Lactalis, il latte in polvere contaminato da salmonella: neonati a rischio. Coinvolte 83 nazioni

Il Codacons si dichiara ''pronto ad una class action contro Lactalis''. Il grido dall'arme di Coldiretti. Come mucca pazza nel 2001

Lactalis, il latte in polvere contaminato da salmonella: neonati a rischio. Coinvolte 83 nazioni
TiscaliNews

Le statistiche dicono che due mamme italiane su tre sono preoccupate per l’escalation degli allarmi alimentari. A buona ragione lo sono ancora di più oggi, dopo aver saputo che Lactalis, il primo gruppo mondiale di prodotti caseario-lattieri, ha deciso il ritiro dal mercato in 83 Paesi di "12 milioni di confezioni" di prodotti destinati alla prima infanzia provenienti dalla fabbrica di Craon, nell'ovest della Francia, dopo la scoperta a dicembre di alcuni casi di salmonellosi.

L’inatteso annuncio è stato dato dall'ad del gruppo francese (che detiene anche Parmalat e Galbani), Emmanuel Besnier, in un'intervista al Journal du Dimanche. Finora si contano 35 casi di neonati colpiti in Francia, uno in Spagna, mentre un altro in Grecia resta da confermare. Già a dicembre era stato deciso il ritiro di alcuni prodotti dai supermercati, ma ora la misura si estende a tutte le confezioni, ha spiegato Besnier. In Italia, il caso Lactalis ha messo in allarme le famiglie. Le associazioni dei consumatori sono subito scese sul piede di guerra.

Coldiretti, bene ritiro latte in polvere a rischio

Il ritiro di oltre 12 milioni di scatole di latte in polvere per l'infanzia francese dello stabilimento di Craon a rischio salmonella in 83 Paesi annunciato dalla Lactalis "è l'ultimo della serie di allarmi alimentari che hanno portato oggi più di due italiani su tre (68%) ad essere preoccupati dell'impatto di quello che mangiano sulla salute, per effetto del ripetersi degli scandali sul cibo". E' quanto emerge da una indagine Coldiretti/Ixe' divulgata in occasione dell'annuncio dell'amministratore delegato della compagnia francese che ha chiesto a tutti distributori coinvolti di togliere il prodotto a rischio dagli scaffali. "Sono importanti le misure per affrontare l'emergenza ma - sottolinea la Coldiretti - occorre intervenire con interventi strutturali di fronte agli scandali che si rincorrono e si propagano rapidamente a livello planetario".

Mucca pazza

L'inizio del secolo, ricorda la Coldiretti, è stato segnato dall'emergenza mucca pazza del 2001 che è quella che ha pesato di più sulla filiera alimentare ma che ha anche rappresentato una volta nelle politiche comunitarie con misure di prevenzione e trasparenza come l'obbligo di indicare in etichetta l'origine della carne. Nel 2008 è stata invece la volta della carne alla diossina dal nord Europa seguito della contaminazione nei mangimi, e del latte alla melamina che dalla Cina si è diffuso in tutto il mondo. Due anni più tardi (2010) - continua la Coldiretti - è arrivata la mozzarella blu a spaventare i consumatori italiani mentre nell'estate del 2011 è comparso il batterio killer, che fece salire ingiustamente i cetrioli sul banco degli imputati e poi nel 2013 è stata la volta delle polpette di carne di cavallo spacciata per manzo e nel 2017 delle uova al Fipronil. ''L'esperienza di questi anni dimostra - conclude la Coldiretti - l'importanza di una informazione corretta con l'obbligo di indicare in indicare in etichetta l'origine dei prodotti che va esteso a tutti gli alimenti". In questo contesto la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sulle modalità di indicazione dell'origine in etichetta come previsto dal regolamento europeo sulle informazioni ai consumatori n.1169/2011, entrato in vigore nel dicembre 2013.

 Codacons, pronti ad una class action

Se Coldiretti difende la produzione italiana, Codacons si schiera dalla parte dei consumatori italiani. Il Codacons si dichiara ''pronto ad una class action contro Lactalis'' per il caso del latte in polvere per neonati contaminato da salmonella. "Siamo in presenza dell'ennesimo scandalo alimentare, stavolta ancor più grave perché ad essere coinvolti sono neonati, ossia soggetti particolarmente a rischio non avendo ancora sviluppato le difese immunitarie'' afferma il presidente Carlo Rienzi. "Il Ministero della salute deve attivarsi immediatamente - chiede l'associazione dei consumatori - per verificare se le confezioni di latte contaminato da salmonella sono state vendute nel nostro paese, e deve dare in tempi brevi informazioni trasparenti ai consumatori. Se sarà accertata la commercializzazione anche in Italia di latte in polvere contaminato, il Codacons presenterà una class action contro Lactalis, chiedendo un maxi-risarcimento in favore delle famiglie coinvolte, anche in assenza di patologie nei bambini e solo per i gravi rischi sanitari corsi. Invitiamo i cittadini a conservare scontrini e prove di acquisto del latte in polvere prodotto da Lactalis".

L’azienda francese si è detta comunque disposta a risarcire “tutte le famiglie che hanno subito un danno" dalla contaminazione di salmonella nei prodotti per neonati del gruppo francese, ha spiegato Emmanuel Besnier, sempre nel corso dell'intervista rilasciata al Journal du Dimanche, sottolineando che "secondo il ministero della salute, 35 neonati sono stati male. Ma dall'8 dicembre non c'è stato nessun nuovo caso". Annunciando il ritiro di 12 milioni di confezioni dal mercato di 83 Paesi, Besnier assicura che "la nostra priorità assoluta è la sicurezza totale".