Strage in Siria, almeno 180 morti negli attentati ad Homs e Damasco

Drammatico anche il bilancio dei feriti: sono oltre 200

Strage in Siria, almeno 180 morti negli attentati ad Homs e Damasco
Redazione Tiscali

Sono almeno 180 i morti dei due attentati avvenuti ad Homs e a Damasco e rivendicati dall'Isis. A darne notizie Rita Katz del Site la quale sottolinea che i feriti in entrambi le stragi sono almeno 200. Si tratta in entrambi i casi di zone controllate dalle forze governative dove sono avvenuti in passato altri attentati, rivendicati dallo Stato Islamico. In particolare gli attacchi a Damasco - almeno uno condotto con un'autobomba e altri due con terroristi kamikaze armati di cinture esplosive - sono avvenuti nei pressi del santuario con la tomba di Zaynab, la nipote di Maometto, che esattamente un mese fa è stato colpito da un altro attentato in cui sono rimaste uccise 71 persone, 29 civili e 42 miliziani filo regime. Considerato una roccaforte del governo e luogo sacro degli sciiti, si dice che il santuario sia protetto da guerriglieri Hezbollah.

Accordo tra John Kerry e il suo omologo russo Sergei Lavrov - Mentre da Amman il segretario di Stato americano John Kerry ha annunciato di aver raggiunto "un accordo provvisorio di principio" con il suo omologo russo Sergei Lavrov sui termini di una tregua in Siria. E, in un'intervista a El Pais, Bashar Assad pone delle specifiche condizioni all'entrare in vigore del cessate il fuoco, specificando che non "permetta di guadagnare terreno ai terroristi", termine in cui il regime inserisce anche gruppi ribelli filo occidentali. Nel riferire del suo colloquio con Lavrov, Kerry ha anticipato che Barack Obama e Vladimir Putin "potranno parlare nei prossimi giorni per cercare di chiudere l'accordo" sulla tregua, precisando che la task force, guidata da Russia e Stati Uniti, sta lavorando intensamente "per sviluppare le modalità della cessazione delle ostilità". Da parte di Mosca non vi è stata però la conferma del raggiungimento dell'intesa, con il ministero degli Esteri russo che si è limitato a dire che i due ministri hanno parlato delle "modalità e dei termini della tregua in Siria, con l'eccezione delle operazioni contro i terroristi".

Possibili ostacoli all'entrata in vigore della tregua - Riguardo a questo, il presidente Bashar al Assad, nell'intervista al giornale spagnolo, ha fatto capire che vi potrebbero essere ulteriori ostacoli all'entrata in vigore della tregua, affermando che Siria e Russia "hanno annunciato quattro nomi" contro cui "ovviamente" continueranno le operazioni: "Ahrar al-Cham, Jaish al-Islam, al-Nusra e Stato Islamico". Come è noto gli Usa hanno già annunciato che la tregua non riguarderà gli altri due gruppi, ma i primi due sono tra i maggiori gruppi di ribelli che i paesi occidentali ritengono essere parte di ogni processo di pace. Inoltre, Assad ha specificato di essere "pronto" ad applicare il cessate il fuoco, a patto che "si impedisca che i terroristi lo sfruttino per guadagnare terreno". E che si impedisca "ad altri Paesi, in particolare la Turchia, di inviare altre reclute, più armi e ogni altro sostegno logistico a questi terroristi".