[L’analisi] Per il Papa ricevere Salvini non significa cedere sulla sue battaglie in difesa dei migranti 

Per tradizione il papa riceve tutti i governanti che chiedono udienza perché è una possibilità diretta di riaffermare l’insegnamento cristiano nelle diverse situazioni di vita. E far sentire forte la sua voce

[L’analisi] Per il Papa ricevere Salvini non significa cedere sulla sue battaglie in difesa dei migranti 

L’incontro di Francesco con Salvini resta probabile in questa settimana, ma al momento non se ne sa di più e non c’è una conferma vaticana alla dichiarazione del Ministro. Può suscitare curiosità e attesa il fatto che un possibile colloquio possa avvenire proprio nei giorni in cui le politiche del ministro dell’Interno italiano  appaiono clamorosamente contrastanti con la posizione del papa in materia di immigrati e immigrazione. E magari si è portati a mettere in risalto più le aspettative dell’incontro da cui ricavare chi tra i due prevarrà, quali politiche siano da seguire e quale possa avere un timbro più cristiano. Ora Salvini appare un vincente sul piano della attualità, ma si tratta di una vittoria apparente e provvisoria nell’opinione pubblica notoriamente volubile.

Solo casualmente Francesco proprio lunedì mattina, spiegando un episodio biblico nella messa a Santa Marta, ha parlato della “manipolazione senza scrupoli della libera comunicazione” che riesce a sedurre l’opinione pubblica con scandali o calunnie. In questa dinamica, le vittime e i deboli appaiono i cattivi e i forti riescono a imporre la soluzione voluta. Un modo di procedere molto diffuso oggi, secondo Francesco da parte di tanta gente, e anche di capi di Stato o di governo: “comunicano una bugia, una calunnia e, dopo aver distrutto sia una persona sia una situazione con quella calunnia, giudicano quella distruzione e condannano”.

Nel confronto politico oggi in atto gli immigrati sono diventati i capri espiatori innocenti di tante insufficienze e responsabilità della politica: si fanno apparire come la causa determinante dei mali del Paese e responsabili della mancanza di lavoro dei giovani italiani.

Sui migranti Francesco ha una visione ben strutturata e non improvvisata, che guarda lontano e pungola concretamente a cambiare il sistema economico e la politica dei Paesi benestanti. Non cambierà certamente la sua visione radicata nel Vangelo per un incontro con Salvini.  E neppure il Ministro cambierà – salvo sorpresa – le sue convinzioni che sono all’opposto della sensibilità di Bergoglio.

Per tradizione il papa riceve tutti i governanti o persone che hanno qualche responsabilità pubblica e ne facciano richiesta. Ricevere non significa di per sé condividere o sintonia. E’ accaduto nel passato lontano e recente: l’eventuale colloquio con Salvini non avrebbe pertanto nessun carattere di riconoscimento alle sue politiche. A maggio dello scorso anno Francesco ha ricevuto Viktor Orban al quale Salvini si riferisce apertamente per le politiche immigratorie in Europa. E aveva ricevuto anche Trump che pubblicamente aveva proclamato di infischiarsene dei giudizi del papa. In genere le dichiarazioni che le persone ricevute rilasciano dopo l’udienza papale, la Santa Sede le lascia alla responsabilità delle persone. Il Vaticano tace, salvo precisare qualora si volessero attribuire al papa posizioni dei suoi interlocutori.

Anche in questa occasione la richiesta di incontrarsi non viene dal papa, ma da colui che sarà ricevuto. Salvini ha lasciato intendere la probabilità dell’incontro in settimana. Ciò significa che o ha richiesto udienza oppure ci sarà qualche circostanza esterna, come l’udienza generale o un passaggio del papa in aeroporto italiano dove a salutarlo potrebbe essere il ministro dell’Interno. Il protocollo potrebbe prevederlo e in quel caso i due potrebbero scambiarsi dei punti di vista.

Qualche malizioso ha rilevato che se l’immigrazione tiene distanti Bergoglio e Salvini, la famiglia cristiana formata solo sul matrimonio tra un uomo e una donna li unisce. E come Francesco avrebbe ammorbidito la sua visione in materia familiare rispetto a quello scritto su Amori Laetitia così potrebbe ammorbidire la sua visione intransigente sulla giustizia e la dignità che si deve avere davanti al fenomeno migratorio.

Si rientra in questo caso nell’ambito della comunicazione senza scrupoli, delle chiacchiere per contribuire alla confusione e alla distruzione di persone e istituzioni. In materia di famiglia, infatti, Francesco non ha mai affermato una diversa dottrina da quella tradizionale, ma ha avuto il buon senso di mettere al centro non la dottrina astratta ma le persone concrete mettendole entrambe sotto la Parola di Dio: come applicare l’amore di Dio nell’esperienza concreta di donne e uomini sposati che falliscono la loro esperienza matrimoniale. Non basta convergere sulla dottrina se non si converge sulla carità. Francesco è innovativo per aver rimesso al centro non la legge ma l’amore. Una prospettiva che vale anche nell’ambito migratorio. Al primo posto ci sono le persone nel bisogno e solo dopo le loro appartenenze a Paesi diversi, a storie diverse. E le persone vanno accolte in misura della loro fragilità e bisogni, non possono essere usate come pedine per la carriera politica.

Si deve convenire che Francesco non ha attenuato nessuna posizione sulla giustizia e la carità verso i poveri. Farlo credere significa strumentalizzarlo, ricorrere alla seduzione dello scandalo nella comunicazione, presentare come malvagia una posizione buona. In tal caso Francesco non teme di ricordare le dittature del secolo scorso, dittature “con i guanti bianchi che hanno distrutto i Paesi”.