## Mosca blocca Telegram e Durov diventa l'anti Zuckerberg

## Mosca blocca Telegram e Durov diventa l'anti Zuckerberg
di Askanews

Mosca, 16 apr. (askanews) - Durov contro tutti. Contro il suo Paese, la Russia, che gli chiede le chiavi per entrare nelle chat personali di suoi utenti Telegram. Ma anche contro il main stream dei re dei social network. E proprio nell'anno del grande scandalo di Facebook, con Mark Zuckerberg che si è dovuto scusare pubblicamente per la fuga dei dati attraverso Cambridge Analytica, dall'altra parte dell'oceano c'è chi lotta per la privacy. Ed è scontro aperto tra Mosca e il magnate delle nuove tecnologie Pavel Durov, cresciuto prima a Torino e poi sulla prospettiva Nevskij di San Pietroburgo, artefice di vere e proprie stregonerie digitali come appunto Telegram, la chat capace di autodistruggere i messaggi ed eludere i controlli dei servizi segreti.Più performante di WhatsApp, più sicura di Viber, Telegram è diventato in pochi anni uno dei mezzi di comunicazione più agevole. Una vignetta sul giornale di bordo di una nota compagnia aerea russa ci scherzava su, solo pochi mesi orsono, sancendo il fatto che mentre le altre chat sono già sorpassate e out, il servizio di messaggistica di Durov è all'avanguardia e alla moda. Amato nel mondo, ma soprattutto in Russia, dove appunto è nato. E tuttavia, dopo gli attentati nella capitale degli zar, oltre un anno fa, Mosca ha dichiarato guerra alla chat, utilizzata anche dai terroristi. Nonchè dagli oppositori di Vladimir Putin, che attraverso i gruppi chiusi comunicano ora e luogo, per andare a manifestare.(segue)