Videogiochi, alla scoperta del business attraverso l'Hackathon

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Roma, (askanews) - Il Festival Let's Play ospitato a Roma nel Guido Reni District come occasione unica per lo svolgimento di due Hackathon diversi dal solito, promossi dalla Regione Lazio nel suo padiglione e organizzati sul campo dall'Accademia italiana videogiochi.E' così che il mondo degli sviluppatori di videogiochi prova a incontrare sul campo le potenzialità di un business che non conosce confini e limiti di crescita. Obiettivo delle maratone informatiche infatti è la consegna alla conclusione di un gioco il più possible finito e giocabile (oltre che divertente). I team sono composti solitamente da 6 o più persone, suddivise tra grafici e programmatori, ai quali è richiesto di lavorare come se fossero in uno studio di produzione di videogiochi. Una esperienza certamente ludica ma allo stesso tempo altamente formativa. Come conferma il fondatore dell'Accademia italiana videogiochi, Luca De Dominicis:"AIV esiste da dieci anni ma è negli ultimi 2 o 3 anni che le istituzioni sono diventate molto recettive rispetto alle necessità di una start up company. E questo hackathon è un modo per portare i nuovi sviluppatori a contatto con i programmi della Regione Lazio. Questi ragazzi sono bravissimi, sono ottimi tecnici, ma a volte non sanno neanche cosa è una partita Iva. O quali vantaggi la Regione Lazio può offrire loro in termini di finanziamento, insieme a tutte le agevolazioni fiscali che ci sono per le start up company. Un hackathon dunque è un modo bello, gioioso, importante per far capire agli sviluppatori che la relazione istituzionale e territoriale è un tassello fondamentale nel loro percorso futuro di imprenditori".La squadra vincitrice riceverà un premio del valore di 1000 euro in voucher Amazon per un totale di 2 mila euro. 1500 euro saranno messi a disposizione dalla Regione lazio, mentre i restanti 500 dall organizzazione dell evento. Il premio maggiore però, per i partecipanti, è legato alla possibilità di realizzare il sogno di trasformare passione e talento in una scelta concreta di lavoro. Così almeno è per Mattia, uno degli studenti dell'accademia:"Pensiamo che questo possa essere un modo per avvicinarci alla realtà del mondo del lavoro di oggi, puntando ad una integrazione maggiore rispetto a quella che c'è oggi del programmatore di videogiochi".L'esperienza formativa, per l'Accademia italiana videogiochi, non si conclude comunque con le hackathon, con docenti e studenti impegnati anche nell'area laboratorio in progetti di grafica e programmazione e talk tematici, uno dei quali tenuto dal 3D artist Daniele Danko Angelozzi, special guest, sulla scultura digitale.