista cinese su posizioni più nazionaliste, nel quale è stato descritto come un falco.Per quanto riguarda la Corea del Nord, poi, Pottinger è stato a lungo considerato l'uomo di Trump più strenuamente allineato alla strategia della massima pressione su Pyongyang e si è detto e scritto che, sotto sotto, potesse essere un sostenitore della teoria dell'attacco preventivo. Quest'ultima voce, però, è stata smentita dalla portavoce della Casa bianca Sarah Huckabee Sanders in un tweet: "Pottinger è un marine che ha servito in due guerre e non prende le azioni militari alla leggera". Così l'idea più probabile è che abbia sostenuto la linea dura per ammorbidire Kim e così portarlo al tavolo.