Parigi, strage a Charlie Hebdo: 12 morti. Identificati e localizzati i killer: sono due fratelli franco-algerini

Redazione Tiscali

Terrore e sangue a Parigi. Due terroristi, "nel nome di Allah", hanno aperto il fuoco e ucciso dodici persone facendo irruzione stamattina nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a qualche centinaio di metri dalla Bastiglia. Otto i giornalisti ammazzati, mai era avvenuto niente del genere in passato. Due poliziotti sono stati freddati durante la fuga, uno di questi finito con una vera e propria esecuzione. Le altre vittime sono un impiegato e un ospite. Intanto a Reims è scattata una vasta operazione di polizia, con l'appoggio delle teste di cuoio, per fermare i sospetti dell'attentato contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo: è quanto riferisce la stampa francese, precisando che l'operazione è cominciata intorno alle 23.

Blitz per stanare i killer - Said e Cherif Kouachi, due fratelli noti alla polizia e ai servizi di intelligence francesi, uno dei quali già condannato in passato per aver fatto parte di una filiera che inviava islamisti in Iraq, che nei mesi scorsi hanno cercato di sfuggire alla sorveglianza spostandosi da Parigi a Reims. E' il profilo dei due autori dell'attacco al settimanale Charlie Hebdo. Il terzo complice è un giovane senza dimora di 18 anni, Hamyd Mourad, che ha fatto da autista.  Sarebbero stati riconosciuti grazie alla carta d'identità ritrovata dalla polizia nella Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga vicino alla porte de Pantin, a Parigi. 

Chi sono i terroristi - Secondo una fonte di polizia citata dal sito, i due fratelli sono nati a Parigi, e hanno "un profilo di piccolo delinquenti che si sono radicalizzati". Il più giovane, Cherif, era stato arrestato nel 2008 e condannato a 3 anni di prigione, di cui 18 mesi con la condizionale, in quanto componente di una gruppo che inviava combattenti estremisti in Iraq, basata nel 19/o arrondissement di Parigi. Nel quadro di quell'inchiesta, alcuni componenti del gruppo avevano ammesso di aver "fomentato dei progetti di attentato", ma senza metterli in atto. Scontata la pena, Cherif e il fratello, dice ancora Le Point, "avevano fatto di tutto per farsi dimenticare", e si erano "messi a riposo" a Reims.

Il bilancio della strage  - Oltre ai 12 morti undici sono i feriti, quattro dei quali in condizioni gravissime, da ore nelle mani dei chirurghi dell'ospedale della Pitié-Salpetriere. Sono caduti sotto i colpi del commando di terroristi Charb, il direttore, e i popolarissimi disegnatori satirici Wolinski, Cabu e Tignous. Tra le vittime c'è anche un altro disegnatore, Philippe Honoré, noto semplicemente come Honoré. Li hanno cercati, uno per uno, in particolare Charb, autore di un'ultima vignetta tragicamente profetica, in cui scherzava su possibili attacchi terroristici imminenti in Francia. I testimoni parlano invece di un periodo di difese stranamente un po' allentate al giornale, da anni nel mirino del fanatismo per le sue provocazioni contro gli estremismi religiosi di ogni tipo. 

Uno degli agenti era di scorta al direttore - Uno dei due poliziotti uccisi nella strage alla sede di Charlie Hebdo a Parigi aveva 49 anni e faceva la scorta al direttore e vignettista del settimanale satirico Charb (Stephane Charbonnier) anche lui ucciso. Lo scrive Le Figaro online precisando che il secondo poliziotto ucciso aveva 42 e si chiamava Ahmed, nome di chiare radici musulmane, ed è stato freddato con un colpo alla testa dai terroristi. Secondo un sindacato di polizia le minacce contro Charb si erano intensificate negli ultimi giorni.

L'assalto - Tra le 11 e le 11.30 almeno due uomini armati entrano nella sede di Charlie Hebdo, al numero 10 di rue Nicolas Appert, nell'XI arrondissement. Subito prima, secondo quanto ha riferito un agente ai media, gli assalitori avevano sbagliato obiettivo entrando al numero 6. Una donna ha raccontato di essere stata minacciata dai due davanti alla porta dell'edificio sede del giornale, costringendola ad aprire con il codice numerico.

La mattanza - "Allah Akbar", hanno gridato i terroristi uscendo, filmati dall'alto in un video che - a partire da Le Monde - i media francesi si stanno impegnando a non diffondere o a pubblicare depurato delle scene più crude. "Abbiamo vendicato il profeta", "abbiamo ucciso Charlie Hebdo, siamo di Al Qaida": queste le altre urla deliranti dei terroristi, i quali durante alcuni interminabili minuti hanno compiuto una mattanza scientifica, chiedendo ai giornalisti il loro nome prima di giustiziarli. Sotto i colpi, sono caduti anche l'economista Bernard Maris, che aveva una rubrica su Charlie Hebdo, con lo pseudonimo di Oncle Bernard, un addetto alla portineria, un poliziotto accorso in bicicletta dal commissariato vicino e un altro che era di guardia all'interno della redazione.

La fuga e il cambio d'auto - All'uscita dal palazzo il mini-commando s'imbatte nella polizia. In due finiscono un agente a sangue freddo, già ferito per terra sul marciapiede e poi fuggono a bordo di una Citroen scura. Si dirigono verso nord-est e a rue de Meaux, nel XIX, vanno a sbattere contro un marciapiede. Secondo testimoni, gli attentatori ancora armati e incappucciati sono stati costretti a lasciare la vettura incidentata e a impossessarsi di "una Clio chiara, parcheggiata lì dietro, al grido di Allah è con noi", per riprendere la fuga verso Porte de Pantin, sempre in direzione nordest. 

Isis festeggia - Lo Stato islamico di Abu Bakr al Baghdadi aveva fatto appello ai 'lupi solitari' transalpini a colpire la Francia, in risposta ai raid in Siria e Iraq, in un video pubblicato il 19 novembre. L'appello era diretto ai "musulmani francesi", invitati anche a espatriare per unirsi all'Isis. Altre minacce alla Francia sono arrivate da al Qaida, per l'offensiva in Mali. I jihadisti legati allo Stato islamico "festeggiano" l'attacco di Parigi contro la sede di Charlie Hebdo. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio dell'estremismo islamico sul web, che in precedenza aveva reso noto il "giubilo" dei sostenitori di al Qaida.

Vignette su Maometto - Il settimanale, già in passato nel mirino dei fondamentalisti islamici per vignette su Maometto, aveva pubblicato in copertina una caricatura dello scrittore Michel Houellebecq, al centro di polemiche per il romanzo in uscita Sottomissione, che racconta l'arrivo al potere in Francia di un presidente islamico. Circa un'ora prima dell'attacco, sul profilo twitter del giornale è apparsa una vignetta caricaturale del leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi con gli auguri per il nuovo anno. Charlie Hebdo era più volte finito nel mirino degli integralisti islamici per aver irriso la figura del Profeta Maometto. Secondo alcune informazioni di stampa, prima di fuggire in macchina, gli assalitori avrebbero urlato "vendicheremo il profeta".