Macron in Tv: "Abbiamo convinto gli Usa a restare a lungo in Siria". L'ira di Trump: "Noi presto a casa"

Il presidente francese fa irritare Washinton che corregge il tiro. Pronte nuove sanzioni contro Mosca

Macron in Tv: 'Abbiamo convinto gli Usa a restare a lungo in Siria'. L'ira di Trump: 'Noi presto a casa'
Redazione Tiscali

"Il presidente Trump è stato chiaro affermando che vuole un ritorno a casa delle forze americane in Siria". E' da queste poche parole che emerge la differenza di vedute tra Stati Uniti e Francia, protagoniste insieme alla Gran Bretagna dell'attacco congiunta alla Siria di Assad. Il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva detto in un'intervista Tv di "aver convinto Donald Trump a rimanere in Siria a lungo". Ma così non sembra essere, vista la smentita piuttosto decisa della protavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders. La donna non ha mai citato Macron ma appare chiaro che la dichiarazione diffusa alla stampa in serata nasconde una certa irritazione di Trump verso l'omologo francese. 

"La missione Usa in Siria non è cambiata - afferma Sarah Sanders - e il presidente è stato chiaro che vuole un ritorno a casa delle truppe Usa il più presto possibile". Sanders ha aggiunto che gli Stati Uniti "sono determinati ad annientare l'Isis e a creare le condizioni per impedire un suo ritorno".

Le parole di Macron che irritano la Casa Bianca

Macron in una intervista in diretta al canale francese BFM TV aveva detto: "Dieci giorni fa il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria. Noi l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. E l'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti...". Trump alla fine di marzo in un comizio in Ohio a proposito della Siria aveva detto: "Usciremo molto presto da lì. Lasciamo che siano altri ad occuparsene ora. In Siria ci sono circa duemila soldati americani".

Pronte nuove sanzioni contro Mosca

Washington intanto prepara nuove sanzioni contro Mosca, legate al sostegno del governo russo al dittatore siriano Bashar Assad. Intanto il giorno dopo le bombe, gli Stati Uniti, la Francia e la Gran Bretagna rilanciano la diplomazia, presentando ai 12 partner in Consiglio di Sicurezza dell'Onu un nuovo progetto di risoluzione che dovrebbe essere discusso a partire da domani. Ma oggi saranno varate anche le nuove sanzioni di Washington contro Mosca, ha annunciato Haley, spiegando che le misure colpiranno direttamente società russe che hanno aiutato Damasco a realizzare e a dispiegare armi chimiche.

Mosca continua però a respingere ogni accusa: l'arsenale chimico siriano "è stato distrutto a tempo debito sotto il controllo delle organizzazioni e delle nazioni impegnate sul terreno in Siria", ha assicurato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, ribattendo che le sanzioni "sono scollegate dalla realtà". Assad: campagna di bugie Da parte sua il presidente siriano Bashar Al-Assad, che ha ricevuto la visita di un gruppo di parlamentari russi, ha denunciato la "campagna di bugie" degli Usa contro il suo Paese davanti al Consiglio di sicurezza dell'Onu. Il presidente russo Vladimir Putin, dopo un colloquio telefonico con il collega iraniano Hassan Rohani, ha avvertito che interventi militari come quelli fatte da Stati Uniti, Francia e Siria, condurranno al "caos" nelle relazioni internazionali.