Welfare, focus su integrazione partendo dal tema fiscale

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Roma, (askanews) - Il welfare integrato è al centro di uno studio commissionato dal Gruppo Unipol ad Itinerari Previdenziali, nel quale si delinea un possibile percorso di intervento sul sistema, a partire da una regolamentazione più omogenea che preveda l estensione dei benefici fiscali a quella parte del welfare - la sanità integrativa - che oggi appare penalizzata rispetto alla previdenza complementare. Askanews ha sentito il presidente di Itinerari Previdenziali Alberto Brambilla. Che individua così le possibili soluzioni:"Abbiamo una spesa sociale complessiva che di fatto è 50% di tutta la spesa dello Stato. Per cui per pensioni, assistenza sanitaria, assistenza sociale e welfare degli enti locali spendiamo molto più della metà di quello che è il totale della spesa compresi gli interessi - afferma Brambilla -. Probabilmente non è una spesa sostenibile, ma è una spesa che possiamo alimentare. Lo studio delle dichiarazioni dei redditi ci dice che dobbiamo invertire il sistema fiscale, fare più verifiche perchè se da un lato la Germania ci considera ricchi, stando a quanto emerso da una ricerca della Bundesbank, e ci dice che abbiamo il patrimonio personale più ricco d'Europa, dall'altra parte noi abbiamo le dichiarazioni dei redditi più povere d'Europa. E questo va conciliato perchè se andiamo avanti di questo passo e quindi consumiamo più di quanto incassiamo non facciamo altro che buttare debito sulle spalle delle giovani generazioni che faranno ancora più fatica a poter stare sul mercato e a poter accedere ai servizi sociali. L'obiettivo deve essere quello di cercare di creare la continuità del welfare nel pubblico e l'unica strada è quella di proteggere le giovani generazioni".